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Scontri Milano, Mattarella: 'Violenze inaccettabili'

October 19, 2026

Il presidente della Repubblica, intervenuto al Teatro Cavour per l’apertura della 39esime Assemblea generale dell’Unione delle province d'Italia, ha parlato della necessità di elaborare "un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo in atteso da soggetti inediti, condizione quest'ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili"

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"Ogni violenza è inaccettabile. Alle forze dell'ordine, in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi, vada la piena solidarietà della comunità nazionale". A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che - all'indomani degli scontri avvenuti a Milano e in altre città - è intervenuto al Teatro Cavour di Imperia per l’apertura della 39esime Assemblea generale dell’Unione delle province d'Italia (Upi). Il capo dello Stato ha poi sottolineato la necessità di elaborare "un'analisi intelligente e approfondita, un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti, condizione quest'ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili". 

"Far uscire le province dal limbo"

"Le province hanno vissuto, nel decennio passato, un travaglio", ha osservato poi Mattarella aprendo l'Assemblea dell'Upi. È stato avviato "un percorso per un modello nuovo" ma poi è stato interrotto" e "il legislatore ha lasciato la Province nel guado". "A lungo la provincia è stata una dimensione di riferimento - ha osservato poi Mattarella aprendo l'Assemblea - Il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente incidendo sugli stessi diritti dei cittadini: occorre mettere fine alla transizione incompiuta, occorre far uscire questa istituzione dal limbo. Questo tema non può più essere rimadato o accantonato".

Mattarella: "Province forniscono supporto e coordinamento"

"Le Provincie italiane hanno una lunga storia che risale nella sostanza alla formazione dello Stato unitario - ha ricordato il capo dello Stato - Una storia non lineare tra relativa autonomia e centralismo dello Stato con piena verticalizzazione del potere. Con la Repubblica avviene il rilancio del principio di autonomia degli enti territoriali, come garanzia di libertà, democrazia e pluralità di un nuovo modello sociale. Le autonomie locali accrescono il loro ruolo attraverso alcune tappe. Il coordinamento del 1990 con una più ampia aderenza allo spirito della Costituzione. La riforma costituzionale del 2001, che ha rafforzato il principio di autonomia con la formula inequivoca che ben conosciamo". Poi Mattarella ha rimarcato i "servizi" che le Province possono rendere ai cittadini, "ai territori che circondano i centri urbani capoluogo, alle aree interne e montane che sono più lontane dalle grandi infrastrutture dei trasporti, ai comuni, medi e piccoli. Che hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere a pieno i loro compiti".

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"Le province sono previste dalla Costituzione"

"'Qui a Imperia finisce l'Italia', è stato detto. "Vorrei completare l'immagine: qui comincia l'Italia. È un'istituzione prevista dalla Costituzione", ha ricordato ancora Mattarella. "La scelta del popolo italiano si collega strettamente agli 80 anni di ripresa della vita democratica del Paese e l'Unione delle Provincie d'Italia, soppressa dalla dittatura fascista, rinasce con la Repubblica, a Firenze, nel 1946. La Vostra Assemblea - ha aggiunto il presidente della Repubblica - celebra un'ente espressione del pluralismo istituzionale previsto dalla Costituzione. Le Province italiane hanno una lunga storia che risale nella sostanza alla formazione dello Stato unitario. Una storia non lineare tra relativa autonomia e centralismo dello Stato con piena verticalizzazione del potere. Con la Repubblica avviene il rilancio del principio di autonomia degli enti territoriali. Come garanzia di libertà, democrazia e pluralità di un nuovo modello sociale".

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"Piano per scuole sicure e moderne prosegua oltre il Pnrr"

Mattarella ha poi sottolineato: "Siamo naturalmente ben consapevoli che" il piano per "ammodernare le nostre scuole e renderle sempre più accoglienti e sicure dovrà proseguire" oltre il Pnrr. E infine ha ricordato: "Contrastare lo spopolamento, ridurre la migrazione forzata dai giovani, valorizzare borghi e territori che rischiano l'abbandono è una grande missione nazionale a cui le istituzioni, nel loro insieme, devono dedicarsi, affermando il comune impegno a servizio ai cittadini". 

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