Elephants

Scanner cinesi negli scali italiani, il pressing degli Usa e l'allerta degli 007: «A rischio la sicurezza nazionale»

July 18, 2026

ROMA Dimenticate per un attimo gli insulti social, le stilettate a mezzo stampa, gli sguardi affabili e poi torvi e infine gelidi ai vertici internazionali. Fra Giorgia Meloni e Donald Trump c'è un problema "cinese" da risolvere. Nelle ultime settimane, confermano due fonti di governo al Messaggero, i vertici dell'intelligence, coordinati dal sottosegretario Alfredo Mantovano, si sono occupati di un dossier che sta molto a cuore all'amministrazione Trump: gli scanner cinesi nei porti, negli aeroporti e negli scali doganali italiani. Per il governo americano è una questione di sicurezza nazionale.

Da tempo nel mirino degli 007 Usa è finita la società statale cinese Nuctech, colosso mondiale nella produzione di scanner, inserita nella "Entity List" del Dipartimento del Commercio per ragioni di sicurezza nazionale. Niente appalti, niente scanner per Nuctech in buona parte degli scali in America: l'accusa sotterranea mossa all'azienda - che ha sempre fermamente negato - è di risultare troppo permeabile ai controlli dello Stato cinese. In Italia gli scanner di Nuctech sono ampiamente utilizzati. Scandagliano tir, camion e container di ogni tipo. Ovvero l'azienda gestisce sistemi che trattano una mole imponente di informazioni potenzialmente sensibili.

Il pressing Usa

Da tempo gli americani sono in pressing sul governo Meloni per chiedere di darci un taglio. E la richiesta è di sostituire le apparecchiature made in China con scanner europei o americani. Un pressing che si è fatto asfissiante come ha raccontato in un articolo molto informato Il Foglio a inizio luglio. Ebbene la novità è che la spia, anche sulla scia delle indiscrezioni di stampa, è tornata ad accendersi a Palazzo Chigi. Come è tornato a squillare il cellulare di Roberto Alesse, direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nominato nel 2023. Il dossier scanner è stato attenzionato, dicevamo, in una serie di riunioni dei Servizi ed è sul tavolo di Alfredo Mantovano. Sondato sulla possibilità di intervenire, raccontano fonti di governo, Alesse ha spiegato quel che il governo italiano aveva già riferito lo scorso gennaio ad alcuni emissari di Trump a Roma, come svelato da Bloomberg: gli scanner cinesi non si possono togliere dalla notte al giorno. Si aprirebbero battaglie legali senza fine e con buone probabilità di perdere in tribunale. Senza contare che gli apparecchi di Nuctech sono ormai ovunque, da Roma a Bologna, da Gioia Tauro a Livorno.

Alesse insomma allarga le braccia. Ma l'amministrazione Trump le braccia ce le ha ancora conserte: vuole un segnale. I fari sono puntati, fra l'altro, su una maxi-gara che si chiuderà alla fine del 2026. L'appalto, del valore di circa 14 milioni di euro e dalla durata di tre anni, prevede la fornitura di 7 sistemi di ispezione mobili con scanner a "tecnologia backscatter" per la scansione radiografica di "autoveicoli, van, camion e altri mezzi". Parliamo di mezzi usati, ad esempio, dalla Guardia di Finanza italiana per la lotta al contrabbando di tabacchi, droghe ed armi. Ma quella stessa tecnologia può essere messa in campo per registrare cosa entra ed esce dal Paese, come sono configurati i carichi e i controlli. E del resto gli scanner cercati dalle Dogane italiane finiranno in snodi strategici: dai valichi transfrontalieri con la Svizzera, a Como e Varese, ai porti di Ancona, Bari, Livorno e Venezia.

I riflettori sono accesi da tempo. Flashback: 17 aprile 2025, Cabinet Room della Casa Bianca, Trump e Meloni si guardano intorno a un tavolo con i rispettivi ministri e staff. A porte chiuse gli americani veicolano un messaggio, poi condensato nel comunicato congiunto: Italia e Stati Uniti si impegnano a lavorare sulla tecnologia solo con "fornitori affidabili". Un mese dopo spunta in Gazzetta ufficiale un dpcm firmato da Mantovano: prevede una corsia preferenziale, negli appalti delicati per la cybersecurity, ad aziende di Paesi Nato o alleati. Di fatto è il grimaldello che permetterà d'ora in poi di dare precedenza ad aziende occidentali negli appalti più sensibili per la sicurezza nazionale. Scanner inclusi. In un documento di aprile del Dipartimento dei Trasporti americani Nuctech viene citata come «entità controllata dallo Stato cinese» che opera in «snodi logistici chiave nel mondo» e «ha accesso a informazioni biometriche, personali, dati relativi alle abitudini e ai comportamenti delle persone nel tempo, informazioni sui carichi, dati proprietari e metadati relativi alla geolocalizzazione». L'azienda, va ripetuto, nega risolutamente qualunque accusa e difende la correttezza del suo operato. Per il momento gli apparati di sicurezza italiani hanno solo ammonito le Dogane: massima attenzione per l'aggiornamento dei software dei dispositivi cinesi già in funzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA