Elephants

Scatolificio devastato dall’incendio, clamorosa svolta. Arrestato imprenditore concorrente: “È il mandante”

August 10, 2026
  1. Home
  2. Pesaro
  3. Cronaca
  4. Scatolificio devastato dall’incendio, clamorosa svolta. Arrestato imprenditore concorrente: “È il mandante”

Le indagini sul rogo alla Sigilla di Pesaro portano al titolare di un’azienda che opera nello stesso settore. Secondo gli inquirenti c’è lui dietro le fiamme che sarebbero state appiccate da 4 pregiudicati

I vigili del fuoco allo scatolificio Sigilla

I vigili del fuoco allo scatolificio Sigilla

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Pesaro, 10 agosto 2026 – Una guerra commerciale nel settore degli imballaggi di cartone che, secondo l’accusa, sarebbe arrivata fino ad incendiare l’azienda concorrente. A sedici mesi dall’incendio che devastò lo stabilimento della Sigilla di Pesaro provocando quasi 4 milioni di euro di danni, i carabinieri hanno arrestato quello che ritengono essere il mandante: un noto imprenditore di 57 anni, titolare di un’azienda dello stesso settore nell’area di Talacchio di Vallefoglia.

Il movente sarebbe la concorrenza commerciale

L’uomo è finito agli arresti domiciliari e avrebbe concepito e organizzato il rogo per ragioni di concorrenza commerciale.

La svolta è arrivata questa mattina, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Pesaro.

Al 57enne vengono contestati l’incendio pluriaggravato in concorso e la calunnia aggravata. Il provvedimento è stato disposto dopo l’interrogatorio preventivo dell’indagato, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e delle conclusioni della Procura.

Scatolificio devastato dall’incendio, clamorosa svolta. Arrestato imprenditore concorrente: “È il mandante”

Il rogo risale alla notte tra il 10 e l’11 aprile 2025. Le fiamme avevano pesantemente colpito lo stabilimento della Sigilla, azienda attiva nella produzione e commercializzazione di cartonati. Un incendio devastante, con un danno patrimoniale quantificato in quasi quattro milioni di euro. Le prime indagini avevano portato all’individuazione dei presunti esecutori materiali: quattro uomini pluripregiudicati, tre provenienti dalla provincia di Foggia e uno dall’entroterra anconetano. Le loro posizioni sono ora al vaglio del giudice dell’udienza preliminare.

Dagli esecutori materiali al passo successivo dell’inchiesta

L’inchiesta non si è fermata a chi, secondo l’accusa, avrebbe materialmente appiccato il fuoco. Proseguendo gli accertamenti dopo le prime misure cautelari, i carabinieri hanno cercato di ricostruire ciò che sarebbe avvenuto a monte dell’incendio: chi lo avrebbe voluto, organizzato e messo in moto.

Un lavoro investigativo condotto anche attraverso intercettazioni, che ha portato al 57enne e ad altri due pregiudicati.

Questi ultimi, al momento indagati a piede libero, avrebbero partecipato alla fase organizzativa con il ruolo di presunti intermediari logistici tra il mandante e gli uomini incaricati di eseguire materialmente il rogo. Secondo la ricostruzione investigativa, dietro la distruzione dello stabilimento Sigilla emergerebbe un movente legato agli affari.  Il 57enne opera infatti proprio nella produzione di imballaggi di cartone, lo stesso settore dell’azienda finita in cenere.

Per gli investigatori sarebbe stata la concorrenza commerciale a spingerlo a concepire e organizzare l’incendio. Il gip, valutata la gravità degli indizi raccolti, ha disposto per l’imprenditore gli arresti domiciliari. Al termine delle formalità, il 57enne è stato accompagnato nella propria abitazione.

© Riproduzione riservata