Premessa d’obbligo: fare pronostici quando mancano ancora diversi giorni alla fine del mercato è una missione impossibile. Incrociando però le prime impressioni con i pareri più autorevoli di diversi addetti ai lavori (tra cui Tesser) si può azzardare una panoramica su quelli che potrebbero essere - almeno inizialmente - i rapporti di forza del girone B.
Lo Spezia è probabilmente già oggi la squadra con il potenziale maggiore. Il nuovo tecnico Turati ha a disposizione un organico che potrebbe fare bella figura in Serie B (Micai, Vignali, Bastoni, Adamo, Cassata, Soleri, Mazzocchi…) e alle spalle c’è una piazza storica che spinge. Se lo chiedete al tecnico della Reggiana, per esempio, vi dirà che è la favorita principale.
Poco dietro, probabilmente, si piazzano il Pescara e il Ravenna. Gli abruzzesi si sono affidati alla grinta e alle idee di mister Buscè per provare a risalire subito. Valzania, Merola, Cangiano sono alcuni degli uomini di punta di un organico di spessore e di grande tradizione. I romagnoli, primi avversari della Regia, si sono presi le copertine grazie al colpo mediatico Ronaldinho, ma dietro ai lustrini c’è molto di più: una proprietà ambiziosa (Cipiriani) e un collettivo collaudato da un paio di anni insieme e qualche aggiunta di spessore (tra cui il ‘nostro’ Maggio).
Attenzione poi anche al Perugia: in panchina è arrivato Aimo Diana che si è subito ‘ripreso’ il fedelissimo Kabashi, l’altro ex granata Cavallini oltre a Canotto e al talento di Cortesi. Parliamo anche in questo caso di una città che per tanti anni è stata abituata al calcio che conta e che non parte mai per vivacchiare. Gli umbri cercheranno di essere protagonisti e si candidano al ruolo di ‘outsider’, a ridosso delle presunte big.
Un discorso molto simile a quello del Livorno, altra città abituata al calcio di alto livello, caduta in disgrazia negli ultimi tempi, ma con grande voglia di riscatto. In panchina c’è Cristiano Lucarelli, dal mercato sono arrivati nomi importanti come Aramu, Djidji e Arrigoni. Diciamo che da queste cinque, a cui va aggiunta ovviamente anche la nostra Reggiana, uscirà probabilmente la vincente del campionato.
Sono le ‘sei sorelle’: tutte candidate alla zona playoff. Dietro a loro ci sono poi altri club che si sanno muovere bene in categoria. La Vis Pesaro, per esempio, dove Gennari ha ereditato l’ottimo lavoro di Stellone (attenzionato anche dalla Reggiana prima di puntare forte su Tesser). È la classica squadra che potrebbe stare costantemente nella parte sinistra della classifica e magari spingersi anche più su. Il giocatore chiave è il centrocampista Di Paola, mago degli assist e in avanti c’è l’esperienza di Nicastro.
Occhio anche alla Sambenedettese: il ‘Riviera delle Palme’ è uno stadio sempre difficile da espugnare, a maggior ragione se a guidare le truppe c’è un trainer esperto come Boscaglia con un attaccante di livello per la categoria come Sgarbi. Una discreta ‘trappola’ potrebbe essere rappresentata anche dal Campobasso di Devis Mangia: ottimo il centrocampo con Fogliata e Gargiulo, sempre pericolose le folate di Bifulco sulla sinistra. Sembra un team da prendere con le molle, esattamente come il Guidonia di Giovanni Lopez, atteso alla conferma dopo un buon triennio all’Albinoleffe. L’anno scorso ha lottato esclusivamente per la salvezza, da questa stagione potrebbe ambire a qualcosa in più. Discorso simile anche per la Torres, in altalena negli ultimi anni, ma con la continuità di Greco in panchina e qualche baby intrigante (Kebbeh, difensore classe 2006 su tutti).
Il Gubbio sarà la prima rivale in trasferta dei granata: allena un veterano come Di Carlo e il ‘Barbetti’ è sempre un campo difficile. Di Noia in mezzo e Ghirardello in attacco i pezzi pregiati. È poi sempre difficile ‘fare le carte’ alle squadre ‘succursali’ dei team di Serie A, perché hanno giovani che possono esplodere (o implodere) in pochi mesi, ma l’Atalanta Under 23 – oggi in mano a Beati - va trattata con rispetto. Un passo più indietro invece il Forlì, il Latina, la Pianese e il Pineto e assieme a loro le neopromosse: Grosseto, Ostiamare (il presidente sarà Alberto De Rossi, papà di Daniele) e Vado partono inevitabilmente con l’obiettivo principale della salvezza.