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Scontri ai corte, la presunta “mente” in carcere: Siher è accusato di istigazione a delinquere e terrorismo

October 26, 2026

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Indagata a piede libero anche la moglie del 30enne, in carcere a San Vittore in attesa dell’udienza di convalida

Vanno avanti le indagini degli investigatori su Youssef Siher, il 30enne fermato nella giornata di sabato perché ritenuto la ‘mente’ del Movimento 17 ottobre. Il giovane è accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, legate alle attività del canale Telegram nato a ridosso dei disordini di Milano del weekend del 17 e 18 ottobre. Siher deve rispondere anche dell’accusa del nuovo reato di violenza nelle manifestazioni pubbliche, organizzata con mezzi informatici, introdotto con l’ultimo decreto sicurezza. Indagata, a piede libero, anche la moglie.

Agli atti degli investigatori le chat – silenti dal pomeriggio di venerdì, dopo l’ultima comunicazione con la quale venivano annullate le piazze convocate in precedenza, dando appuntamento alle 14.30 di sabato per i nuovi punti di incontro – e i device del trentenne. Già da sabato gli investigatori della Polizia di Stato, su indicazione del pm, hanno iniziato ad analizzare le chat che nel giro di poco avevano raggiunto migliaia di partecipanti tra Instagram e Telegram e hanno comunicato le prove a carico del trentenne per consentire alla Procura di Milano di procedere al fermo, avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Siher, al momento, è a San Vittore, in attesa della richiesta da parte della Procura di Milano e dell’udienza di convalida davanti al gip.

A Genova, intanto, sono in corso approfondimenti su ipotetici contatti o legami tra Youssef Siher e il gruppo coinvolto nell’indagine della Dda genovese sui finanziamenti ad Hamas che aveva portato all’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. L’obiettivo degli accertamenti è verificare se vi siano stati contatti tra Siher e i gruppi accusati di aver finanziato Hamas. 

Il bilancio degli arrestati e dei feriti del weekend

A Milano, quasi 3mila persone sono state identificate nella giornata di sabato: il dispositivo interforze, predisposto nell’ambito dell’ultimo Comitato per la sicurezza e ordine pubblico, ha complessivamente accompagnato 196 persone di cui 171 sono sottoposte al fermo preventivo; arrestate 5 persone, denunciate 44. Diverse le manifestazioni, alimentate da inviti e messaggi pubblicati sui social, che a partire dalle 14 hanno attraversato la città per poi confluire in un unico corteo con circa 15mila partecipanti. A Torino, teatro degli scontri nel corso della manifestazione non preavvisata promossa da Askatasuna alla quale hanno preso parte 4mila persone, sono state identificate oltre 400 persone. Di queste, 38 sono state accompagnate presso gli Uffici della Questura e 2 sono state tratte in arresto: una per resistenza a pubblico ufficiale aggravata e l’altra per resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, 25 persone sono state denunciate a vario titolo per istigazione a delinquere, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, travisamento e resistenza a pubblico ufficiale. Negli scontri che si sono verificati sabato in diverse città italiane, sono rimasti feriti in 36 tra le forze dell’ordine, tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.