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Se hai l’umlaut nel cognome l’app IO ti rimbalza: il bug dei "due

July 15, 2026

BOLZANO. L'era della digitalizzazione all'italiana si scontra con la grammatica tedesca e, manco a dirlo, a farne le spese sono i cittadini dell'Alto Adige. Da un anno e mezzo il governo spinge forte sull'acceleratore dell'IT-Wallet, il portafoglio digitale integrato dentro l'app IO che permette di tenersi sullo smartphone la versione digitale di patente, tessera sanitaria e carta della disabilità. Sulla carta si tratta di un successo clamoroso: i dati nazionali aggiornati a oggi parlano di 15 milioni di utenti attivi e più di 20 milioni di documenti già caricati sul cloud. Tutto bellissimo, moderno e comodo, a patto però che nel nome o nel tuo cognome non compaiano i classici due puntini sopra le vocali.

Se ci si chiama Müller, Bär o Öhler, tentare di digitalizzare la patente su IO si trasforma infatti in un vicolo cieco tecnologico. Nel momento in cui si prova a caricare il documento, il sistema si inceppa bruscamente, sputa fuori un messaggio di errore generico e impedisce di completare la procedura, costringendo l'automobilista a rimettersi in tasca il vecchio pezzo di plastica.

Il paradosso burocratico-informatico è finito dritto sui banchi del Consiglio provinciale a Bolzano attraverso un'interrogazione depositata lo scorso 23 giugno da Maria Elisabeth Rieder, esponente di Team K. La consigliera d'opposizione ha raccolto le proteste e le segnalazioni di diversi cittadini rimasti tagliati fuori da un servizio che, come lei stessa ha ricordato, diventerà sempre più centrale e imprescindibile per l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione.

La replica del governatore Arno Kompatscher ha confermato che il problema esiste ed è tutt'altro che una svista da poco. La giunta si è mossa a vari livelli, tanto che la questione è arrivata direttamente a Roma all'inizio del 2026. Kompatscher ne ha parlato faccia a faccia con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e per il momento la risposta ufficiale della macchina ministeriale è un classico "gli uffici competenti stanno studiando possibili soluzioni", senza però alcuna tempistica certa.

Ma dove sta l'inghippo? A quanto pare, la colpa non è dei programmatori dell'app IO, che si limitano a pescare i dati messi a disposizione dai vari enti. Secondo un'analisi del portale specializzato DDay, il vero cortocircuito si nasconde nei server della Motorizzazione Civile, l'ente che gestisce e rilascia le patenti. Nei loro vecchi database, i cognomi contenenti la metafonia (l'umlaut) sarebbero stati registrati e trascritti con criteri grafici diversi rispetto a quelli standard utilizzati dall'Anagrafe Nazionale (ANPR).

Di conseguenza, quando l'app IO tenta di far dialogare le due banche dati per verificare l'autenticità del documento e fare l'incrocio dei dati, i computer non si capiscono. Trovando una discrepanza tra il "Muller" o "Mueller" della Motorizzazione e il "Müller" dell'Anagrafe, il sistema vede due identità formalmente diverse e, per ragioni di sicurezza, blocca tutto. Un pasticcio di competenze e archivi digitali che, finché non verrà risolto a Roma, rischia di lasciare migliaia di altoatesini un passo indietro nella transizione digitale.