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Rogo tossico in via Brin a Napoli, una nube nera sulla città: paura per i cittadini e miasmi respirati per ore

October 17, 2026

Prima un boato, poi il fuoco. La scena si ripete come a fine settembre quando si incendiò un capannone in via Nuove delle Brecce. Ieri mattina, in via Brin la scena si ripete: un mezzo meccanico e quattro box andati in fiamme, questi ultimi contenenti materiali sintetici di produzione cinese. Di qui la nube nera che ha spaventato un po’ tutti perché visibile da diversi punti della città. Per fortuna nessuno è rimasto ferito e nelle immediate vicinanze non ci sono molte abitazioni, soltanto una è stata evacuata a causa del forte fumo36 nuclei familiari in via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche.. Secondo i rilievi avviati dall’Arpac, al di là dell’odore pregnante, i parametri esaminati ieri nell’immediatezza dell’incendio, non hanno evidenziato superamenti dei valori limite previsti dalla normativa vigente per gli inquinanti monitorati. Ma procediamo con ordine.

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La paura

È accaduto tutto intorno alle 6. Secondo gli accertamenti dei carabinieri il fuoco, sulla cui origine al momento ci sono indagini (la matrice dolosa resta la pista più accreditata), si sarebbe sviluppato all’interno dell’ autoparcheggio King e avrebbe riguardato una autospazzatrice di proprietà di una società che lavora in subappalto per Asìa, la società dell'igiene urbana del Comune che, però, non è coinvolta nella vicenda. Il fuoco si è subito propagato a quattro box deposito di merce cinese. I pompieri, intervenuti sul posto con quattro squadre, supportate da tre autobotti per le operazioni di spegnimento, avrebbero accertato la combustione di materiali plastici, scarpe, colle che erano custoditi all’interno dei box. L’Arpac, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, ha attivato le squadre tecniche con le centraline mobili, per monitorare le emissioni di sostanze inquinanti come diossine e furani nell'aria: i primi accertamenti lasciano ben sperare sulle condizioni dell’aria.

Il controllo dell’area d aparte dei vigili del fuoco è andato avanti fino a pomeriggio per tenere a bada una serie di piccoli focolai.

Le indagini

Il titolare dell’autoparcheggio ha riferito ai militari dell’Arma di non aver ricevuto minacce né richieste estorsive. Su questo dettaglio sono ora a lavoro i carabinieri del Gruppo Napoli che stanno eseguendo tutti gli accertamenti necessari a chiarire cosa abbia innescato il fuoco. Si cercano anche filmati delle telecamere di sicurezza ma, soprattutto, si attende la relazione dei vigili del fuoco per capire se sia un episodio di natura dolosa.

La Prefettura

Il prefetto Michele di Bari ha convocato d’urgenza il Centro di Coordinamento dei Soccorsi. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dei Vigili del fuoco, del Comune di Napoli, delle forze dell’ordine e di Enel SpA. «I caschi rossi - riferisce una nota della Prefettura - sono prontamente intervenuti sul posto. Le operazioni di spegnimento, hanno interessato un’area di circa 2.000 metri quadrati. È stata disposta, da parte delle forze dell'ordine, la cinturazione dell’area per garantire la tutela della pubblica incolumità. È sopraggiunta sul posto anche la polizia locale con due pattuglie, per la gestione della viabilità».

Intanto il Comune di Napoli ha diffuso, sul proprio sito istituzionale, raccomandazioni alla cittadinanza per l’adozione di misure precauzionali (tenere porte e finestre chiuse, non stendere il bucato e altre accortenze), in attesa di ulteriori informazioni e sviluppi.

I controlli

Per monitorare la presenza di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi è stato installato dall’Arpac un campionatore ad alto flusso di aria nei pressi del luogo dell’incendio. L'Agenzia campana sta valutando i possibili effetti sulla qualità dell'aria anche attraverso le stazioni fisse della rete regionale di monitoraggio. L’analisi interessa dieci centraline del capoluogo, tra cui Napoli-Ferrovia, Napoli-Museo Nazionale, Napoli-Ospedale Nuovo Pellegrini e Napoli-Via Argine e altre stazioni situate nei comuni limitrofi. I dati esaminati ieri non hanno evidenziato superamenti dei valori limite previsti dalla normativa per gli inquinanti monitorati.

«La priorità è una: proteggere la salute delle persone. La Regione Campania c'è, con le proprie strutture operative, e sta facendo la sua parte attraverso il monitoraggio ambientale e le verifiche sulla qualità dell'aria» commenta l'assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro.