Punti chiave
-
IL PUNTO
-
20:14 India: ‘Inviati in Nepal medici, soccorritori e aiuti umanitari’
-
18:40 Almeno 584 morti e oltre 2.400 dispersi, il bilancio aggiornato
-
16:48 Nepal, 579 morti e 1.924 dispersi dopo le inondazioni
-
16:20 Autorità Nepal: ‘121 turisti salvati, 622 ancora dispersi’
-
16:08 Save the Children, almeno 69 scuole danneggiate o distrutte in Nepal
-
15:10 Nei video dei sopravvissuti auto e costruzioni spazzate dal fango
-
14:25 Il Nepal rifiuta per ora le squadre straniere di soccorso
-
14:10 L’Ue stanzia 2 milioni in aiuti umanitari per le vittime dell’alluvione in Nepal
-
14:08 Arrivata a Kathmandu la task force della Farnesina
-
13:58 Ritrovati vivi altri due portoghesi dispersi in Nepal
-
13:10 Il disastro in Nepal un campanello d’allarme del riscaldamento globale
-
12:39 I soccorritori raggiungono l’epicentro della frana in Tibet
-
12:17 Autorità Nepal, ‘il bilancio delle vittime dell’alluvione sale a 538’
-
10:57 La Cina riprende le operazioni di ricerca dei dispersi dopo la frana in Tibet
-
10:16 ‘Salgono a 489 le vittime delle inondazioni nel Paese’
-
08:27 Polizia del Nepal: ‘2.381 i dispersi di cui 644 stranieri dopo l’alluvione’
-
08:08 Xi presiede riunione del Partito sui soccorsi dopo la frana in Tibet
-
07:56 Salgono a 475 le vittime delle inondazioni in Nepal
-
07:02 Oltre 100 lavoratori intrappolati nel tunnel di una centrale idroelettrica in Nepal
-
06:37 I media cinesi: ‘Stop al soccorso in Tibet per rischio nuove alluvioni’
-
05:17 La polizia nepalese: ‘Sale a 469 il bilancio delle vittime delle inondazioni’
-
05:16 Pechino: ‘Evacuati 555 turisti rimasti bloccati dopo la frana in Tibet’
IL PUNTO
Il fango ha cancellato strade e ponti, trascinato via case e isolato intere comunità lungo il confine tra Nepal e Cina. I soccorritori continuano a scavare tra i detriti, ma il rischio di una nuova inondazione per la tracimazione di un lago fa correre veloce le lancette del tempo, mettendo a rischio anche il salvataggio di 100 lavoratori bloccati dentro un tunnel di una centrale elettrica.
E, ora dopo ora, il bilancio della devastante alluvione e della frana sul versante tibetano continua ad aggravarsi. Sono almeno 584 i morti e oltre 2.400 le persone ancora disperse, tra cui oltre 600 cittadini stranieri, secondo gli ultimi dati delle autorità nepalesi e cinesi. Tra gli stranieri di cui non si hanno notizie ci sono sempre tre italiani: Marco Ratto, 50enne di Rapallo, e una coppia italo-svizzera. Mentre a Kathmandu è arrivata anche la task force dell'Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi.
È in questo contesto che resta drammatica anche la situazione delle persone intrappolate nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa. L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti, ma oltre 100 persone sono ancora bloccate lì dentro. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dalle condizioni meteorologiche avverse e dall'elevata portata del fiume Bhotekoshi.
Il Nepal sta monitorando due laghi di sbarramento formatisi a monte della zona colpita dopo il collasso glaciale e le successive frane. Uno dei bacini ha iniziato a tracimare, facendo salire il livello del Bhotekoshi e alimentando il timore di nuove inondazioni a valle. Le autorità nepalesi stanno monitorando entrambi i laghi e hanno mantenuto alta l'allerta: il pericolo di nuove alluvioni difficilmente potrà essere considerato superato finché la situazione non sarà stabilizzata.
