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Scontri, barriere su tutte le vetrine e la Folgore lungo le strade: Milano si prepara al caos

October 24, 2026

Pannelli di compensato sulle vetrine, serrande abbassate, militari in mimetica agli angoli delle strade dello shopping. Milano arriva così al sabato più temuto dell'autunno, a una settimana dagli assalti e dai saccheggi che hanno trasformato il centro in un campo di battaglia. L'appuntamento che preoccupa è quello delle 15 in piazza Duomo, rilanciato sui social. Il Movimento 17 ottobre ha cambiato tattica: sono stati annullati gli appuntamenti precedentemente comunicati, alle 14.30 verranno indicati via social «tre concentramenti», un'ora dopo «la piazza finale», da raggiungere in corteo. «Non ci hanno fermato le leggi, non ci fermeranno i blindati», scrivono.

La zona rossa va da corso Vittorio Emanuele al Castello, con un occhio a corso Buenos Aires. Poliziotti, carabinieri, finanzieri e circa 300 agenti della polizia locale presidieranno i punti sensibili, con i droni in volo sulla città. Nelle stazioni lombarde ci saranno controlli su biglietti, precedenti e oggetti sospetti, come petardi e coltelli: chi è considerato a rischio non partirà. I presidi annunciati sono tre: al mattino i sindacati di base in piazza Cavour contro il carovita, alle 10 «Studenti col Tricolore» in piazza XXV Aprile, nel pomeriggio è prevista l'iniziativa pro Palestina in piazza Leonardo da Vinci.

Per la prima volta in strada ci saranno i parà della Folgore. Il governo ne ha mandati 500, impegnati nell'operazione Strade Sicure fino a fine anno. Erano di stanza in Toscana e appartengono a reparti «in prontezza», cioè pronti a essere trasferiti subito su qualunque teatro operativo, in Italia e all'estero: sono militari che dovrebbero avere alle spalle diverse missioni. Si muoveranno in squadre da cinque, anche con i mezzi Lince, nelle vie dello shopping e nelle zone universitarie. Avranno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, ma non avranno funzioni di polizia giudiziaria: la gestione delle piazze resterà a poliziotti e carabinieri.

La paura si vede soprattutto nei negozi. In via Orefici, verso Cordusio, diverse attività resteranno chiuse e già ieri sera montavano le protezioni. «Noi domani saremo chiusi», spiega il responsabile di un negozio, che dice di essere spaventato, considerati i marchi che vende. La Rinascente abbasserà le serrande alle 15 per tutelare dipendenti e clienti. In via Torino c'è chi ha già chiuso e chi deciderà all'ultimo. In Galleria, Louis Vuitton e Rolex restano aperti, ma alcune boutique hanno sospeso gli appuntamenti. Pannelli anche in via Montenapoleone. In corso Garibaldi, Hoka ha coperto le vetrine, ma resterà aperto. Altrove, sulle assi, spunta un cartello: «Non siamo chiusi, stiamo solo potenziando i vetri». La stessa paura arriva fino a Como, dove su WhatsApp gira un appello a ritrovarsi alle 15 in piazza Vittoria per saccheggiare i negozi. I commercianti sono in contatto con le forze dell'ordine e alcuni condomini hanno già affisso il cartello «i portoni rimarranno chiusi». Il sindaco Alessandro Rapinese tiene il punto: «I negozi resteranno aperti, la vita deve andare avanti normalmente».

LA REAZIONE

Il sindaco Giuseppe Sala chiede di non arrendersi alla paura. «Io li invito a non farlo - dice ai commercianti tentati di chiudere - Se si diffonde il panico poi non succede più nulla». E promette: «Cercherò di andare a fare acquisti in un negozio anch'io». Con lui Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano: «I negozi rimangano aperti».

Sulla sicurezza, Sala ha scelto la linea dura. «In questa fase critica prima di tutto viene il controllo e la repressione di questi fenomeni», ha detto dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. Per quanto riguarda i militari dice di non essere «per niente contrario», purché resti «una misura davvero temporanea». Chiede però al governo anche «un piano nazionale per l'adolescenza», perché «Milano, con le sue vetrine sfavillanti, è una calamita».

La sua posizione ha aperto un fronte a sinistra. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione, parla di «militarizzazione totalmente inutile». Per i consiglieri di Europa Verde è «inconcepibile» rispondere con l'esercito a ragazzini di dodici anni.

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