Elephants

Sanità, le visite e gli esami più difficili da prenotare: la classifica delle Regioni

October 23, 2026

Le liste d'attesa della sanità italiana mostrano segnali di miglioramento, ma milioni di cittadini continuano a fare i conti con tempi di prenotazione superiori a quelli previsti.

Nei primi nove mesi del 2026, le prestazioni prenotate entro i tempi di garanzia sono aumentate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 2 milioni di prenotazioni in più.

Restano tuttavia più di 4 milioni di prenotazioni oltre i tempi previsti, mentre le differenze tra le Regioni continuano a pesare sull'accesso alle cure.

Se alcune prestazioni registrano percentuali elevate di rispetto delle scadenze, altre continuano a incontrare ostacoli significativi. A emergere sono anche forti divari territoriali, con Umbria e Puglia tra le Regioni più in difficoltà.

Le visite specialistiche più difficili da prenotare

A fotografare la situazione è il nuovo bollettino dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che analizza l'andamento delle liste d'attesa, distinguendo tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici.

Tra le prime visite specialistiche, quella oncologica è la prestazione con la percentuale più alta di appuntamenti garantiti entro i tempi previsti: il 95,3%. Seguono la visita otorinolaringoiatrica, con l'83,7%, e quella ginecologica, con l'83,4%.

La situazione cambia per altre specialità. In fondo alla classifica si trova la visita dermatologica e allergologica, con il 69,9% delle prestazioni erogate nei tempi previsti. Poco sopra si collocano la visita oculistica, al 73,2%, e quella gastroenterologica, al 73,4%.

Il quadro generale, tuttavia, mostra progressi rispetto al 2025. La quota di prime visite prenotate entro i tempi di garanzia è passata dal 76,9% al 78,6%. Migliorano le prestazioni con priorità clinica più elevata: per le visite urgenti, da effettuare entro tre giorni, la percentuale sale dal 78,8% all'81,7%; per quelle brevi, da garantire entro dieci giorni, passa dal 78,2% all'80,6%.

Colonscopie ed endoscopie tra le prestazioni più critiche

Anche sul fronte degli esami diagnostici emergono differenze significative tra le prestazioni. La percentuale più alta di accertamenti effettuati entro i tempi previsti riguarda la Tc osteomuscolare, che raggiunge il 95,3%. Seguono la Tc cranio-encefalo, al 95,2%, e la Tc addome, al 93,6%.

Le maggiori difficoltà si concentrano invece su alcuni esami endoscopici e strumentali. La colonscopia registra la percentuale più bassa di prestazioni effettuate entro la scadenza prevista, pari al 69,3%. Seguono l'elettromiografia, al 71,9%, e l'esofagogastroduodenoscopia, al 72,6%.

Nel complesso, anche per gli esami diagnostici si registra un miglioramento: la quota di prestazioni eseguite entro i tempi di garanzia passa dall'83,3% all'85%. Le prenotazioni rispettate aumentano da 7 a 8,1 milioni, con circa 1,1 milioni di esami in più effettuati entro le scadenze previste.

Progressi si osservano anche per le prestazioni urgenti, la cui percentuale di rispetto dei tempi sale dal 74,2% al 77,3%, e per quelle brevi, che passano dal 76,5% al 78,2%.

La classifica delle Regioni: le migliori e le peggiori

Il miglioramento complessivo non cancella le differenze territoriali. Per quanto riguarda le prime visite specialistiche, quattro Regioni restano sotto la soglia del 70% di prestazioni erogate entro i tempi previsti: Friuli-Venezia Giulia, con il 67,8%, Sardegna, con il 64,3%, Umbria, con il 62,7%, e Puglia, con il 55,3%.

Rispetto alla precedente rilevazione, tutte mostrano progressi, a eccezione della Sardegna, dove la percentuale è scesa dal 68% al 64,3%.

La situazione è critica anche per gli esami diagnostici. In questo caso, le Regioni sotto il 70% sono tre: Valle d'Aosta, al 69,7%, Umbria, al 64,7%, e Puglia, al 63,4%. Proprio Umbria e Puglia sono i territori che presentano le maggiori difficoltà in entrambe le categorie di prestazioni.

Sul versante opposto, la Basilicata guida la classifica delle prime visite con il 99%, seguita dalle Marche, al 94,7%, dal Lazio, al 92,3%, e dal Veneto, al 90,5%. Per gli esami diagnostici, invece, il risultato migliore è quello del Veneto, che raggiunge il 97%. Seguono la Campania, al 95,8%, la Basilicata, al 95,1%, le Marche, al 92,5%, il Lazio, al 90,7%, e la Toscana, al 90%.

Agenas segnala tuttavia che percentuali particolarmente elevate potrebbero, in alcuni casi, essere legate a un ricorso eccessivo alle prescrizioni programmabili, con tempi di attesa fino a 120 giorni. Un aspetto che richiama l'attenzione anche sull'appropriatezza delle prescrizioni.

Oltre 4 milioni di prenotazioni fuori dai tempi di garanzia

Nei primi nove mesi del 2026, le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 a 21,8 milioni. Le prime visite specialistiche sono aumentate da 11,3 a 12,3 milioni, con una crescita dell'8,3%, mentre gli esami diagnostici sono saliti da 8,4 a 9,5 milioni, registrando un incremento del 13,3%.

Nonostante l'aumento delle prestazioni prenotate entro i tempi previsti, restano 4.057.139 prenotazioni oltre i tempi di garanzia. Di queste, 2.624.177 riguardano prime visite specialistiche, pari al 21,4% del totale, mentre 1.432.962 sono esami diagnostici, equivalenti al 15%.

Il rapporto evidenzia comunque una riduzione dell'incidenza delle prenotazioni oltre i tempi massimi: per le prime visite si passa dal 18,9% al 17,2%, mentre per gli esami diagnostici si scende dal 12,9% all'11,4%.