Non è un caso che Pier Paolo Pasolini nel suo cortometraggio La Ricotta (1963) abbia scelto di ricreare in un tableau vivant il Trasporto di Cristo (1526-1528) di Jacopo da Pontormo (citando anche la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino del 1521, unici "segmenti" a colori in una pellicola in bianco e nero) trovando una corrispondenza visiva ed emozionale tra il dramma della storia di Gesù e quella della precarietà esistenziale delle comparse di un film, e in generale, degli "ultimi" della società. Una folgorazione, sul piano artistico e contenutistico, che anni dopo ebbe anche Bill Viola: nel suo The Greeting (1995), infatti, il genio della videoarte scomparso nel 2024 si ispirò alla Visitazione dipinta dal pittore toscano tra il 1528 e il 1532, letteralmente rapito dai colori vivaci e dalla composizione di quest'opera antica.
Perché Pontormo, inquieto e mai banale sperimentatore, capace di uno stile autonomo rispetto alla tradizione rinascimentale, seppe sviluppare un linguaggio sorprendente, che conquistò dapprima i suoi contemporanei, ma che si impose poi anche nei secoli a venire, arrivando fino a noi con immutata potenza nei colori, negli esiti formali, nell'innovazione.
Proprio al pioniere del manierismo in pittura e alla sua capacità di precorrere i tempi, il prossimo autunno le Scuderie del Quirinale dedicheranno un approfondito focus in programma dal 9 ottobre al 7 febbraio, in collaborazione con gli Uffizi.
Dopo il grande entusiasmo suscitato dalla mostra su faraoni e antichi Egizi, l'istituzione capitolina prova dunque a replicare il successo proponendo la prima grande monografica incentrata sul celebre artista, capofila assoluto della maestosa stagione del Cinquecento fiorentino. Il progetto espositivo si compone di una selezione accurata di capolavori provenienti in primis dalle Gallerie degli Uffizi, ma anche da musei e collezioni di tutto il mondo (la Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello, l'Istituto Centrale per la Grafica, il Louvre, la National Gallery, il British Museum, il Metropolitan Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, l'Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles ed altri). E, per coronare l'esperienza di visita, dopo aver ammirato tanti dipinti e disegni originali nella mostra, il pubblico avrà anche l'occasione di vedere Pontormo con gli occhi di Bill Viola: al Parco Archeologico del Colosseo infatti, nella basilica di Santa Maria Antiqua, verrà riproposta dall'11 ottobre al 7 febbraio la storica video-installazione "The Greeting di Bill Viola nel Foro Romano. Omaggio a Pontormo", realizzata per il Padiglione Usa alla Biennale di Venezia del 1995.
Amato dagli studiosi e dai collezionisti del Novecento ma anche, moltissimo, dal grande pubblico per la sua personalità creativa, alle Scuderie del Quirinale Pontormo sarà dunque protagonista assoluto di un percorso che procede cronologicamente, pur senza escludere puntuali affondi tematici. Tra le opere esposte, anche il suo più noto e riconosciuto capolavoro, la Visitazione proveniente dalla Chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano, presso Prato.
La mostra promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi, prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica il catalogo), è curata da Cristina Acidini, tra i maggiori esperti di Cinquecento fiorentino, con il supporto di un team di autorevoli studiosi che annovera Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani.
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