Paolo Maldini, al Corriere, ha raccontato la sua versione: «Volevamo la rifondazione del calcio». Malagò, alla Gazzetta, rivendica la scelta di Diana Bianchedi come capa della delegazione della Nazionale
Sarà stato solo un caso, ma l’incrocio non è passato inosservato. Tanto da assomigliare una sfida a distanza tra Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, e Paolo Maldini, che ha lasciato il ruolo di presidente del Club Italia, dopo averlo assunto pochi giorni prima. L’ex calciatore del Milan ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera, l’ex numero del Coni ha parlato invece con la Gazzetta dello sport.


Maldini è stato netto: «I patti sono stati rivisti, di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi», ha detto spiegando le ragioni del passo indietro dopo il no alla nomina di Andrea Pirlo come ct della Nazionale. Il dirigente è tornato anche sul caso dell’accordo di sponsorizzazione tra l’allenatore e la società di scommesse russa, Fonbet: «Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato».
Insomma, era venuta meno la fiducia tra Maldini e i vertici federali di fronte a un impegno importante: «Non si trattava solo di rilanciare la Nazionale. C’era da rifondare il calcio italiano», ha evidenziato la bandiera milanista. Non c’è stata la mano libera che era stata promessa.
Il progetto, infatti, guardava in prospettiva. «La rifondazione del calcio italiano richiede tempo. Formare nuovi talenti e una nuova mentalità è un percorso lungo. Imponeva di creare un nuovo movimento in cui fossero coinvolte tutte le componenti federali: serie A, serie B, serie C, dilettanti, le associazioni degli allenatori, dei giocatori, degli arbitri».


Maldini ha anche rivelato alcuni retroscena della trattativa con Pep Guardiola, accostato a lungo alla panchina azzurra: «Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli». Poi, però, il tecnico ha rifiutato: vuole riposare dopo il ciclo al Manchester City.
Infine il rimpianto e la preoccupazione di Maldini: «Temo che sarà data molta importanza alla Nazionale, e molta meno alla rifondazione del calcio italiano»
Malagò e la scelta Bianchedi
Malagò, alla Gazzetta dello Sport, ha raccontato la nuova sfida, che riparte con Roberto Mancini come allenatore della Nazionale. «Sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante», ha detto, elencando i nomi della struttura, da Claudio Ranieri a Gianfranco Zola.
Il presidente della Figc ha rivendicato la scelta di affidare all’ex schermitrice, Diana Bianchedi, il ruolo di capa delegazione, nonostante non si sia mai direttamente occupata di calcio: «Il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana (Bianchedi, ndr) gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni».


Malagò ha parlato anche dell’addio di Maldini e Leonardo: «La decisione sua, e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quello che io chiamo linearità di comportamento».
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