Le condizioni avverse avevano imposto anche una temporanea sospensione delle operazioni di ricerca e soccorso, poi riprese dopo che l'aumento del livello dell'acqua è stato giudicato gestibile. Anche sul versante cinese i soccorritori avevano dovuto fermarsi e mettersi al riparo. I primi soccorritori professionali cinesi hanno poi raggiunto l'area centrale della catastrofe, mentre centinaia di uomini, mezzi e droni continuano a operare per cercare i dispersi e monitorare la situazione.
La risposta di Pechino si è intanto fatta anche politica. Il Politburo del Partito comunista cinese si è riunito sotto la presidenza di Xi Jinping per esaminare la gestione dell'emergenza e ha chiesto di intensificare al massimo le ricerche dei dispersi. In un messaggio al presidente nepalese Ram Chandra Paudel, Xi ha espresso le condoglianze per le vittime e ha assicurato che la Cina è pronta ad assistere il vicino nelle operazioni di soccorso e a fornire, per quanto possibile, "sostegno e aiuti".
Ma proprio mentre Pechino tende la mano, Kathmandu ha fatto sapere di non avere per ora bisogno di squadre straniere di ricerca e soccorso, nonostante le offerte arrivate da diversi Paesi, tra cui appunto la Cina. La decisione ha alimentato anche un'interpretazione politica: secondo Dinesh Bhattarai, ex ambasciatore nepalese presso le Nazioni Unite a Ginevra, la scelta potrebbe essere legata alla particolare sensibilità di Rasuwa, distretto al confine con il Tibet cinese. Il portavoce del ministero degli Esteri nepalese Lok Bahadur Chhetri ha però respinto questa lettura, affermando che la decisione non ha nulla a che vedere con la sensibilità cinese sull'area.
Kathmandu ha comunque ricevuto offerte di sostegno di altro tipo. La Corea del Sud, che ha nove cittadini dispersi e altri dieci bloccati in una centrale idroelettrica, ha detto che continuerà a negoziare con il Nepal e ha promesso un milione di dollari di aiuti umanitari attraverso organizzazioni internazionali. La Cei ha intanto stanziato 500mila euro di aiuti e l'Unione europea 2 milioni di euro per sostenere le comunità colpite con cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile, servizi igienico-sanitari e alloggi.
Le immagini della tragedia e i soccorsi
20:14
India: 'Inviati in Nepal medici, soccorritori e aiuti umanitari'
Il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, afferma su X che l'India ha inviato nel Nepal colpito dalle inondazioni "un terzo volo con a bordo 10 tonnellate di aiuti umanitari" "A bordo si trova anche una squadra di 11 persone composta da medici e paramedici e un team di ricognizione specializzato in operazioni di salvataggio in galleria", ha dichiarato il ministro indiano.
18:40
Almeno 584 morti e oltre 2.400 dispersi, il bilancio aggiornato
Il bilancio dell'alluvione tra Tibet e Nepal, in costante aggiornamento a causa della drammatica evoluzione della situazione sul campo, è di 584 morti e oltre 2.400 dispersi
Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, in Nepal le vittime sono 579, mentre sul lato cinese ne sono state comunicate 5. Sul fronte dei dispersi, in Nepal quelli confermati sono 1.924, tra cui oltre 500 stranieri. Sul fronte del Tibet le persone che mancano all'appello sono almeno 558, di cui 260 viaggiatori che per ora risultano irreperibili.
16:48
Nepal, 579 morti e 1.924 dispersi dopo le inondazioni
E' salito a 579 il numero delle persone morte nelle inondazioni in Nepal mentre quelle disperse sono adesso 1.924, tra cui 517 cittadini stranieri: lo affermano le autorità del Paese himalayano, riprese dalla Cnn.
