La tiktoker napoletana ha diffuso sui social alcuni filmati nei quali compare una piccola scimmia che afferma di aver acquistato durante un viaggio in Egitto. I contenuti hanno raccolto numerose reazioni critiche da parte di utenti e di associazioni animaliste. Le dichiarazioni rese nei video non sono tra loro coincidenti e finora non risulta mostrata documentazione. In Italia importazione e detenzione di esemplari protetti sono regolate dalla CITES e dalla legge 150 del 1992. Non risultano al momento provvedimenti
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Alcuni video pubblicati sui social da Rita De Crescenzo, nei quali compare una piccola scimmia, hanno raccolto nelle ultime ore numerose reazioni critiche. La tiktoker napoletana afferma di aver acquistato l’animale durante un viaggio in Egitto. Sulla vicenda non risultano al momento accertamenti conclusi né provvedimenti da parte delle autorità.
Che cosa mostrano i video
Nei filmati diffusi online il primate compare tra le braccia di De Crescenzo, viene alimentato con un biberon e appare vestito. In un altro passaggio mangia in braccio al marito della creator. Le immagini non consentono di identificare la specie dell’esemplare, che appare comunque molto giovane, né di stabilire con certezza dove i video siano stati girati.
Le dichiarazioni di Rita De Crescenzo
Nei primi contenuti De Crescenzo dice di non conoscere ancora il sesso dell’animale e ipotizza due possibili nomi. Sostiene che l’esemplare le sia stato consegnato già con maglietta e pannolino. In un video successivo afferma di averne acquistati due, uno rimasto con lei e l’altro affidato a una persona indicata solo con il nome di battesimo. In un altro filmato dichiara invece di aver trovato l’animale dentro uno scatolone e di averlo tolto dalla strada.
Le due ricostruzioni, acquisto e ritrovamento, non coincidono. Si tratta in entrambi i casi di dichiarazioni rese dalla stessa creator: non risultano elementi indipendenti che permettano di ricostruire la provenienza dell’animale, le modalità dell’eventuale acquisto o la documentazione che lo accompagna.Nelle fonti e nei contenuti pubblicamente disponibili finora non risultano mostrati documenti relativi all’acquisto, all’importazione o a un’eventuale autorizzazione alla detenzione.». Rispondendo alle critiche ha dichiarato: «La scimmia è mia e resta con me».
Le osservazioni delle associazioni animaliste
Fra le realtà intervenute figura EARTH, associazione nazionale di protezione ambientale e degli animali riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, che dispone di guardie zoofile volontarie e si costituisce parte civile nei processi per reati contro gli animali. La presidente Valentina Coppola ha posto l’attenzione sulle condizioni di un esemplare apparentemente molto giovane e, più in generale, sulla sottrazione precoce di animali alle cure parentali per destinarli al mercato degli animali da compagnia.
Un ulteriore rilievo riguarda il possibile effetto di emulazione di contenuti nei quali un animale selvatico viene presentato come un animale domestico. Le valutazioni delle associazioni
La normativa CITES e la legge 150 del 1992
La Convenzione di Washington, nota come CITES, disciplina il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione e comprende numerosi primati. In Italia la materia è sanzionata dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150, che riguarda importazione, esportazione, trasporto, commercio e detenzione di esemplari privi della documentazione prescritta, con sanzioni che per gli allegati a maggiore tutela possono avere rilievo penale.
L’applicazione concreta di queste disposizioni dipende da due elementi che allo stato non sono noti: la specie dell’animale e l’eventuale ingresso dell’esemplare in territorio italiano.
Il decreto legislativo 135 del 2022 e la lista positiva
Un secondo quadro normativo riguarda gli animali selvatici ed esotici. Il decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 135 vieta all’articolo 3 la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di esemplari vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale, salvo le eccezioni indicate in un apposito elenco. La lista interviene quindi sull’origine dell’esemplare, cioè sulla cattura in natura, e non individua in via generale le specie esotiche detenibili.
L’elenco, introdotto nel 2022 con sei specie, è stato sostituito dal decreto interministeriale Salute e Ambiente del 18 dicembre 2025, entrato in vigore il 16 febbraio 2026, che lo ha portato a settantuno voci, in larga parte ittiche. Resta inoltre in vigore l’articolo 4 dello stesso decreto legislativo, relativo alle specie pericolose per la salute, per l’incolumità pubblica o per la biodiversità.
Allo stato attuale la vicenda resta priva di riscontri documentali pubblici. La qualificazione giuridica della detenzione potrà essere valutata soltanto una volta identificata la specie e accertata l’eventuale presenza dell’animale in Italia.