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Rivoluzione incretine, i farmaci anti-obesità ora diventano pillole. «Dosaggi saranno più facili da gestire»

October 11, 2026

Richiamano l'azione delle incretine: sono il semaglutide e la tirzepatide. Sono i farmaci che hanno rivoluzionato con estrema efficacia il contrasto del sovrappeso, dell’obesità e dell’accumulo di grasso, tanto che la costante crescita dei soggetti in queste condizioni si è arrestata. Si prospetta una società in cui non ci saranno più persone con problemi di peso. Fino ad oggi, in Italia, sono però somministrabili solo con le iniezioni. Ma presto ci sarà un altro salto di qualità: la terapia orale. Spiega il professor Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia dell’Università Tor Vergata di Roma: «Tra le novità più importanti che saranno disponibili in un futuro molto vicino ci sono le pillole antiobesità e il triplo agonista retatrutide. I GLP-1 agonisti orali sono la nuova frontiera in pillole per la cura di sovrappeso metabolico e obesità. Non hanno bisogno della catena del freddo e rispetto alle molecole iniettive hanno una buona efficacia di cura (anche se generalmente minore) e una maggiore facilità per un uso quotidiano. Retatrutide, molto atteso, è un triplo agonista (GLP-1+GIP+glucagone) di tipo iniettivo su base settimanale; aggiunge alla semaglutide (solo GLP-1) e alla tirzepatide (GLP-1+GIP) una terza azione sul recettore del glucagone».

Un dato su tutti: retatrutide, secondo gli studi clinici di fase 3, determina una riduzione del peso corporeo del 30 per cento dopo due anni di cura. Su tutto questo c’è stato un approfondimento ieri a Roma, al II workshop su “Incretine e salute metabolica: rivoluzione di cura per sovrappeso, obesità e patologie correlate”, organizzato con il contributo non condizionato di Lilly. Hanno partecipato molti esperti di varie aree mediche. Questo tipo di farmaci non consente solo di perdere peso, ma aiuta anche a contrastare e prevenire una serie di patologie. Si è parlato di protezione cardiovascolare, epatica e neurologica, ma anche di dati interessanti per gli effetti terapeutici sulle malattie reumatiche. Si diceva dei progressi di questi farmaci sviluppati per trattare il diabete, ma rivelatisi efficaci anche per perdere peso. Per semaglutide (agonista recettoriale di GLP-1) e tirzepatide (agonista duale dei recettori GLP-1 e GIP), analoghi delle incretine, i progressi sono promettenti: le pillole (semaglutide orale ad alto dosaggio e orforglipron, prima pillola GLP-1 non peptidica), non solo - spiegano gli esperti - saranno più facili da assumere, ma saranno anche meno costose nel lungo termine.

Svolta

Il professor Fabbri ricorda che «il concetto per cui sovrappeso e obesità sono conseguenza del mangiare tanto e consumare poco, e che basti mangiare meno per dimagrire, si sta ridirezionando verso un approccio radicalmente nuovo, che considera queste patologie come una condizione dismetabolica fondata sull’evidenza che si accumula grasso nonostante il paziente non mangi molto». Fabbri sottolinea la molteplicità degli effetti positivi: «I dati di letteratura sul loro utilizzo confermano che oggi milioni di persone nel mondo vengono curate con questi farmaci che oltre a ridurre il peso, riducono il rischio di infarto e ictus. Trovano ampia indicazione nei pazienti con cardiopatie, riducono e curano le apnee notturne, asciugano il fegato grasso contrastando l’evoluzione fibrotica dell’organo. Hanno un effetto protettivo sul rene, curano le patologie reumatiche associate al peso in eccesso quali psoriasi e artrite psoriasica. Migliorano la fertilità delle donne con ovaio policistico e incidono positivamente sui disturbi metabolici della menopausa. Proteggono dalle malattie neurodegenerative quali demenza e Alzheimer e riducono l’incidenza dei tumori in genere. La ricerca va avanti e porterà allo scoperto altre enormi potenzialità».
 

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