16:20
Autorità Nepal: '121 turisti salvati, 622 ancora dispersi'
Sono 121 i turisti e viaggiatori salvati dopo le alluvioni dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli, mentre altri 622 risultano ancora irreperibili. Lo riferisce il Ente nazionale del turismo nepalese nell'ultimo aggiornamento, diffuso alle 17.30 ora locale, in coordinamento con la polizia e l'Autorità nazionale per la riduzione e gestione dei disastri. Lo riporta il Nepal news.
16:08
Save the Children, almeno 69 scuole danneggiate o distrutte in Nepal
Almeno 69 scuole nei distretti del Nepal settentrionale colpiti dalle inondazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate, mettendo a rischio il diritto all'istruzione di quasi 19.000 bambini. Si tratta, riferisce Save the Children, di dati preliminari destinati con ogni probabilità ad aumentare man mano che le squadre di soccorso riusciranno a raggiungere nuove aree.
Gli operatori di Save the Children a Nuwakot riferiscono che molti bambini stanno cercando di recuperare quel poco che è rimasto delle loro cose o ritrovare ciò che hanno perso, compresi libri scolastici e uniformi.
Intanto, dopo due giorni trascorsi isolati nella loro scuola dopo le devastanti alluvioni, 9 bambini hanno finalmente potuto fare ritorno alle proprie famiglie mentre proseguono le operazioni di soccorso per raggiungere altri studenti ancora coinvolti nell'emergenza. I bambini hanno raggiunto a piedi dalla scuola un punto di distribuzione degli aiuti dove Save the Children è presente con i propri operatori. Grazie al supporto dell'organizzazione, i 9 bambini hanno potuto ritrovare le loro famiglie.
"Ricongiungere i bambini alle loro famiglie dopo una catastrofe è una priorità assoluta e immediata", ha dichiarato Tara Chettry, Direttrice di Save the Children in Nepal.
15:10
Nei video dei sopravvissuti auto e costruzioni spazzate dal fango
Auto, furgoni e costruzioni spazzati via dal fango in pochi istanti. Nei video dei sopravvissuti italiani all'alluvione in Nepal le immagini dei villaggi più colpiti.
Stefano Lotumulo, uno degli italiani che è riuscito a mettersi in salvo, si trovava a Timure e, sul suo profilo Instagram, ha pubblicato gli istanti in cui l'alluvione si è abbattuta a pochi metri da lui. Nel video si vede una costruzione che viene spazzata via dall'onda di fango assieme a camion, macchine e pali della luce. Poi quel che resta dell'insediamento: solo fango e distruzione.
14:25
Il Nepal rifiuta per ora le squadre straniere di soccorso
Il Nepal ha fatto sapere di non avere al momento bisogno di assistenza straniera nelle operazioni di ricerca e soccorso dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito diverse località del Paese, nonostante le offerte di aiuto arrivate da numerosi governi, riferisce il sito di Reuters. "Le nostre agenzie di sicurezza stanno svolgendo le operazioni di ricerca e soccorso. Per ora non abbiamo bisogno di questo tipo di aiuto", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri nepalese, Lok Bahadur Chhetri. Tra i Paesi che hanno chiesto a Kathmandu di autorizzare l'invio di squadre di ricerca e soccorso figurano India, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Sri Lanka e Bangladesh, secondo quanto riferito dal Kathmandu Post. La Corea del Sud ha confermato che il Nepal ha indicato di non avere intenzione, al momento, di accettare squadre straniere. "La Corea del Sud continuerà a negoziare con il Nepal sulla questione", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Seul. Il Paese ha inoltre promesso 1 milione di dollari di aiuti umanitari attraverso organizzazioni internazionali. La situazione è particolarmente rilevante per Seul perché nove cittadini sudcoreani che lavoravano in una centrale idroelettrica risultano dispersi, mentre altri dieci sono rimasti bloccati, secondo il ministero degli Esteri sudcoreano.
