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Scontro sull’accoglienza scolastica  - L'Unione Sarda.it

September 17, 2026

Il caso.

18 settembre 2026 alle 00:21

Una mamma scrive alla presidente Todde: tornata da Roma, sono già pentita 

«Ho lavorato a Roma sette anni, ho scelto di tornare per farmi una famiglia, me ne sono pentita». Mariantonietta Cabiddu, ostetrica al San Francesco, lo dice chiaramente: in città mancano i servizi per le famiglie. Il suo sfogo dopo l’annuncio dell’assessore Domenico Cabula sui servizi di accoglienza pre e post scuola per gli alunni della primaria. Lo sfogo arriva alla governatrice Alessandra Todde, in una lettera nella quale si chiede di intervenire. Il Comune dal 2025 non esegue lo sfratto ad un’associazione folk senza contratto nell’ex asilo Cif. E il doposcuola non decolla al Calamida per l’assenza di spazi, l’amministrazione è costretta a chiedere ad Area un locale rilevatosi inadeguato e inutilizzabile.

I locali

«La Giunta ha approvato l’indirizzo politico per l’attivazione del servizio negli spazi individuati negli istituti “Borrotzu-Podda” e “Maccioni-Deledda” per offrire alle famiglie un concreto sostegno nella conciliazione tra i tempi di lavoro e la cura dei figli», sostiene l’assessore all’Istruzione Cabula che aggiunge: «Abbiamo scelto di non lasciare sole le famiglie. Il servizio pre e post scuola risponde a un’esigenza concreta di tanti genitori. Area ha messo a disposizione i locali di via Veneto di fronte al Calamida, consentendo di ampliare le opportunità per le famiglie e garantire il servizio». Per l’opposizione è propaganda. «L’asilo è occupato illegittimamente. Il Comune non dà esecuzione all’ordinanza di sgombero - dice Pierluigi Saiu -. Il servizio di accoglienza pre e post scolastico, che rimane senza sede, ha bisogno di un nuovo locale. L’ex asilo Cif sarebbe perfetto ma il Comune non si è ripreso i locali e individua uno spazio, non comunale, che si rivela non idoneo. Così il servizio non parte e genitori non sanno che fare».

Tutto ok al Podda, ma qui manca il bando di affidamento: si opera in proroga da anni. Una mamma, 4 figli, spiega: «La scuola è iniziata, non sappiamo se il Comune ha partecipato al bando regionale per la gratuità dell’accoglienza pre e post scuola, dov’è il bando?».

La lettera

«Nuoro rischia di diventare una città dove è sempre più difficile scegliere di restare - scrive Cabiddu alla presidente Todde -. Sono madre dal 2018. Ero felice, è bastato poco per rendermi conto quanto fosse difficile crescere un figlio in una città senza servizi. Medici, infermieri, ostetriche, operatori socio-sanitari lavorano su turni che comprendono mattine, pomeriggi, notti, festivi e fine settimana. Quando vengono meno l’accoglienza e doposcuola, non viene meno solo un servizio alla famiglia. Viene compromessa la possibilità di lavorare. Possiamo continuare a parlare di carenza di medici, infermieri, ostetriche e operatori sanitari. Dobbiamo avere il coraggio di parlare delle condizioni che rendono una città attrattiva o non per chi deve viverci. Un professionista non porta con sé solo un curriculum. Porta una famiglia, dei figli, esigenze, tempi, bisogni e progetti di vita».

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