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Scoperta discarica abusiva di 3mila metri quadrati a Ricadi, denunciato titolare di un'attività turistica

October 20, 2026

Pubblicato il: 20/10/2026 – 8:18

RICADI Una discarica abusiva estesa su circa 3mila metri quadrati, con cumuli di rifiuti speciali, fusti contenenti sostanze chimiche e persino tracce di possibili interramenti di materiali nel sottosuolo. È quanto hanno scoperto i carabinieri forestali nella località Tono di Capo Vaticano, nel territorio comunale di Ricadi, durante un’operazione di controllo ambientale che ha portato alla denuncia del rappresentante legale di un’azienda operante nel settore turistico, proprietario del terreno. L’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo.

La scoperta dall’elicottero e i rifiuti pericolosi

A individuare la discarica sono stati i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Spilinga, con il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia. Proprio durante un sorvolo del territorio vibonese, finalizzato alla tutela ambientale, è stata notata un’area caratterizzata dalla presenza di numerosi cumuli di rifiuti. Il successivo controllo a terra ha confermato i sospetti. Su un terreno di circa 3mila metri quadrati erano stati accumulati materiali di ogni genere: fusti contenenti sostanze chimiche o loro residui, elettrodomestici fuori uso, bancali in legno, materassi, pneumatici, plastica, metalli, bombole del gas, estintori e detriti provenienti da demolizioni edilizie. Un insieme di materiali classificati come rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, abbandonati in maniera incontrollata nell’area.

Il sospetto dei rifiuti interrati e il sequestro

Durante l’ispezione, i carabinieri forestali hanno individuato anche un elemento particolarmente significativo. In una porzione del terreno, il suolo appariva visibilmente smosso e rimescolato di recente, mentre dalla superficie affioravano frammenti di rifiuti. Una circostanza che ha indotto i militari a ipotizzare l’esecuzione di uno scavo seguito dall’interramento di materiale, un aspetto che potrebbe aggravare il quadro delle violazioni ambientali contestate. Secondo gli investigatori, le condizioni riscontrate configurerebbero non soltanto le violazioni previste dal Codice dell’Ambiente per il deposito incontrollato e la realizzazione di una discarica abusiva, ma anche l’ipotesi del delitto di inquinamento ambientale. Al termine degli accertamenti, il rappresentante legale di un’azienda dedita all’attività turistica, proprietario del terreno, è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria. L’intera superficie è stata sottoposta a sequestro preventivo. Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini e dovranno essere sottoposte alle successive verifiche dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza. ([email protected])

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