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Si schianta a 17 anni con l’auto rubata, cos’è l’Adhd e perché non è “super potere”: “Il servizio è carente”

September 5, 2026

Disturbo Adhd, la garante «Il servizio ora è carente: neuropsichiatri tagliati» Dopo il recente caso del 17enne protagonista dello schianto con l’auto rubata, parla Antonietta Italia: «La Prefettura dovrebbe dire all’Ast di assumerne tre»

Disturbo Adhd, la garante «Il servizio ora è carente: neuropsichiatri tagliati» Dopo il recente caso del 17enne protagonista dello schianto con l’auto rubata, parla Antonietta Italia: «La Prefettura dovrebbe dire all’Ast di assumerne tre»

Pesaro, 5 settembre 2026 – “Non chiamateli super poteri”. A mettere in guardia sulla sindrome Adhd, il disturbo comportamentale da deficit di attenzione/iperattività, è Francesco Cannadoro, uno che ha scoperto di esserne affetto a 45 anni. Cannadoro è diventato un blogger da 150mila follower approfondendo i temi relativi alla disabilità, vivendo quotidianamente questa dimensione in famiglia. E’ di Cannadoro che Antonietta Italia, garante delle persone con disabilità, ci parla quando le chiediamo di spiegarci cosa sia la sindrome Adhd, tirata in ballo dal babbo del 17enne denunciato per atti vandalici e furto d’auto per un fine settimana fuori dall’ordinario. Di colpo lo scenario è cambiato.

Ma che cosa è la sindrome Adhd?

“Vi invito ad ascoltare il video di Cannadoro. In breve posso dire che la sindrome è un disturbo del comportamento che solo in casi gravi sfocia nella disabilità. I casi di Adhd stanno aumentando in modo vorticoso: lo sanno tutti i neuroscienziati”.

Cosa vive la persona e chi le vive accanto?

“Gli stimoli che gli vengono dall’esterno possono essere ampliati, elaborati con la creatività accelerata del pensiero divergente e del pensiero arborescente, “che salta di ramo in ramo“. Per cui anche le reazioni agli stimoli sono di conseguenza esagerati. Possono esserci situazioni di iperattività e anche aggressività”.

Perché Cannadoro parla di superpoteri?

“Lo spiega: la Adhd, quando la persona è interessata alla situazione, può avere performance molto elevate in termini di produttività e problem solving”.

Cannadoro parla di un cervello accelerato che laddove gli altri vedono una soluzione, invece ne trova molte...

“Esatto. Ma questa condizione è continua e quindi può generare nella persona stessa forti disagi e disturbi di comportamento. Ma qui il problema non è il caso di cui trattiamo, ma il sistema con cui viene affrontato”.

Si schianta a 17 anni con l’auto rubata, cos’è l’Adhd e perché non è “super potere”: “Il servizio è carente”

Cioè?

“Se non si mettono in mente di fare i servizi come si deve, perderemo la guerra: in ballo c’è la salute e il benessere non solo della persona, ma anche delle famiglie con cui la persona con Adhd cresce e vive. Il costo sociale è molto alto e le istituzioni devono farsene carico come si deve”.

Non lo fanno?

“No, c’è carenza di professionisti. Fino a tre anni fa l’Azienda sanitaria regionale aveva in via Nanterre, due neuropsichiatri. Oggi meno di un terzo”.

In che senso?

“Chi è andato in pensione l’Ast non l’ha sostituito. Chi c’è con lo stesso orario di prima fa tutto da solo. La neuropsichiatra in capo all’area materno infantile di via Nanterre dove afferiscono tutti i casi sia di disabilità che disturbo di apprendimento che comportamentale si occupa da sola di tutto avendo come orario di servizio troppe poche ore. Il servizio attuale è totalmente inadeguato alle esigenze”.

Il sindaco Biancani è stato tirato in ballo dalla famiglia.

“Comprendo che il sindaco possa essere il primo riferimento per i cittadini, ma in casi in cui la parte sanitaria è dominante, i servizi sociali sono complementari all’azione dell’Ast. Ecco perché il Comune ha replicato che la competenza era dell’Ast”.

Insomma non è stato uno scarcabarile...

“Assolutamente no. Con un caso di Adhd ci muoviamo nell’ambito della neuropsichiatria. E il nodo è tutto nella carenza, nel pubblico, di figure essenziali come i neuropsichiatri e gli psicologi”.

La soluzione?

“Collocare in via Nanterre almno tre professionisti che si possano occupare di casi di età compresa tra 0 e 18 anni. Il Prefetto dovrebbe dire all’Ast di assumere tre neuropsichiatri».

Il privato non può sopperire al bisogno non soddisfatto?

“No. Deve essere un servizio pubblico territoriale perché poi fatta la diagnosi subentra l’interconnessione con la progettualità sociale che prevede un lavoro di rete, svolto in equipe con più figure coinvolte per attivare i percorsi educativi, didattici e quelli legati al tempo libero fino, eventualmente, all’inserimento in centri e comunità riabilitative qualificate. Solo il pubblico dispone di questa forza”.

Come fa a dire che il servizio è inadeguato?

“Per accedere al servizio Cure tutelari c’è una lista d’attesa di nove mesi. Serve una presa in carico seria. Non basta una visita una volta l’anno. Serve la psicoterapia infantile per arrivare alla diagnosi prima possibile e non in età avanzata: a Pesaro non è stata mai fatta. Servirebbe la “parent training“ (l’accompagnamento per i genitori): la sanità veneta la fa da 20 anni”.