La decisione di Kathmandu di non accettare squadre straniere è stata collegata da Dinesh Bhattarai, ex ambasciatore nepalese presso le Nazioni Unite a Ginevra, alla particolare sensibilità della zona di Rasuwa, confinante con il Tibet cinese. Secondo Bhattarai, il governo potrebbe aver tenuto conto della posizione geografica dell'area nel decidere di non accettare squadre straniere. Il portavoce del ministero degli Esteri nepalese ha però respinto questa interpretazione, affermando che la decisione non è legata alla sensibilità della Cina sul Tibet, ma al fatto che le squadre di soccorso nepalesi stanno gestendo direttamente le operazioni.
14:10
L'Ue stanzia 2 milioni in aiuti umanitari per le vittime dell'alluvione in Nepal
In risposta alla devastante alluvione lampo in Nepal, l'Unione Europea ha stanziato 2 milioni di euro in aiuti umanitari per sostenere le comunità colpite. Questo finanziamento di emergenza contribuirà a soddisfare i bisogni immediati, tra cui cibo, assistenza sanitaria, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. I partner finanziati dall'Ue stanno già fornendo assistenza sul campo.
14:08
Arrivata a Kathmandu la task force della Farnesina
È arrivata a Kathmandu la task force dell'Unità di Crisi della Farnesina insieme al personale dell'Ambasciata d'Italia a New Delhi, inviati su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l'assistenza ai connazionali. Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi. Lo rende noto la Farnesina. Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d'Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina). Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell'area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali. Si invitano inoltre i connazionali presenti nell'area a registrare la propria presenza sul portale 'Dove siamo nel mondo', a consultare il sito 'Viaggiare Sicuri' e a scaricare l'App Viaggiare Sicuri dell'Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione.
13:58
Ritrovati vivi altri due portoghesi dispersi in Nepal
Sono stati ritrovati sani e salvi due cittadini portoghesi dati come dispersi nell'alluvione di mercoledì fra Nepal e Tibet. Lo fanno sapere fonti diplomatiche citate dall'agenzia di notizie Lusa. Le stesse fonti, tuttavia, avvisano che ci sarebbero altri due portoghesi dispersi, il cui numero rimane dunque fisso a tre cittadini, un uomo e due donne, intorno ai quali proseguono le ricerche. Ieri il ministro degli Esteri Paulo Rangel ha approfittato per fare un appello ai portoghesi affinché si registrino sempre nell'apposita app del ministero quando intraprendono un viaggio. "È molto importante che tutte le persone che si recano in luoghi potenzialmente pericolosi o poco conosciuti si registrino sull'app 'Viaggiatore' del Ministero degli Affari Esteri", ha affermato.
13:10
Il disastro in Nepal un campanello d'allarme del riscaldamento globale
Il crollo del ghiacciaio all'origine del disastro tra Nepal e Tibet è un campanello dell'allarme sull'instabilità crescente delle zone d'alta quota dovuta al riscaldamento globale: è l'analisi pubblicata su Nature, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali che raccogliendo le voci di vari esperti sottolinea come il cambiamento climatico possa innescare frane e alluvioni con più frequenza.
E' ancora difficile fare una stima precisa del numero di vittime e danni dovuta alla frana e l'alluvione lampo avvenuta lunga il sistema fluviale del Bhotekoshi, dove vivono decine di migliaia di persone e meta di turismo internazionale, e ci vorrà ancora del tempo - sottolinea l'artico di Nature - per stabilire in che misura il riscaldamento globale abbia influito su questo crollo glaciale. "Ma lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, ossia il terreno e rocce perennemente ghiacciati, almeno fino ad ora, nell'Himalaya ha probabilmente contribuito all'evento", ha spiegato Göran Ekström, geofisico della Columbia University di New York.
"Il riscaldamento globale sta influenzando le regioni di alta quota in tutto il mondo - ha aggiunto Alton Byers, geografo di montagna dell'Università del Colorado a Boulder - e queste inondazioni catastrofiche stanno diventando più frequenti".
