Bisognerà attendere ancora 48 ore per conoscere le risultanze delle analisi di Arpa. I dati sui rilievi effettuati dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente per misurare la tossicità dei fumi scagionati dall’incendio del 29 agosto all’ecocentro di Lequile saranno condivisi con i Comuni in maniera completa venerdì nella prossima seduta del Centro di coordinamento e soccorso. Lo ha reso noto il prefetto di Lecce Natalino Manno nel corso della riunione del Css convocata ieri pomeriggio, alla presenza dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, della Provincia e dei sindaci di Lequile, San Cesario, Cavallino, San Pietro In Lama, San Donato, Copertino, Galatina e Soleto. L’unico elemento certo - già emerso nella giornata di domenica tramite le comunicazioni di alcune amministrazioni - è l’assenza di amianto.
Attesa per diossine e furani
Dalle analisi Arpa si attende, dunque, ora di conoscere i dati relativi a diffusione e intensità di diossine e furani, idrocarburi policiclici aromatici e particolato fine. Intanto, Arpa e Asl hanno dichiarato terminata la fase emergenziale, in quanto i vigili del fuoco hanno riferito di aver concluso l’operazione di spegnimento, con riferimento ai rifiuti in plastica stoccati nell’impianto. Restano solo alcuni residui di materiale cartaceo. Il monitoraggio dell’impianto proseguirà ancora per 24 ore.
Stop di 90 giorni all’impianto
Dal canto suo, la Provincia ha comunicato di aver assunto un provvedimento immediato nei confronti del centro di stoccaggio di Lequile, ovvero la sospensione dell’autorizzazione per 90 giorni e la disposizione di alcune prescrizioni rivolte a Ecotecnica ed Ecorisorse, tra le quali l’avvio tempestivo delle procedure di messa in sicurezza, una relazione dettagliata sull’evento, la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti presenti nell’impianto entro 15 giorni. Asl ha, invece, inviato una nota ai sindaci con la quale suggerisce l’emissione di un’ordinanza per evitare nel raggio di un chilometro del sito oggetto dell’incendio - in attesa dei dati Arpa - la commercializzazione di formaggi, uova ortaggi e attività di pascolo.
Il nodo della raccolta della plastica
Non si è parlato del ciclo dei rifiuti e dei contraccolpi che sta subendo. Il tema è stato affrontato alle 13 nel confronto tra Provincia e assessorato regionale all’Ambiente. Interpellata, l’assessora Debora Ciliento ha spiegato di aver preso atto delle difficoltà che alcuni comuni registrano per la raccolta della plastica, prima però di precisare che sarà Ager a occuparsene, individuando piattaforme alternative. «Siamo in attesa - ha detto - di convocare un tavolo con Ager, Corepla e Conai per monitorare la situazione della raccolta della plastica, che in rientra in un problema nazionale più ampio».
La stretta della Prefettura
Per quanto di sua competenza, nel frattempo, la Prefettura sta provando a innescare un’accelerazione sulla pianificazione d'emergenza e sul potenziamento dei sistemi di sorveglianza attorno agli impianti di gestione dei rifiuti operativi in tutta la provincia di Lecce. La sollecitazione in merito è stata trasmessa ieri dagli uffici prefettizi a tutti i sindaci del territorio provinciale attraverso un'apposita circolare d'urgenza firmata dal prefetto e inviata per conoscenza anche al procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia. Il provvedimento muove dal “devastante incendio che ha interessato in modalità particolarmente impattante lo stabilimento di stoccaggio e trattamento dei rifiuti di Lequile e che ha coinvolto anche i territori dei comuni limitrofi, mettendo a serio rischio l’incolumità della popolazione, la salubrità dell’aria e l’ambiente, richiedendo un notevole dispiegamento di forze in campo per meglio fronteggiare con la massima celerità e con la massima efficacia il fronte del fuoco”, recita il documento. Che richiama l'attenzione delle amministrazioni comunali sulla necessità di trasmettere tempestivamente i dati di propria competenza, indispensabili per la redazione della parte speciale del Piano di emergenza esterna (Pee) destinato agli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza del territorio e la tutela della salute pubblica in caso di eventi critici.
Piani d’emergenza, molti Comuni inadempienti
La Prefettura fa presente di aver già completato e approvato con apposito decreto prefettizio la parte generale, mentre per ciò che riguarda l’elaborazione e l’approvazione della parte speciale del Pee, “ad oggi – scrive il prefetto Natalino Manno – risulta essere stata approvata solo per gli impianti insistenti sul territorio di Lequile”. Tutti gli altri sarebbero dunque ancora inadempienti: “Nonostante i pregressi solleciti, non tutte le amministrazioni comunali – prosegue il prefetto – hanno posto in essere quanto di rispettiva competenza e, in particolare, da un controllo sulla piattaforma informativa Pee Rifiuti, risultano inadempienti ancora molti Comuni”. Inoltre, “la parte di competenza dei gestori degli impianti risulta essere, in alcuni casi, con ‘Dichiarazione in bozza’, ovvero non ancora del tutto definita”.
Più telecamere e vigilanza sugli impianti
L'Ufficio Territoriale del Governo chiede, dunque, ai primi cittadini di farsi portavoce di un sollecito formale nei confronti dei gestori degli impianti situati nei rispettivi territori, anche per attivare o integrare con la massima urgenza le misure di vigilanza attiva e passiva, attraverso installazione o potenziamento dei sistemi di ripresa e monitoraggio da remoto, guardiania armata o privata, rafforzamento dei presidi fisici con l'impiego di Istituti di vigilanza privati.