Le associazioni: «Gesto di odio»

di Sabrina Marinelli
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venerdì 7 agosto 2026, 04:40 - Ultimo aggiornamento: 07:57
SENIGALLIA - Violenta lite al Foro Annonario, dove un aperitivo all'aperto è degenerato tra un cliente e una venditrice ambulante. È successo tra i tavoli del ristorante "Da Pelo Canestrari", attorno alle 19,30 di lunedì. La donna, di origini africane, si è avvicinata con l’obiettivo di vendere un ventaglio o dei braccialetti a una ragazza seduta con i genitori. La giovane, forse seccata da tanta insistenza, ha rifiutato con determinazione. Al no deciso, la venditrice le ha dato della maleducata. A quel punto il padre è scattato in sua difesa. Ne è scaturito un acceso battibecco e l’uomo a un tratto le ha lanciato un bicchiere d'acqua dopo averle chiesto di andarsene. La reazione dell’ambulante è stata furiosa. Prima gli ha sputato in faccia, poi ha afferrato una bottiglia dal tavolo e stava per dargliela in testa.
La ricostruzione
L’intervento di un cameriere è stato provvidenziale. È riuscito a fermarla ma ha rimediato uno schiaffo.
Questa la versione ricostruita dalla polizia, intervenuta sul posto, dopo aver ascoltato vari testimoni che verranno risentiti. Il cliente è, infatti, intenzionato a sporgere denuncia contro la donna e un passante, che lo avrebbe bollato come razzista.
La condanna
In difesa dell’ambulante si sono schierate numerose associazioni (Libera, Collettivo Ortica, Rete Femminista Marche, Arvultura, Spi Cgil Donne, FactoryZeroZero, Dalla parte delle Donne, GrlS, Arci, Scuola di Pace e Rete per la Pace) con una nota congiunta: «Si condanni ogni prevaricazione e non ci si volti dall’altra parte di fronte a gesti di odio e violenza verso i vulnerabili. Senigallia deve restare una comunità accogliente e antirazzista, dove il rispetto umano viene prima del decoro». Fanno sapere che si tratta di una migrante incinta. La polizia non è riuscita a identificarla perché era stata allontanata. «Sono veramente dispiaciuto per quanto accaduto – la replica del ristoratore alle associazioni - la violenza che ne è scaturita non se la merita nessuno, né chi l'ha vista né chi l'ha subita. Ma qui non si tratta di discriminazione razziale, di genere o di etnia: basta propaganda politica». Un’attività che non nega mai un piatto o un bicchiere d’acqua a chi ne ha davvero bisogno.
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