Dalle prime analisi emergerebbe sempre più quanto un evento di questo tipo sia stato un qualcosa di imprevedibile, sottolinea Nature: all'origine non sarebbe stato né un terremoto né il crollo di un lago glaciale, e neppure si sarebbero registrate precipitazioni intense. Tutto sembrerebbe sia stato dovuto a una frana di ghiaccio avvenuta da un ghiacciaio che al momento non era né studiato né monitorato attentamente: "eventi come questi non si possono prevedere", ha detto Byers. Un distacco probabilmente dovuto all'instabilità del permafrost, causata dallo scioglimento, su cui poggia il ghiacciaio.
12:39
I soccorritori raggiungono l'epicentro della frana in Tibet
I soccorritori in Tibet hanno raggiunto l'area principale devastata dalla violenta frana che ha colpito la regione, hanno riferito i media statali cinesi, mentre le ricerche di centinaia di dispersi proseguono in condizioni difficili. "Intorno alle 16.30 (le 10 in Italia ndr) del 28 agosto, sei membri della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Tibet e 15 membri e un cane della prima squadra di intervento del Corpo dei vigili del fuoco e dei soccorsi del Sichuan sono arrivati nell'area di confine", riferisce Xinhua, spiegando che "sono le prime squadre professionali ad aver raggiunto il luogo centrale delle operazioni di soccorso".
12:17
Autorità Nepal, 'il bilancio delle vittime dell'alluvione sale a 538'
È salito a 538 il numero delle vittime in Nepal a seguito dell'inondazione che ha colpito il Paese himalayano: lo afferma l'Autorità nazionale del Nepal per la riduzione del rischio e la gestione dei disastri (Ndrrma) citata dalla Bbc. Secondo l'agenzia governativa Ndrrma, 977 persone risultano al momento disperse, tra cui 517 cittadini stranieri.
10:57
La Cina riprende le operazioni di ricerca dei dispersi dopo la frana in Tibet
La Cina ha ripreso le operazioni di ricerca e soccorso dei dispersi a Gyirong, in Tibet, dopo la sospensione temporanea decisa per il rischio di una nuova alluvione provocata dal possibile cedimento del lago di sbarramento. Lo riferisce Xinhua. Secondo l'agenzia cinese, nell'area ci sono 681 soccorritori e 113 veicoli delle forze nazionali di soccorso antincendio: 415 uomini e 75 veicoli della squadra del Tibet, 155 uomini e 38 veicoli della squadra mobile del Sichuan e 111 membri della squadra cinese di ricerca e soccorso. Altri 6.612 equipaggiamenti e materiali di soccorso, appartenenti a 19 categorie, sono stati inoltre inviati verso la città di Gyirong. Le operazioni, spiega Xinhua, vengono condotte contemporaneamente via acqua, terra e aria. Le squadre utilizzano gommoni per raggiungere le aree colpite lungo i corsi d'acqua, procedono a piedi attraverso le montagne e impiegano droni per la ricognizione e il trasporto di materiali. Una squadra avanzata sta inoltre effettuando rilievi e monitoraggi dell'area più colpita e del lago formatosi a seguito dello sbarramento delle acque.
10:16
'Salgono a 489 le vittime delle inondazioni nel Paese'
E' salito a 489 il numero delle vittime delle inondazioni che hanno colpito il Nepal: lo scrive la Bbc citando la polizia. Sempre secondo l'emittente britannica, l'esercito nepalese afferma di aver tratto in salvo 900 persone dalle zone più colpite dalla tragedia, tra cui 119 cittadini stranieri, 92 dei quali cittadini indiani.
08:27
Polizia del Nepal: '2.381 i dispersi di cui 644 stranieri dopo l'alluvione'
Sono 2.381 le persone che risultano ancora disperse dopo la devastante alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce la polizia nepalese, secondo quanto riportato da Nepal News. Proseguono le operazioni di soccorso: secondo quanto riferito dal portavoce della polizia finora sono state tratte in salvo 1.545 persone: 644 a Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading. Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.
