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Sciabaca Festival 2026: da Sciascia agli algoritmi. La Calabria mette in viaggio le idee

September 24, 2026

Soveria Mannelli (Catanzaro), 24 settembre 2026 – Dalla memoria di Leonardo Sciascia alle domande sulla fantasia nell’epoca degli algoritmi, passando per i sentieri della Sila e il racconto del mondo. Dal 24 al 27 settembre Soveria Mannelli ospita l’undicesima edizione di Sciabaca, il festival dedicato ai ‘Viaggi e culture mediterranee’, curato da Rubbettino e La teda.

Quattro giorni con scrittori, studiosi, giornalisti e protagonisti dell’impresa: tra gli ospiti Oscar Farinetti, Matteo Collura, Antonio Franchini, Massimo Onofri, Stefano Polli, Massimo Sideri e Vito Mancuso. 

Una rete fra memoria e futuro

La sciabaca è una rete da pesca: il nome suggerisce l’intreccio di esperienze, culture e idee che la manifestazione vuole costruire. Il viaggiatore, nella presentazione del festival, è chi porta "una storia da raccontare, un punto di vista da condividere o una visione di futuro”.

Una definizione che comprende il turista, l’artista e chi cerca ascolto. La cornice è un paese attraversato dalla storica Statale 19, sede di Rubbettino dal 1972 e riconosciuto nel 2017 come "Città che legge”. Il programma ne attraversa spazi culturali, luoghi produttivi e paesaggio. 

L’apertura nel segno di Sciascia

CARTA, il Parco Museo Rubbettino, ha accolto oggi, giovedì 24 settembre, l’inaugurazione della mostra fotografica ‘La Sicilia, il suo cuore. Omaggio a Leonardo Sciascia’ e ‘Memoria del Maestro di Regalpetra», con Matteo Collura e Vito Catalano. Il primo è autore della biografia ‘Il maestro di Regalpetra’; il secondo, nipote dello scrittore, cura i ‘Quaderni di Regalpetra’, nati dalla collaborazione tra Fondazione Sciascia e Rubbettino. La memoria letteraria passa così attraverso due percorsi: la ricostruzione biografica e il lavoro sull’eredità culturale dell’autore.

Da Omero alle maschere di Pirandello

Venerdì 25 settembre, il confronto si sposta alla Casa della cultura Gerardo Marotta. Alle 17.30 Farinetti e l’antropologo Piercarlo Grimaldi presentano ‘Omero non deve morire’, scritto insieme. Alle 19 Collura torna con la lectio ‘Maschere d’oltremare: Pirandello, il Mediterraneo e la commedia umana’. Due appuntamenti che mettono al centro la parola e le forme del racconto. La giornata, aperta da un incontro sull’archeologia della montagna nel Reventino, si chiude alle 21 con Gianni Di Santo al Santuario diocesano Nostra Signora di Fatima, per un confronto dedicato al cambiamento del parroco.

La cultura si mette in cammino

Sabato 26 settembre il festival esce dalle sale: alle 8, dalla località Calvario, parte ‘Il sentiero delle storie’, con Antonio Pascuzzo e Opera Sila. Sono 13,5 chilometri di percorso, per circa cinque ore di cammino. Lungo il tragitto si parla dei tesori calabresi con Sandra Ianni e Marisa Gigliotti e della Sila con Maria Assunta Albi e Giovanni Vizza. In piazza Bonini, alle 13.30, ‘La tela di Pascouche’ intreccia musiche e racconti di Pascuzzo. Il paesaggio non è soltanto lo sfondo degli incontri: diventa il luogo in cui ascoltare le storie. 

Il mondo e il mestiere dei libri

Nel pomeriggio di sabato si cambia prospettiva. Alle 17.30, a Villa Valentina Cosentino, Stefano Polli è protagonista di ‘Faccia a faccia con Putin’: nel programma entra il giornalismo internazionale, attraverso l’esperienza di un cronista che ha seguito vertici diplomatici e conflitti. Alle 19, alla Casa della cultura, Antonio Franchini dialoga con Massimo Onofri in ‘Nell’agone dei libri’. Si incontrano così la voce dello scrittore che lavora nell’editoria e quella del critico letterario.

Fantasia, tecnologia e ricerca di senso

Domenica 27 settembre si comincia al Lanificio Leo, alle 10, con una domanda: ‘Esiste l’algoritmo della fantasia?’. A discuterne sono Massimo Sideri ed Emilio Leo, in un luogo che lega impresa, design e cultura. La conclusione, alle 17.30 al Parco Museo Rubbettino, è affidata a Vito Mancuso: ‘Essere umani oggi. Etica, libertà e ricerca di senso’. Dalla creatività al significato dell’esistenza, i due incontri accostano l’interrogazione sul futuro tecnologico a quella sulle responsabilità e sulle scelte delle persone.

Il territorio, dal vino alla tipografia

Anche il cibo trova spazio nel racconto. Giovedì Renzo Russo, Saveria Sesto e i produttori accompagnano un incontro sullo Zibibbo di Calabria e sul Moscato di Saracena, seguito da una degustazione. Domenica, alla Rosa nel Bicchiere, Giuseppe Laria e Daniele Cipollina partecipano a ‘Gli anelli più preziosi di Calabria’; segue la ‘Cipolla Rossa Experience’ dello chef Orazio Lupia, su prenotazione.

Nei giorni del festival si può inoltre visitare la tipografia Rubbettino e provare la stampa con un torchio di fine Ottocento. Il parco d’arte contemporanea è a ingresso libero; la visita guidata nel museo con esperienza di stampa costa 5 euro. Le visite iniziano il 25 settembre.

Il viaggio di Sciabaca tiene insieme queste esperienze: leggere un libro, attraversare un paesaggio, riconoscere un sapere. Non mondi separati, ma modi diversi di entrare in relazione con un territorio.