Elephants

Scuola, allarme dalla Cisl: "Cattedre usa e getta per alunni con disabilità"

August 2, 2026

Randazzo: "Oltre 1.600 precari nel sostegno, la deroga è diventata regola. La didattica risulta quindi ‘a termine’, così è a forte rischio la continuità".

Il sostegno agli alunni modenesi con disabilità sarà garantito da 1.621 precari

Il sostegno agli alunni modenesi con disabilità sarà garantito da 1.621 precari

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

A settembre il sostegno agli alunni modenesi con disabilità sarà garantito da 1.621 cattedre precarie. Lo segnala la Cisl, che sottolinea che sono questi i posti in deroga autorizzati nella nostra provincia per l’anno scolastico 2026/2027, "parliamo del secondo contingente più alto dell’Emilia-Romagna, dietro soltanto a quello di Bologna, che di precari ne conta 1.788. Tirando le somme, quasi un precario di sostegno su cinque dell’intera regione si concentra, dunque, nelle scuole modenesi. Non siamo più davanti a un’emergenza, ma a una fabbrica strutturale di precariato – attacca Carmelo Randazzo, segretario generale della Cisl Scuola Emilia Centrale –. A Modena si riconosce che 1.621 cattedre sono indispensabili per garantire il diritto allo studio e all’inclusione, ma si continua a considerarle provvisorie. Il bisogno dell’alunno dura negli anni, mentre il contratto dell’insegnante scade il 30 giugno, come fosse un lavoro ’usa e getta’. È una contraddizione che non può essere scaricata ancora sulle famiglie, sui ragazzi con disabilità e sui lavoratori".

Per il sindacato i posti in deroga, infatti, non rappresentano un semplice aggiustamento tecnico degli organici. Sono ore e cattedre necessarie per assistere alunni con disabilità e realizzare i loro Piani educativi individualizzati. Proprio perché collocati fuori dall’organico stabile, però, questi posti vengono coperti con contratti a tempo determinato e non possono essere utilizzati per le normali immissioni in ruolo. Secondo la Cisl per la scuola modenese questa è "l’ennesima spia rossa che segnala una situazione fuori controllo". Una quota sempre più crescente del sostegno scolastico della provincia viene autorizzata anno per anno, costringendo le scuole a ricominciare ogni estate la stessa corsa contro il tempo: rilevare i bisogni, chiedere le ore, attendere le autorizzazioni, pubblicare le disponibilità e trovare i docenti.

"Ogni settembre – incalza Randazzo – si pretende che la scuola garantisca inclusione e continuità partendo da organici costruiti all’ultimo minuto. È un meccanismo che produce incertezza, ritardi e una rotazione continua degli insegnanti. E quando cambia il docente di sostegno non si sostituisce semplicemente una persona con un’altra: si spezza una relazione educativa costruita con fatica e si obbligano l’alunno e la sua famiglia a ripartire da zero".

E la procedura introdotta per favorire la conferma del supplente già conosciuto dall’alunno? Anche a Modena, dove l’Ufficio scolastico ha già applicato la disciplina ministeriale, per la Cisl non risolve il problema, limita qualche danno ma non può sostituire la stabilità. "E’ come giocare ogni anno alla lotteria, aspettando una combinazione fortunata di graduatorie, disponibilità e tempi burocratici", osserva Randazzo.

Il caso modenese si inserisce in un quadro regionale nel quale i precari assegnati al sostengo sono aumentati del 10.3% (858 cattedre) rispetto allo scorso anno e dove il 53,5% delle cattedre complessive si trova fuori dall’organico stabile: più di un posto su due dipende da autorizzazioni annuali ed è destinato prevalentemente al personale precario. "Quando i posti in deroga superano quelli stabili, parlare ancora di eccezione è una presa in giro – afferma Randazzo –. La deroga è diventata la regola e il precariato è diventato il pilastro sul quale si regge il sostegno. Si risparmia sulla stabilità del lavoro e si presenta il conto agli alunni più fragili, quando servirebbero cattedre stabili, assunzioni e specializzazione".

© Riproduzione riservata