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Sabaudia senza la Bandiera blu, spiagge in rivolta: «Non merita di essere declassata»

July 19, 2026

È la spiaggia dove, da decenni, si incontrano il mare selvaggio del Parco Nazionale del Circeo, le dune dorate e i volti noti dell'estate italiana. Sabaudia, il litorale amato da attori, imprenditori, sportivi e personaggi dello spettacolo, quello scelto da chi cerca discrezione lontano dalla mondanità più rumorosa, perde la Bandiera Blu, il riconoscimento sinonimo di qualità eccellente del mare e dei servizi. Un danno d'immagine incalcolabile. Se ne parla passeggiando sulla battigia. Se ne discute sotto l'ombrellone, tra una nuotata e l'altra. Se ne parla anche in fila davanti ai chioschi, mentre il caldo dell'estate spinge tutti alla ricerca di qualcosa di fresco. La frase è sempre la stessa: «Hai sentito? Hanno cancellato la Bandiera Blu a Sabaudia. Non lo merita, deve riaverla». La decisione della Fee - Foundation for Environmental Education, l'organismo internazionale che assegna il prestigioso vessillo, di non confermare il riconoscimento al lungomare della "città delle dune", uno dei tratti costieri più suggestivi della provincia di Latina, ha suscitato sorpresa e amarezza tra residenti, turisti e operatori del settore. Una notizia accolta quasi con incredulità, soprattutto da chi considera il litorale di Sabaudia un patrimonio naturale di valore nazionale, immortalato in decine di pellicole, di cui la più iconica è il famoso inseguimento con schiaffi tra Alberto Sordi e Monica Vitti in "Amore mio aiutami" del 1969.

Le reazioni

«È incredibile, non può essere», commentano alcuni bagnanti. Tra loro c'è Maria Picozza, 80 anni, da una vita cliente dello stabilimento dell'hotel Le Dune, il primo che si incontra sul lido di Sabaudia dopo aver attraversato il ponte sul lago di Paola. «L'ho saputo stamattina - racconta - me l'ha detto mia figlia proprio mentre entravamo in un'acqua cristallina per fare il bagno. Faccio fatica a capire questa scelta: il mare qui è bellissimo».

Un'opinione condivisa da Marino Marcangelo, 87 anni, presenza abituale della spiaggia e appassionato di beach volley. «Anche a San Felice Circeo hanno tolto la Bandiera Blu quest'anno, ma non mi sembra che la gente abbia smesso di andarci, anzi. Ho sentito dire che per Sabaudia la revoca sia legata all'assenza dei bagnini dopo due episodi tragici. Ma una spiaggia così lunga è difficile da controllare: servirebbe un numero enorme di postazioni per coprire ogni tratto».

Un gruppo di ragazzini gioca a racchettoni sul bagnasciuga: a loro della bandiera blu poco importa. «Abito a cinque chilometri da qui, la spiaggia la vivo con gli amici, la sentiamo nostra - racconta Marco, 17 anni, studente di Ragioneria - Veniamo con il motorino e stiamo ore in acqua. Prima di noi lo hanno fatto i nostri genitori. Questa spiaggia è casa». Per Alessio Truppa, 29 anni, del lido Salgueiro, la questione è più complessa. «Tutti sanno che il litorale di Sabaudia è tra i più belli e incontaminati d'Italia. Fa riflettere vedere che località percepite nell'immaginario collettivo come meno straordinarie dal punto di vista paesaggistico continuino a mantenere la Bandiera Blu, mentre questo territorio la perde». Poi aggiunge: «La Fee, però, non valuta soltanto la bellezza della spiaggia. Il riconoscimento tiene conto di diversi parametri, compresi servizi e organizzazione. Ed è proprio qui che emergono le criticità. È un paradosso: un luogo così prezioso dovrebbe essere ancora più tutelato e valorizzato, non penalizzato dalle carenze amministrative». Anche per Alessandro Calisi, 28 anni, la forza di Sabaudia risiede proprio nella sua autentictà. «Vengo qui da anni e credo che il fascino di questo posto sia legato al fatto che sia rimasto naturale. Il panorama del promontorio del Circeo che si affaccia sul mare, con il lago di Paola a pochi passi, è qualcosa di unico».

Criticità

Chi lavora sulla spiaggia, tuttavia, non nasconde i problemi. Per gli operatori balneari la perdita della Bandiera Blu non cancella il valore del territorio, ma mette in evidenza alcune difficoltà organizzative. «La cosa straordinaria è che il mare di Sabaudia è talmente bello che le persone continuano a venire indipendentemente dalla Bandiera Blu» spiega Gino Saporetti, 67 anni, storico titolare dell'omonimo lido ai piedi del promontorio del Circeo, davanti a Torre Paola, uno degli scorci più suggestivi della costa. «Credo però che il vero problema siano i servizi: dai parcheggi alla gestione dei chioschi, una situazione che negli ultimi mesi ha creato molte tensioni». Secondo Walter Zannino, 48 anni, ex collaboratore del chiosco Snoopy, tra le cause principali ci sarebbe la riduzione delle postazioni di salvataggio sulle spiagge libere. «Rispetto a un anno fa ce ne sono undici in meno - sostiene -. Il bando per i bagnini è andato deserto, mentre quello per i chioschi è arrivato il 10 giugno, a stagione estiva iniziata. Inoltre, due concessionari hanno restituito le aree al Comune di Sabaudia. Considerando spiagge libere e stabilimenti, si arriva a diciotto postazioni mancanti. Ecco perché gli hanno tolto la bandiera blu».

Ed è proprio questo il nodo centrale: non la indiscussa qualità del mare, ma la capacità di garantire quei servizi e quegli standard che un riconoscimento internazionale come la Bandiera Blu richiede. Perché una spiaggia può essere iconica per la sua storia, per i suoi paesaggi e per il suo mare, ma la sua reputazione si costruisce anche attraverso la capacità di prendersene cura.

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