Un viaggio fantastico, tra stelle e galassie, con la testa rivolta verso il cielo, immaginando mondi possibili. Da sempre l’universo ha affascinato pensatori, sognatori, naviganti, filosofi, alla ricerca dell’origine e del senso della vita. «E quindi uscimmo a riveder le stelle», scriveva il sommo poeta Dante Alighieri.
Oggi quell’universo è più vicino e accessibile, grazie al nuovo Osservatorio Astronomico inaugurato all’Università di Salerno. La nuova struttura, ubicata sul tetto del Dipartimento di Fisica, sarà aperta al pubblico per visite serali mensili per ammirare il cielo stellato.
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Subito pienone
Già sono sold out i prossimi appuntamenti fino a dicembre. «La cupola di 6,7 metri, con una certificazione per venti fino a 200 chilometri orari, è la più grande per le università italiane, ideata per poter ospitare una classe scolastica – spiega il responsabile scientifico Valerio Bozza - La struttura non sarà adoperata solo per la ricerca scientifica, ma soprattutto per la didattica e la divulgazione». «Cieli sereni e buona esplorazione», è il messaggio per i giovani di Luca Parmitano, colonnello pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’agenzia spaziale europea, a capo della missione spaziale della NASA “Artemis III”.
«L’esplorazione spaziale inizia sempre dalla curiosità e dalla voglia di osservare il mondo: mi congratulo con Salerno per questo Osservatorio, che aprirà le porte al pubblico per permettere loro di vedere con i propri occhi cosa vuol dire l’universo, attraverso un grande telescopio robotico, il più grande del territorio, sviluppando conoscenze nuove».
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La struttura, gioiello di tecnologia contemporanea, è considerata parte integrante del museo diffuso ‘en plein air’ dell’Università di Salerno. La struttura originaria ha subito una ristrutturazione generale, sia strutturale che elettronica. Dotata di un telescopio riflettore a due specchi per ottenere un’immagine ancora più nitida, con una camera sensibile sia all’ultravioletto che alla luce infrarossi, consente di accedere alla composizione chimica degli astri. È completamente robotizzata e collegata ad una stazione meteo: un’interfaccia unica consente di gestire da remoto, con telecamere di sicurezza e chiusura automatica per avverse condizioni meteo. «È l’occhio che l’ateneo offre al territorio per osservare l’universo e le stelle – esordisce il rettore, Virgilio D’Antonio – L’università guarda verso l’alto, al mondo primordiale della riflessione scientifica, da dove veniamo e quali sono le regole che governano il mondo. Salerno offre a tutta la sua comunità uno dei telescopi più grandi del Paese in un contesto universitario. È un’eccellenza per il dipartimento di Fisica: i nostri ragazzi utilizzano questo luogo come palestra dove testare e mettere in pratica le competenze teoriche». La vecchia struttura del 2010 era andata distrutta nel 2019 a seguito di un evento atmosferico estremo. «È tornato alla sua operatività grazie ad un investimento strategico di circa 200mila euro, ampliando il public engagement con la divulgazione sul territorio. Usciamo fuori dalla nostra torre d’avorio e ci apriamo alla società civile», insiste Carmine Attanasio, direttore del dipartimento. L’Osservatorio nasce dall’intuizione dell’emerito Gaetano Scarpetta: «Sono emozionato. Tornare 10 anni dopo aver partecipato alla costruzione della facoltà di Scienze e osservare il lavoro fatto per la cultura scientifica nella provincia di Salerno. All’astrofisica sono arrivato a 50 anni, compresi che il 20esimo secolo sarebbe stato di continui successi. L’uomo è sognatore, in amore e nella ricerca scientifica. È una soddisfazione ogni volta che i nostri sogni vanno un po’ più avanti».