Sabaudia incredula. Il mare all’ombra del picco di Circe è trasparente, un blu che non smetteresti mai di guardare, eppure la Bandiera dello stesso colore è stata revocata, definitivamente, da parte della Fee. Laconica la lettera arrivata in un momento drammatico, sulla spiaggia della Bufalara, al confine con Latina, sono morte due persone domenica e lunedì scorsi, probabilmente colpite da malore, ma erano entrambi in acqua in un tratto di spiaggia libera dove non ci sono i bagnini di salvataggio. Quando sono arrivati i soccorsi per loro non c’era nulla da fare.
A poche ore di distanza la lettera della Fondazione per l’educazione ambientale che assegna i vessilli: Bandiera Blu sospesa e ieri revocata. Sulla spiaggia di Sabaudia sventola ininterrottamente da un quarto di secolo. Ora è stata ammainata. Barbara, avvocato di Roma, a un passo dalle dune di Sabaudia ha la sua casa al mare, viene qui da una vita, la costruì suo nonno negli anni ’50: «È un aspetto tecnico questo dei bagnini, importante per la sicurezza ci mancherebbe, ma non ha nulla a che vedere con la bellezza dell’ambiente, del nostro mare e della nostra spiaggia. Noi veniamo qui sempre, anche nei fine settimana invernali, è la pace per noi». E un “vicino” di ombrellone, Andrea Verri, conferma: «Sabaudia resta uno dei luoghi più belli d’Italia: dune uniche, mare cristallino e un paesaggio che merita di essere tutelato».
Ieri il sindaco Alberto Mosca e gli uffici del municipio hanno inviato un corposo fascicolo alla Fondazione Fee Italia spiegando cosa è successo nelle settimane scorse: avvisi di ricerca dei bagnini di salvataggio andati deserti, impiego di un cane di salvataggio con operatore appositamente formato, un’ambulanza dedicata sul lungomare. Sette pagine fitte fitte di delucidazioni, controdeduzioni, spiegazioni. Il tutto consegnato entro le 12 di ieri come richiesto dalla Fee. A nulla è servito, perché poco dopo il sindaco Alberto Mosca si è visto recapitare una lettera con la quale il presidente della fondazione Carlo Mazza gli ha comunicato la revoca della Bandiera Blu adducendo come motivazione l’assenza di bagnini sulla spiaggia libera, pur apprezzando l’impegno del Comune. Sì perché l’ente era corso ai ripari affidando direttamente a un operatore del settore l’attivazione di tre postazioni di salvamento. «Provvedimenti che confermano la correttezza dell’azione amministrativa per il litorale» commenta il sindaco, che allarga le braccia: «Abbiamo bandito una gara per affidare in concessione sette postazioni, è andato deserto: non vedo quali responsabilità abbia l’ente se non ci sono bagnini». Tratti di spiaggia libera senza servizio di salvamento ci sono anche a Terracina, che ora trema. La rabbia e la delusione di residenti e turisti si fonde con l’amarezza degli operatori. «Mi dispiace tantissimo, soprattutto perché il nostro litorale è meraviglioso, pulito e bello. Noi, come attività, facciamo di tutto ma oltre a curare i nostri spazi non possiamo andare. Questa perdita intaccherà tutta la zona», commenta Gino Saporetti, titolare dello storico stabilimento a Torre Paola: «Dal 1958 ci è capitato spesso di intervenire per soccorrere i bagnanti della spiaggia libera, dovremmo avere quattro bagnini, ma abbiamo scelto di impiegarne nove per stare tranquilli».
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