Gasp disse: "La nostra forza dipenderà da quel rinforzo". Poi 17 trattative senza successo: da Sancho e Fabio Silva a Greenwood e Summerville, il colpo resta una maledizione
La Roma continua ad avere problemi di decollo. E Gasperini, da un anno abbondante ormai, resta appeso all’ala con la speranza che un calciatore con caratteristiche ben precise - intelligente, rapido, dal dribbling facile e in grado di vedere la porta con continuità - possa permettergli di volare verso il paradiso del calcio offensivo. Pensate, il 4 agosto 2025 parlava così dal ritiro di Burton Upon Trent, in Inghilterra: «Sappiamo cosa ci manca. Il punto è che un ruolo soprattutto va completato: l’attacco. Il nostro obiettivo dipenderà da quanto riusciremo a essere forti davanti. Il reparto offensivo è quello più cercato e più costoso, ma le squadre con i giocatori forti lì sono le più competitive». In quei giorni predicò nel deserto: il mercato si chiuse infatti senza rinforzo in quella casella. Nella finestra invernale, però, con l’arrivo di Malen la sua profezia si è parzialmente avverata: in squadra è arrivato un centravanti di livello mondiale, capace di segnare 14 volte in 18 partite, e i giallorossi hanno raggiunto l’obiettivo della Champions, chiudendo addirittura sul podio del campionato.
Gasperini con gli uomini contati
Ma il problema non è stato mai risolto del tutto. Dietro le punte continua a mancare un calciatore “gasperiniano” in senso stretto e dopo le uscite di El Shaarawy, Venturino e Zaragoza (gli ultimi due arrivati in prestito a gennaio per mettere delle toppe) il reparto è anche drammaticamente corto dal punto di vista numerico: la Serie A comincia tra 10 giorni e il tecnico, per la gara contro la Fiorentina, ha solamente a disposizione Soulé e Dybala, il primo reduce da una stagione condizionata dalla pubalgia e il secondo tirato a lucido ma con una storia clinica come sappiamo complessa. Pellegrini è infortunato e avrebbe un pedigree differente: già dalla passata stagione Lorenzo si è adattato a fare l’ala d’attacco. Dal giorno in cui Gasperini spedì quell’SOS, la Roma con due diversi direttori sportivi ha trattato concretamente 17 ali, acquistandone zero.
Le trattative saltate per gli esterni
L’elenco, ripulito dai rumors e dai semplici sondaggi, fa impressione: Massara ad agosto 2025 è andato forte su Echeverri, George, Sancho e Fabio Silva, poi sul portoghese è tornato a gennaio parallelamente ai tentativi per Schjelderup, Carrasco e Raspadori. Poi in primavera è spuntato Alajbegovic, con il quale il diesse ha instaturato un rapporto talmente forte da portarlo poi con sé alla Juve. E arriviamo così all’estate, made in D’Amico: la telenovela Greenwood ha animato il mese di giugno e la prima parte di luglio, quella relativa a Summerville ha infuocato la parte finale del mese (la Roma ha mandato addirittura un aereo a prenderlo a Rotterdam, mentre lui firmava con l’Al-Hilal) e pure Godts è stato a lungo nel mirino prima di finire nell’orbita del Psg. Saltato il piano Summerville, la Roma si è tuffata su Nusa, trovando però il muro del Lipsia. Altre operazioni imbastite - ma mai arrivate a dama - sono state quelle per Ezzalzouli ed El Mala. Mora è l’ultimo capitolo di un anno vissuto sulle montagne russe, Fofana e Martinelli le appendici che rischiano di riaprire la ferita del vorrei ma non posso.