BORGO VENETO - Una granata della seconda guerra mondiale è stata fatta brillare ieri mattina dai guastatori paracadutisti della Folgore nelle campagne tra Saletto e Santa Margherita d'Adige. L'ordigno era riemerso da uno scavo in via Arzarello Basso, davanti a una casa in ristrutturazione. Il brillamento è avvenuto in sicurezza nel campo dietro la proprietà, con un'operazione programmata dalla Prefettura di Padova e durata circa un'ora.
L'ordigno trovato durante la ristrutturazione
Il ritrovamento risale al pomeriggio di sabato 5 settembre. Il proprietario dell'abitazione, alle prese con i lavori di restauro, stava facendo posare delle tubature lungo la strada di accesso. Dallo scavo degli operai è uscito un oggetto di metallo lungo 12 centimetri, poi rivelatosi essere un ordigno privo dell'innesco sulla sommità. Lo scavo si è interrotto subito. I guastatori hanno classificato in seguito il ritrovamento: una bomba a mano Sipe di fabbricazione italiana, risalente all'ultimo conflitto e caricata con 30 grammi di tritolo. Il nome viene dalla Società italiana prodotti esplosivi che la produceva: un modello già in uso durante la prima guerra mondiale e rimasto in dotazione all'esercito italiano fino alla seconda.
LA SICUREZZA
Per prima è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Casale di Scodosia, in servizio di pattugliamento nella zona: era la prima auto disponibile. Poi il vicecomandante della stazione di Borgo Veneto ha fatto il sopralluogo, ha isolato l'area, ne ha interdetto l'accesso e, alla presenza del proprietario, ha intimato a quest'ultimo di sospendere i lavori fino alla bonifica dell'ordigno. Il cantiere è rimasto fermo per 17 giorni, mentre la Prefettura organizzava l'intervento con il reparto specializzato. L'operazione è stata concordata dalla Prefettura con l'ottavo reggimento genio guastatori paracadutisti Folgore di Legnago, che ne ha definito le modalità concrete: non un intervento d'urgenza, quanto un'attività pianificata.
I militari hanno fatto brillare la granata nel campo di terra retrostante la proprietà, a poca distanza dal punto del ritrovamento. La strada, una via di comunicazione secondaria, è rimasta chiusa al traffico per tutta la durata delle operazioni, senza disagi per la circolazione. Presenti il luogotenente Luciano Consolo, comandante della stazione dei carabinieri di Borgo Veneto, i tecnici del Comune, la polizia locale con il comandante Orfeo Dargenio e un'ambulanza della Croce rossa di Padova con il suo equipaggio, inviata dalla Prefettura a scopo precauzionale, una presenza disposta per intervenire subito se qualcuno, durante la bonifica, si fosse ferito. La zona è isolata, lontana dal centro abitato, tra terreni coltivati: nelle immediate vicinanze non c'è altro che campi e di fatto non c'era nulla di rischioso. Priva dell'innesco, la granata non avrebbe potuto esplodere accidentalmente e i militari lo hanno escluso da subito. Resta il timore dell'uomo che si è trovato tra le mani un oggetto del genere, riemerso dopo ottant'anni sotto terra, ma intanto il cantiere della ristrutturazione può ripartire.