08:08
Xi presiede riunione del Partito sui soccorsi dopo la frana in Tibet
Il leader cinese Xi Jinping ha presieduto una riunione della leadership del Partito comunista cinese (Pcc) dedicata agli interventi di soccorso e assistenza dopo la devastante frana che ha colpito la contea di Gyirong, nella regione autonoma del Xizang, nel sud-ovest della Cina. Lo riferisce Xinhua. All'inizio della riunione, Xi, segretario generale del Comitato centrale del Pcc, presidente cinese e presidente della Commissione militare centrale, e gli altri dirigenti presenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del disastro. La frana ha colpito mercoledì il valico di frontiera di Gyirong.
07:56
Salgono a 475 le vittime delle inondazioni in Nepal
E' salito a 475 il numero delle persone morte nell'inondazione che ha colpito mercoledì il distretto di Resuwa, in Nepal: lo riporta la Bbc citando la polizia del Paese himalayano.
07:02
Oltre 100 lavoratori intrappolati nel tunnel di una centrale idroelettrica in Nepal
L'esercito nepalese ha tratto in salvo 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati nel tunnel dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, colpito dalla devastante piena del fiume Bhotekoshi. Lo riferiscono Nepal News e Radio Nepal, precisando che le operazioni di soccorso proseguono per raggiungere oltre 100 persone ancora bloccate all'interno del tunnel. Secondo Kantipur, le 350 persone erano rimaste intrappolate nel tunnel dopo la piena verificatasi mercoledì mattina. L'esercito ha riferito di aver messo complessivamente in salvo 883 lavoratori e residenti nelle aree colpite di Rasuwa nella sola giornata di giovedì. L'operazione all'interno del tunnel è particolarmente complessa per le condizioni meteorologiche avverse e l'elevata portata del fiume, secondo Nepal News.
06:37
I media cinesi: 'Stop al soccorso in Tibet per rischio nuove alluvioni'
La Cina ha sospeso un'operazione di soccorso a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni in Tibet. Lo riferisce La Cctv spiegando che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di soccorso. "Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni", aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l'area "hanno ricevuto l'ordine di ritirarsi di un chilometro".
05:17
La polizia nepalese: 'Sale a 469 il bilancio delle vittime delle inondazioni'
È salito a 469 il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni improvvise che hanno colpito mercoledì mattina il distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce Nepal News, citando i dati diffusi dalla polizia nepalese. Secondo la polizia, 12 corpi sono stati recuperati nel distretto di Rasuwa e 37 in quello di Nuwakot. Altri 33 sono stati ritrovati a Dhading, 44 a Gorkha e 178 a Chitwan. Le autorità hanno inoltre recuperato 28 corpi nel distretto di Tanahun, 110 a Nawalparasi Bardaghat Purba e 27 a Nawalparasi Bardaghat Paschim. La polizia nepalese ha aggiunto che 28 suoi agenti risultano ancora dispersi dopo il disastro.
05:16
Pechino: 'Evacuati 555 turisti rimasti bloccati dopo la frana in Tibet'
Sono stati trasferiti 555 turisti rimasti bloccati nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana di fango che ha colpito l'area al confine tra Cina e Nepal. Lo riferisce Xinhua, citando il quartier generale dei soccorsi per il disastro nella contea di Gyirong. Secondo l'agenzia cinese, 499 persone colpite dalla frana sono state sistemate. Il numero comprende 180 persone del villaggio di Guoba, 40 del villaggio di Seqiong e 107 del villaggio di Labi, oltre a 55 residenti del villaggio di Laojiang, 88 del villaggio di Chongse e 29 lavoratori di una squadra di costruzione. Per quanto riguarda i turisti, Xinhua riferisce che le autorità hanno organizzato il rientro delle persone che avevano in programma di recarsi a Gyirong e hanno invitato gli ospiti già presenti negli alberghi a lasciare la zona. In coordinamento con i dipartimenti locali del turismo e della cultura, 555 turisti interessati dal disastro sono stati evacuati in base ai loro itinerari.