Assemini.
23 luglio 2026 alle 00:46
L’ex assessora Mostallino attacca Puddu, che per il momento non rispondeUn post su Facebook per archiviare otto anni di alleanza politica e amministrativa. È il sigillo con cui il sindaco di Assemini, Mario Puddu, ha annunciato martedì mattina la revoca delle deleghe all’assessora alla Cultura Jessica Mostallino ponendo fine a un braccio di ferro che da tempo animava i corridoi del Municipio.
Un’anticipazione digitale arrivata prima che il decreto formale fosse pubblicato nell’Albo pretorio o notificato alla diretta interessata, sebbene quest’ultima ne fosse a conoscenza dal 15 luglio. «È lo stile di Mario Puddu, che da sempre come mezzo di comunicazione privilegia Facebook anziché i mezzi istituzionali», il commento di Mostallino.
Cosa è accaduto
Nel provvedimento si parla di una decisione legata a «divergenze inconciliabili nell’attuazione delle linee programmatiche» e a una presunta «instabilità politica» con la maggioranza consiliare. Chiave di lettura rispedita al mittente dall’esponente estromessa, la quale parla invece apertamente di regolamenti di conti personali: «Non ci sono mai state divergenze nell’attuazione delle linee programmatiche né divergenze politiche. Ho sempre lavorato correttamente durante il mio mandato e svolto puntualmente e con dedizione il mio compito pensando sempre di fare cose utili per la città e i cittadini».
Le cause
La radice del siluramento, sostiene Mostallino, andrebbe cercata altrove: in qualcosa che «in Comune sanno in parecchi, non solo il sindaco. La decisione non ha nulla a che fare con la linea politica della Giunta ma è legata a una più banale avversità personale dell’assessore allo Sport Francesco Murtas, che nell’ultimo anno ha fatto di tutto per farmi estromettere». Accuse gravi che parlano di sgarbi istituzionali - come i posti marginali a lei riservati all’inaugurazione dell’Auditorium - e di attacchi orchestrati in Consiglio da una frangia della maggioranza.
Rapporti logorati
Un legame politico durato otto anni dissoltosi in tempi rapidi: «Il rapporto di fiducia con Mario credevo fosse solido. Non ho fatto nulla per tradirlo ma evidentemente, a prescindere dalle mie capacità, dal mio operato e dalla mia dedizione, dovevo essere allontanata. Il sindaco mi ha scaricata perché evidentemente non poteva fare diversamente non avendo libertà di decidere. E questo, a mio avviso, dimostra una certa sua debolezza».
La rivendicazione
L’ex assessora rivendica i traguardi raggiunti occupandosi di Politiche culturali, di genere, Lgbtq+ e Affari generali. A partire dal consolidamento del Festival Letterario, capace di dotarsi di fondi extra-comunali e di ospitare grandi nomi della cultura nazionale. Ora la palla passa al successore Sergio Nuvoli, escluso tuttavia dalle deleghe sulle pari opportunità e Lgbtq+, mentre la maggioranza deve fare i conti con crepe profonde.
Le repliche
Murtas dal canto suo replica immediatamente e rispedisce al mittente le accuse di manovre sotterranee: «Sono all’oscuro dell’operazione di revoca», specifica, «l’ho appreso da Facebook. Il sindaco l’ha condotta personalmente, non so se avesse informato i miei colleghi ma io non ne ero a conoscenza e non ho partecipato alla discussione».
L’assessore rivendica invece le critiche politiche avanzate in passato alla collega e legate, sostiene, a nodi quali i ritardi sul teatro o la tutela del patrimonio culturale. «Credo sia stato significativo e determinante l’ultimo Consiglio comunale, quando gli attacchi sulla mancata attuazione del programma sono arrivati in massa da maggioranza e opposizione». Infine, l’ultimo affondo: «Se la collega vuole buttarla in rissa faccia pure, ma moderi le parole e non cerchi di girare secondo i propri comodi i rapporti politici e soprattutto quelli professionali come mere questioni personali». Il sindaco per ora non replica.
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