Nonostante le polemiche e i numerosi appelli, il raduno naziskin previsto in Trentino, a Pietramurata, nel comune di Dro, si farà. "Ritorno a Camelot", questo il titolo dell'appuntamento che porterà sul territorio circa 400 partecipanti, non sarà vietato, ma monitorato attentamente dalle forze dell'ordine. È quanto deciso dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica: previsto l'impiego di 140 agenti della polizia di Stato dalla sera del 2 fino al 6 settembre, anche all'interno del convegno organizzato dal gruppo veneto Fronte Skinhead, presso l'Hotel Ciclamino.
Il raduno
Nel programma del raduno non si nascondono riferimenti alla Gioventù hitleriana e contenuti che inneggiano alla violenza e all'odio: «La libertà di espressione non può diventare uno scudo per la propaganda dell'odio razziale e della violenza politica», ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, sollecitando il ministro Piantedosi a intervenire con la piena applicazione della legge Mancino e contestando la partecipazione al raduno del responsabile trentino di Futuro Nazionale, Emilio Giuliana.
Puntuale la risposta del leader del partito, Roberto Vannacci, che parla di «scelta individuale», spiegando come «ciascuno sia libero di partecipare all'iniziativa che ritiene opportuno, purché il proprio comportamento resti nei limiti della legalità e non contrasti con le norme e i principi stabiliti dallo statuto del partito». Il caso, affrontato a livello nazionale, ha visto mobilitarsi tempestivamente anche la comunità locale: nel pomeriggio di lunedì Anpi, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Acli, Più democrazia in Trentino, Forum trentino per la pace, Pd, Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista e decine di altre sigle della società civile avevano consegnato una petizione con la speranza che il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica annullasse l'evento. Così non è stato. A fare da teatro all'evento sarà quindi una Dro presidiata per evitare che gruppi contrapposti possano venire a contatto. Confermata per il 3 settembre una manifestazione contraria al raduno alla quale parteciperanno anche Alessio Zanoni, sindaco di Riva del Garda, e Franco Ianeselli, sindaco di Trento, che si appellano alla comunità: «Nonostante gli slogan ridicoli e i richiami a miti posticci, si tratta di una sfida ai valori costituzionali e antifascisti. Chiediamo dunque ai trentini di manifestare pacificamente il proprio dissenso giovedì 3 settembre alle 17 a Pietramurata».
Il piano per la sicurezza
Intanto è in moto la macchina organizzativa per garantire la sicurezza in vista dell'evento. Tra i 120 e i 140 uomini delle forze dell'ordine scenderanno in campo e una serie di prescrizioni sono state rivolte dal questore di Trento agli organizzatori del raduno: no a comportamenti vietati dalla legge Scelba, omofobi, xenofobi o inneggianti all'odio razziale. Azioni che, se si verificassero, consentirebbero alle forze dell'ordine di intervenire fino a interrompere la manifestazione. Come emerso ieri, dopo la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza che non ha vietato il raduno, l'obiettivo sarà non solo garantire l'ordine pubblico ed evitare scontri tra i partecipanti al raduno e i manifestanti ma anche fare in modo che le prescrizioni del questore in materia di ordine pubblico notificate agli organizzatori siano rispettate. A quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate, al momento gli elementi a disposizione non fanno prefigurare grave allarme per l'ordine e la sicurezza. Secondo i dati degli organizzatori saranno circa 300-400 i partecipanti al raduno mentre al corteo per esprimere dissenso potrebbero partecipare 500-600 persone.
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