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Rissa in calle Dolfin: una persona viene spinta contro la vetrina di un negozio, la manda in frantumi e si taglia il collo

August 6, 2026

VENEZIA - La vetrina di un negozio in frantumi; i cocci a terra sporchi di sangue e una decina di scaffali colmi di oggetti da cui nessuno ha cercato di rubare qualcosa. Sono questi gli “indizi” che, ieri mattina, hanno permesso agli agenti della polizia locale di ricostruire una lite avvenuta la notte tra martedì e ieri lungo calle Dolfin, nel sestiere di Cannaregio, culminata di fronte al negozio di “paccottiglia” che si trova inserito tra “La bottega del tartufo” e il “Frulalà”, a due passi dal campiello Riccardo Selvatico e dal sotoportego Falier. 


LO SCONTRO

Attorno a l’una di notte, un uomo di orgini tunisine è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale civile per essere medicato ad un taglio che si era appena procurato. Subito dopo le primissime cure, ancor prima di essere identificato, il ferito è però fuggito dalla sala d’attesa, non facendosi più trovare. Mezz’ora dopo, verso l’1.30, un secondo giovane, anche lui di origini tunisine, è stato medicato per una ferita molto più grave: un fendente lo aveva colpito tra il collo e una spalla, facendo ipotizzare ai sanitari che l’hanno assistito potesse essere stato colpito da un coltello. Nessun’arma, in realtà. Secondo le prime ricostruzioni della polizia locale che si sta occupando del caso, il giovane sarebbe stato scaraventato con violenza contro la vetrina del negozio di oggetti in vetro durante una lite.

Un diverbio che, con ogni probabilità, si era acceso in un’altra zona non molto lontana del centro storico, ma che era culminata soltanto in calle Dolfin. A questa lite avrebbe preso parte anche il primo tunisino medicato al pronto soccorso, ma dirlo con certezza, senza avere in mano un referto medico né un nome sarà ancora più difficile. Certo è, invece, che il secondo tunisino (dimesso dall’ospedale nel pomeriggio di ieri con una prognosi di quindici giorni) si è provocato la ferita dopo aver distrutto la vetrina con il peso del suo corpo.


LE INDAGINI

Gli agenti di polizia locale, nella giornata di ieri, hanno ascoltato le testimonianze dei residenti della zona e raccolto le immagini delle videocamere di sorveglianza sparse nel sestiere che saranno passate al setaccio nelle prossime ore. Intanto, la negoziante che si è trovata l’attività commerciale sfasciata ha provveduto a sostituire la vetrata con una provvisoria, in modo da evitare eventuali intrusioni durante la notte. Sui masegni, lungo la calle, rimane però il sangue. Non soltanto una pozza di fronte al negozio, ma anche tante piccole macchie che, messe assieme, ridisegnano il percorso fatto dal giovane diretto all’ospedale. Quelle stesse macchie a cui, ormai, i residenti si trovano davanti sempre più di frequente.

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VECCHIA FAIDA

Soltanto due settimane fa, lo scorso 23 luglio, ad essere stata macchiata di sangue era l’Erbaria, diventata nella notte teatro di una battaglia violenta tra due bande di stranieri. In quel caso, non si era trattato dell’ennesimo capitolo della faida tra le famiglie tunisine Sakka e Mallat che, anzi, erano schierate dalla stessa parte. Allo stesso modo, sembrerebbe che le due fazioni storicamente rivali non siano coinvolte neanche in questa, ennesima, lite.