Il giovane, Raymond Asosa Agheyisi, nato a Roma nel 2002, è morto poco dopo il ricovero al Policlinico Casilino. La squadra mobile indaga per ricostruire la dinamica e rintracciare l'aggressore. La zona è considerata una delle principali piazze di spaccio della città e nessuna pista è esclusa
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Si chiamava Raymond Asosa Agheyisi il 24enne morto nel pomeriggio di oggi dopo essere stato ferito in via Giorgio Morandi, nel quartiere di Tor Sapienza, nella periferia est di Roma. Nato nella Capitale nel 2002, il giovane è deceduto poco dopo il ricovero al Policlinico Casilino. Gli investigatori della squadra mobile sono al lavoro per ricostruire la dinamica e identificare il responsabile, tuttora ricercato.
I soccorsi e il trasporto in ospedale
La polizia è intervenuta intorno alle 15, dopo la richiesta di aiuto arrivata da un amico della vittima. Il giovane è stato trovato con una ferita all'addome: non è ancora chiaro se provocata da un'arma da taglio o da un colpo di pistola. Trasferito in codice rosso al Policlinico Casilino, è deceduto poco dopo il ricovero. La squadra mobile di Roma è al lavoro per ricostruire che cosa sia realmente successo.
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Le indagini
Gli accertamenti della squadra mobile si concentrano ora sull'identificazione dell'aggressore, mentre proseguono le ricerche per rintracciarlo. L'area in cui è avvenuta l'aggressione, nella periferia sud-est della città, è considerata una delle principali piazze di spaccio di Roma: al momento nessuna pista viene esclusa.
Le reazioni
Sulla vicenda interviene il presidente del Municipio Roma V, Mauro Caliste. "Qualcosa non va, si parla tanto di sicurezza, ma il controllo del territorio non esiste", dichiara in una nota. Caliste sottolinea che la sicurezza urbana "si può costruire in tanti modi attraverso un approccio integrato che tenga conto della necessità di rafforzare la coesione sociale" e rivendica il lavoro fatto in diversi quartieri, "recuperando spazi e pianificando interventi sociali". Ma serve, aggiunge, "che tutti lavorino nella stessa direzione". Da qui la richiesta di "rivedere il sistema, la relazione tra enti locali e forze dell'ordine" e di rafforzare i presidi territoriali, "che vanno dotati di personale e mezzi".