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Scuola, la preside Massaro va in pensione: “Sono entrata qui a 6 anni e me ne vado dopo molto tempo”

August 16, 2026

Bologna, 16 agosto 2026 – "Sono entrata alle Viscardi a 6 anni e ne esco ora dopo molti, molti anni". L’ironia non manca a Filomena Massaro. Di certo lei mancherà alle sue scuole: le due materne e le due elementari Viscardi e Don Marella e la media Farini tutte dell’Istituto comprensivo 12 di via Bartolini. E mancherà alla scuola bolognese: preside in carica fino al 31 agosto, da settembre si godrà il meritato riposo. Lasciando le sue scuole in ottime mani: quelle della collega Maria Anna Volpa.

Chi sia o cosa abbia rappresentato per la nostra istruzione, questa preside lo descrive bene il provveditore Giuseppe Antonio Panzardi: "Filomena Massaro appartiene alla generazione dei dirigenti scolastici che hanno fatto del ‘buon senso’ il faro illuminante della propria azione dirigenziale. In tanti anni di carriera ha sempre trovato la modalità più corretta per risolvere i problemi, per affrontare le complessità delle scuole che ha diretto, per gestire le relazioni e i rapporti con il personale e con il territorio".

Massaro è stata maestra per molti anni durante i quali ricopre varie funzioni in appoggio ai suoi presidi

Massaro è stata maestra per molti anni durante i quali ricopre varie funzioni in appoggio ai suoi presidi

Il ringraziamento 

Insomma, prosegue il provveditore, "un esempio da seguire, un modello di professionalità e di equilibrio per tutti i suoi colleghi. A nome mio e di tutta l’amministrazione scolastica desidero ringraziarla per il prezioso contributo dato in questi anni alla scuola bolognese, formulando i migliori auguri per aver raggiunto, al termine di una carriera impeccabile, il meritato traguardo".

Maestra per molti anni poi il salto

Tutto vero. Diplomata al liceo Galvani, un alloro in Lettere classiche, entra in classe nel 1983: maestra per molti anni durante i quali ricopre varie funzioni in appoggio ai suoi presidi. Il salto, dall’altra parte della scrivania, nel 2007: titolare al comprensivo di Monterenzio e reggente in quella che saranno le sue scuole fino ad ora: il comprensivo 12 di cui diventa la preside nel 2008.

"Le nuove generazioni meritano sempre il meglio. La società ha bisogno di una scuola che funzioni e guardi al futuro, anche quando sembra impossibile. Ci si deve impegnare solo per loro: gli alunni". Un pensiero che si è tradotto in sperimentazioni e innovazione. Impossibile elencare i progetti attivati da lei. Due su tutti: il comprensivo è capofila nazionale sia per l’outdoor education sia per la formazione ("fondamentale") di docenti e personale Ata.

La cifra che più la caratterizza è quella del ‘noi’

"Da sola – ammette – io non sarei andata da nessuna parte. L’io dirigenziale non costruisce una comunità educante, ma la distrugge. Sempre il noi". Di ‘noi’ ovunque sia passata ce ne sono sempre stati: gruppi di lavoro, vera ricchezza di una scuola, da lei sempre valorizzati. Basti pensare alle elementari Romagnoli e alla media Saffi, al Pilastro di cui è stata reggente: un formidabile gruppo di lavoro che ha risollevato due scuole.

Boom di iscrizioni anche extra Pilastro. Lontano dai riflettori con una solida sponda nel Quartiere San Donato e nell’allora presidente, Simone Borsari con cui ha siglato, ricorda lui, "una vera alleanza educativa a favore di un territorio complesso". Momenti duri o di crisi? Molti. Basti pensare al Covid. "Pensavo di non farcela". Oppure la recente alluvione quando è stata l’unica preside ad aver lasciato a casa, per sua sicurezza, anche il personale Ata, nonostante l’ordinanza del Comune che sospendeva solo le lezioni, lasciando a casa i docenti e non dade, segretarie e tecnici.