CONEGLIANO Quattro mesi di pena (con sospensione condizionale) per il furto di un gatto. È quanto ha rimediato in primo grado una 46enne di Conegliano, finita davanti al giudice Iuri De Biasi con l'accusa di aver rubato un gatto di proprietà di alcuni inquilini (papà e figlia) di un condominio Ater. Oltre a lei, alla sbarra erano finiti anche un 39enne e una 36enne, suoi conoscenti, a cui veniva contestata l'ipotesi di reato di ricettazione per aver portato a casa il gatto rubato. Accusa dalla quale, però, i due sono stati assolti per mancanza di prove.
Ladri in casa, prima del furto uno dei banditi suona il campanello e viene ripreso dalle telecamere. I proprietari: «Hanno spaccato tutto»
La vicenda
La vicenda nasce nel settembre del 2021 e si svolge a Conegliano. Al centro c'è Koby, un simpatico micio bianco e grigio, di razza europea, che era solito scorrazzare nel giardino del condominio Ater in cui vivono sia i suoi proprietari (una ragazza che lo aveva "adottato" dopo averlo trovato nei pressi del luogo di lavoro e suo padre) sia l'inquilina accusata di averlo rubato. Il micio si trovava sopra il ramo di un albero del giardino quando, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato avvicinato da una donna con un borsone. Che poi i proprietari del micio hanno denunciato essere la 46enne. «Ero nel mio appartamento al terzo piano, alla finestra, quando ho visto la mia vicina, che abita al piano terra, prendere il gatto e scappare» ha raccontato in aula, del corso del processo, il proprietario di Koby. Così l'uomo, insieme alla figlia, è immediatamente corso dai carabinieri per denunciare il fatto. E nel frattempo ha continuato a cercare Koby.
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La scoperta
Lo ha rivisto, fatalità, due mesi più tardi. Il proprietario stava camminando per strada quando, secondo quanto ha raccontato, ha visto il suo amato micio sul terrazzo di una casa poco distante dal suo appartamento. Una coincidenza più unica che rara. E proprio i due inquilini dell'appartamento del terrazzo incriminato sono finiti alla sbarra con l'accusa, in questo caso, di ricettazione. «Loro sapevano benissimo che quello era il nostro gatto: quando era scomparso avevamo tappezzato la zona con volantini con la sua foto» ha sostenuto in aula sempre il proprietario di Koby. Che, dopo l'incredibile scoperta, è immediatamente tornato dai carabinieri. Per ben tre volte la casa dove era stato avvistato il micio è stata perquisita ma il gatto continuava a scappare. Fino al settembre del 2022, quando, a un anno dall'inizio della singolare vicenda, Koby è stato catturato, grazie anche all'intervento dei volontari dell'Enpa.