Russell Crowe è tornato a parlare delle sue radici italiane, e lo ha fatto nel contesto più prestigioso possibile: la Mostra del Cinema di Venezia 2026. Durante la presentazione fuori concorso del suo documentario “What Love Builds”, il Gladiatore più famoso di Hollywood ha rievocato la storia del suo trisavolo materno Luigi Ghezzi, nato ad Ascoli Piceno nel 1829, che lasciò l’Italia per non farvi mai più ritorno.
“Oltre a quelle irlandesi, ho anche origini italiane“, ha dichiarato Crowe davanti alla stampa internazionale. “C’è stato un antenato, Luigi Ghezzi, che a Città del Capo incontrò una donna di origini irlandesi. Poi si trasferirono in Australia, forse per rifugiarsi in un paese un tantino meno cattolico“. Una rivelazione che aggiunge un nuovo tassello alla saga familiare che l’attore ha iniziato a ricostruire pubblicamente nel gennaio 2024.
La storia era emersa per la prima volta su X, dove Crowe aveva condiviso il risultato delle sue ricerche genealogiche. “È da molto tempo che cerco di rintracciare i miei antenati italiani”, aveva scritto. “Racconti familiari folcloristici ed errori di ortografia mi avevano portato a imboccare binari sbagliati“. Poi la svolta: “Si scopre che il mio trisavolo da parte di madre, che viaggiò in Nuova Zelanda nel 1864, si chiamava Luigi Ghezzi. Nato nel 1829 ad Ascoli Piceno, Marche, figlio di Augustine e Annunziata, nata a Parma”.
Il legame con Ascoli Piceno si è consolidato rapidamente, trasformandosi da curiosità genealogica a connessione affettiva concreta. Nell’estate 2024, durante un concerto in piazza del Popolo, Crowe aveva emozionato la folla locale dichiarando: “Il mio antenato italiano, Luigi Ghezzi, partì dall’Italia da qui, da Ascoli Piceno, e non tornò mai più. Ma stasera io sono tornato a casa. Stasera io sono ascolano”.
@screenweek Russell Crowe a Venezia 83 con What Love Builds, il documentario che ha diretto sulla sua band Indoor Garden Party. #RussellCrowe #WhatLoveBuilds #IndoorGardenParty #Venezia83 #BiennaleCinema2026 ♬ audio originale – screenWEEK
Il sindaco Marco Fioravanti aveva suggellato questo ricongiungimento simbolico consegnando all’attore la cittadinanza onoraria, accompagnata da un dono decisamente territoriale: le celebri olive ascolane. Un gesto che ha trasformato una vicenda genealogica in un evento di orgoglio campanilista, facendo sentire la comunità marchigiana parte della storia di una stella internazionale.
Le verifiche successive hanno in parte ridimensionato il legame di sangue diretto con Ascoli, ma ormai il rapporto tra Crowe e la città picena si era saldato su un piano diverso, quello affettivo e identitario. Il riferimento spontaneo a Luigi Ghezzi durante la conferenza stampa veneziana dimostra quanto questa connessione sia diventata parte integrante della narrazione personale dell’attore.