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San Francesco in Lombardia: la chiesa grande sparita a Milano, la Vergine delle Rocce di Leonardo e i luoghi sacri a Brescia e Lodi

October 3, 2026

Milano, 3 ottobre 2026 – Patrono d’Italia e quindi anche della Lombardia. Ricorre oggi, sabato 3 ottobre, l’anniversario degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il “Poverello” che fondò l’ordine francescano, istituto religioso che fa della spoliazione dai beni materiali uno dei cardini della sua spiritualità. Domani, domenica 4 ottobre, si celebrerà la festa dedicata al santo. 

La venerazione per San Francesco – al quale, assumendo anche il suo nome, mostrò di ispirarsi papa Bergoglio – è fatto condiviso anche nella nostra regione, nonostante la sua vicenda terrena si sia svolta soprattutto in Centro Italia, oltre a un viaggio in Egitto per incontrare il sultano Al Malik-Al Kamil, nipote del “feroce” Saladino. 

Santo patrono

Domani sarà festa doppia in tre piccoli comuni della Lombardia, per i quali Francesco è anche santo patrono: Schinevoglia, nel Mantovano, la cui chiesa principale è dedicata proprio al santo umbro, Trivolzio nel Pavese, dove si trova il santuario di San Pampuri, nominato chiesa giubilare dal vescovo di Pavia proprio in occasione degli 800 anni dalla morte di Francesco e Moggio, nel Lecchese, dove è dedicata al Poverello la parrocchiale (e dove stasera è in programma lo spettacolo Frate Sole, Sorella Parola).

La chiesa sparita

Numerosi, comunque, sono i luoghi di culto intitolati a Francesco in tutta la regione. Il più importante, però, è solo una traccia nelle pagine della storia e della cultura lombarde. Portava il nome di San Francesco, infatti, la chiesa più grande di Milano, dopo il Duomo, rasa al suolo agli inizi dell’800. Al suo posto, vicino alla basilica di Sant’Ambrogio, fu edificata una caserma, successivamente dedicata a Giuseppe Garibaldi. Da un simbolo della religiosità italiana, quindi, a un simbolo dello spirito risorgimentale e unitario.

Peccato che l’abbattimento nell’era napoleonica condusse alla dispersione dell’enorme patrimonio artistico che era custodito nella chiesa, in particolare nelle cappelle, nicchie scelta da molte delle famiglie più stimate di Milano per la loro sepoltura, a partire dai Settala e Borromeo.

Il nucleo originario risale al 1233, pochi anni dopo la morte del fondatore dell’ordine, quando ai primi francescani milanesi viene concessa l’area per realizzare un tempio, successivamente evolutosi nell’enorme chiesa in mattoni rossi nota proprio come San Francesco Grande. L’edificio ospitò numerose opere d’arte: una su tutte, la Vergine delle rocce di Leonardo, inserita in un polittico commissionato al genio di Vinci e ai fratelli De Predis dalla confraternita dell’Immacolata. Le due versioni del dipinto oggi si trovano esposte al Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra. A fine ‘600 si verificò un rovinoso crollo, che portò alla ricostruzione della chiesa in stile barocco. Fino all’abbattimento ottocentesco.

Gli altri edifici sacri

Sono ancora in piedi, invece, apprezzate testimonianze artistiche sacre con dedica al Patrono d’Italia. Per esempio la chiesa di San Francesco nel centro storico di Brescia, fondata intorno alla metà del Duecento, considerata fra i migliori esempio di architettura gotico-romanica francesca. Fu edificato nel XIII secolo, invece, la chiesa di San Francesco a Lodi, famosa per facciata in cotto rosato e i cicli di affreschi trecenteschi.

A Bergamo Alta è ammirato il convento di San Francesco, complesso medievale che si sviluppa intorno a chiostri panoramici, come quello del pozzo. Nel Milanese, a Pozzuolo Martesana, si visita la basilica di San Francesco, erede di un antico convento-ospizio fondato nel Duecento per accogliere pellegrini e frati in cammino.