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Rischio geopolitico delle imprese, la Luiss rilancia l’osservatorio per misurarlo

October 1, 2026

In uno scenario globale in continua evoluzione, il sistema produttivo italiano si trova ad affrontare sfide sempre più delicate. L’analisi del rischio legato al mutamento degli equilibri internazionali è diventata fondamentale e, dalla scelta dei mercati a quella delle catene di approvvigionamento, costituisce ormai una variabile strutturale nei processi decisionali delle imprese. Proprio con l’obiettivo di imparare a interpretare questi cambiamenti è nata l’idea dell’incontro “Sistema Italia e rischio geopolitico: sfide e opportunità”, organizzato dal Research Center Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’evento si è svolto al campus della Luiss di viale Pola, a Roma.

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Nuovi equilibri

In apertura dei lavori, Paolo Boccardelli, rettore della Luiss, ha sottolineato la rapidità e la profondità delle trasformazioni che interessano gli equilibri geopolitici mondiali, coinvolgendo mercati, tecnologie, energia e catene del valore e «modificando le interdipendenze che caratterizzano l’economia globale».

Secondo Boccardelli, l’Italia, per rispondere a queste sfide, deve fare leva sulla «capacità di governarne la complessità investendo nel capitale umano. Dalla transizione digitale all’inverno demografico, la vera sfida dell’autonomia strategica si gioca sulle competenze: è formando e valorizzando i nostri talenti che potremo garantire la resilienza, la sicurezza economica e la competitività del Sistema Italia».

Il Geopolitical Risk Observatory

In questo periodo storico, dunque, il monitoraggio e l’analisi qualitativa e quantitativa del rischio sono diventati fondamentali. È di questo che si occupa il Geopolitical Risk Observatory (GRO) della Luiss, nato in seno al centro di ricerca “Franco Fontana” per fornire supporto alle aziende nella comprensione delle dinamiche geopolitiche globali e del loro impatto sui sistemi economici. Infatti, come ha spiegato Giampiero Massolo, direttore del GRO, «non stiamo attraversando una crisi passeggera, ma un cambiamento di sistema strutturale». L’ordine mondiale che «per trent’anni ha garantito alle imprese italiane regole condivise e mercati aperti si sta sfaldando» e per questo «la geopolitica non può più essere uno sfondo, ma deve diventare una competenza permanente delle imprese», ha concluso Massolo.

In quest’ottica, uno strumento fondamentale è il Geopolitical Risk Index del GRO, di cui è responsabile Carlo Gallo. Gallo ha spiegato che l’indice, a oggi esteso a 65 paesi e aggiornato con cadenza quindicinale, è stato strutturato su tre livelli causali: «Oltre a considerare il livello strutturale, e quindi le variabili e le caratteristiche di ciascun paese che cambiano lentamente nel tempo, teniamo conto anche dello stato attuale dei diversi paesi e della dimensione di predizione, in cui valutiamo le intenzioni e le possibilità d’azione degli attori geopolitici».