L'iniziativa degli Alpini della frazione di Caronno Pertusella è l'occasione per aiutare bambini con bisogni speciali. E la "stecca" a forma di stella è testimone di ogni traguardo raggiunto

Sagre e sapori del Varesotto è la rubrica di VareseNews dedicata alle feste popolari e ai piatti tipici che raccontano l’identità gastronomica del nostro territorio. Un viaggio tra tradizioni, storie e personaggi nato dalle segnalazioni dei lettori, che ci hanno scritto per condividere la sagra o il piatto simbolo della loro zona. Anche tu puoi segnalarci la sagra o il prodotto tipico del tuo paese: scrivicelo qui
A Bariola, frazione di Caronno Pertusella, la cassoeula non è soltanto un piatto della tradizione lombarda. È un appuntamento che negli anni ha saputo trasformare il gusto della cucina di una volta in un gesto concreto di solidarietà. È la Cassoeula del Gianni, organizzata dal Gruppo Alpini di Caronno Pertusella Bariola, un’iniziativa nata nel 2019 e diventata ormai un appuntamento fisso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.
In tavola arriva una cassoeula nel segno della tradizione: il soffritto di cipolla, sedano e carote, le verze e poi la parte più sostanziosa, con costine, verzini, cotenne e piedini. Un piatto ricco, che appartiene alla storia gastronomica della Lombardia e che, per la sua natura conviviale, si presta bene a essere condiviso. La ricetta tradizionale della cassoeula ha infatti nella verza e nei diversi tagli di carne di maiale i suoi ingredienti caratteristici.
Ma dietro quella pentola c’è soprattutto una storia. La Cassoeula del Gianni nasce nel 2019 in ricordo di Gianni Arosio, papà di un socio del Gruppo Alpini e per quasi 35 anni malato di Parkinson. All’inizio era semplicemente l’idea di alcuni amici e soci di ritrovarsi in baita per un pranzo a base di cassoeula e polenta. Un’occasione conviviale e spontanea che negli anni ha assunto un significato sempre più importante grazie alle iniziative solidali che hanno preso vita con essa.
Il primo progetto di solidarietà è arrivato durante il periodo del Covid. Nonostante le limitazioni e il solo servizio d’asporto, gli Alpini riuscirono a distribuire quasi 200 porzioni di cassoeula e altrettante di pizzoccheri. Il ricavato servì a regalare a Nicolò, un bambino autistico, due settimane di vacanza in un centro specializzato nelle Marche. Con il ritorno alla possibilità di ritrovarsi a tavola, la solidarietà non si è fermata. Il testimone è passato a Davide e, proprio in quell’occasione, è nata anche la “stecca”, un simbolo ispirato alla tradizione militare del passaggio di consegne dai veci ai giovani. Si tratta di una stella che porta su una delle sue punte il nome del beneficiario dell’anno: viene custodita per dodici mesi e poi affidata alla famiglia successiva.
Da allora la catena è proseguita anno dopo anno, accompagnando la Cassoeula del Gianni verso nuove storie e nuove famiglie: Valeria, Andrea, Gabriele e, nel 2026, Erick. Nomi diversi, ma un unico filo conduttore: trasformare una giornata dedicata alla cucina e alla convivialità in un aiuto concreto per bambini e ragazzi con bisogni speciali. È questo, in fondo, il segreto della manifestazione di Bariola. La cassoeula rimane quella di sempre, con il suo carattere robusto e il profumo della cucina invernale, ma attorno alla tavola cresce qualcosa che va oltre il piatto. Una tradizione che non si limita a essere conservata, ma viene utilizzata per costruire ogni anno un nuovo gesto di attenzione verso gli altri.
Gli Alpini di Caronno Pertusella Bariola lo riassumono con una frase che accompagna da sempre l’iniziativa: «La Cassoeula del Gianni, dove l’ingrediente segreto è la voglia di non lasciare indietro nessuno». Ed è forse proprio questa la ricetta che rende speciale una cassoeula nata da un ricordo e diventata, anno dopo anno, una festa della comunità.
QUESTO ARTICOLO FA PARTE DI UNA SERIE: LEGGI QUI GLI ALTRI
VUOI RACCONTARE LA STORIA DEL TUO PIATTO E DELLA TUA SAGRA PREFERITA? COMPILA IL MODULO
Leggi i commenti