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COVERCIANO - "Se mi sto chiedendo se tutto sia successo veramente? In realtà sì, è andato tutto molto veloce. Sicuramente non mi aspettavo un inizio di campionato così, però c'ho lavorato tanto. Subito il gol, il Cagliari che va così bene e la chiamata in Nazionale: un'emozione bellissima, non ci sto credendo ancora". A parlare, ai microfoni di RaiSport, è Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari in prestito dalla Roma, che dopo aver fatto la trafila nelle giovanili della Svizzera ha scelto l'Italia ed è stato subito convocato dal ct Roberto Mancini per il poker di gare azzurre in Nations League.
"Cresciuto alla Roma, ringrazio Pisacane"
"Le giovanili le ho fatte sempre con la Svizzera - racconta il 20enne giocatore nato a Winterthur - Poi è venuta la chiamata inaspettata, veloce, però è stata una scelta di cuore e non contro la Svizzera. E' stata una decisione presa a favore dell'Italia perché alla fine l'ho sentita nel cuore e penso sia stata la scelta giusta". Una scelta condivisa con la famiglia (il papà è allenatore), "anche se alla fine l'ho presa io. La famiglia mi ha aiutato, tutti hanno detto la loro, però la scelta è stata mia perché è mio il percorso e sono io a scendere in campo". Passando dalle giovanili al calcio dei grandi, Romano ammette: "E' successo tanto. Sono cresciuto molto alla Roma, poi sono andato allo Spezia a fare le prime esperienze in Serie B e ora sono al Cagliari, dove sto trovando continuità. Sono molto contento per questo e ringrazio anche il mister (Pisacane, ndr). Se fai esperienza e se giochi tanto, cresci". La Roma, non mettendo una recompra sul suo cartellino, ha di fatto deciso di non aspettare uno dei giovani più talentuosi del calcio italiano: "Se sono deluso? No, perchè alla fine sono scelte della società e anche del mister. Doveva andare così, e ora al Cagliari sono veramente molto contento. Ovviamente la Roma è una grandissima squadra e società, da quando sono arrivato in giallorosso il mio sogno era giocare all'Olimpico, ed anche per dieci minuti era un'emozione bellissima".
"Rodri un campione, Mancini impressionante"
Un altro giovane come Pisilli ha invece trovato spazio con Gasperini: "Ognuno ha la propria strada. Sono contento per lui, anche se ci ha messo un pochino. Io ora sto al Cagliari e trovo tanto spazio, grazie alla fiducia e al mister". Per quanto riguarda le sue caratteristiche, Romano assicura: "Il mio punto forte, se possi dirlo, è la tecnica. Già da piccolo ho lavorato tanto con mio padre, poi cerco di fare entrambe le fasi nel miglior modo possibile. Mi impegno, e poi come va va. Però diciamo nel calcio di oggi sono importanti entrambe le fasi, con la palla e senza". Un idolo vero e proprio l'italo-svizzero non ne ha: "In teoria cerco di guardare un po' tutti quelli che giocano nel mio ruolo. Proprio un idolo non ce l'ho, però da un campione come Rodri c'è tanto da imparare. Ovviamente in Nazionale guardo Mandragora, Ricci, tutti quelli che hanno esperienza". Romano parla ben cinque lingue: "Lo svizzero, il tedesco che ho imparato a scuola, il francese, l'inglese e poi l'italiano", un aspetto fondamentale in un calcio sempre più globalizzato. Qualcosa sta cambiando anche culturalmente? Romano risponde: "Penso di sì, però la mia fortuna è stata che in Svizzera si parlano già tre lingue. E a me piace imparare le lingue, penso che sia bella cosa: ovunque vai puoi confrontarti con la gente, puoi parlarci. Nel calcio poi ci sono tanti stranieri, anche adesso in Italia, e così puoi fare gruppo". Quando la Nazionale vinse gli Europei del 2021 era un teenager, ora è agli ordini del ct Mancini: "Non me lo sarei mai aspettato. Con Mancini - conclude Romano - abbiamo prima chiacchierato al telefono, poi l'ho incontrato qui di persona. Veramente impressionante".