
I ministri Piantedosi e Zangrillo al congresso del Siap. Pisani: "Il parametro dei residenti non basta più"

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Il parametro dei residenti "non è più adatto per stabilire gli organici della polizia". Vanno considerate anche le altre caratteristiche dei territori, a partire dal turismo. Ecco perché, per il capo della polizia Vittorio Pisani, "la soluzione migliore è un gruppo di lavoro con una delegazione dell’Anci", per fare una mappatura completa e puntuale dei singoli territori e definire così il fabbisogno concreto del numero degli agenti. Evitando "che un sindaco si sollevi e richieda più personale".
Una posizione condivisa dai ministri Matteo Piantedosi e Paolo Zangrillo, intervenuti ieri a Rimini insieme a Pisani alla giornata inaugurale dell’undicesimo consiglio generale del Siap, il sindacato italiano degli appartenenti alla polizia. La tavola rotonda di ieri con i ministri all’interno e alla pubblica amministrazione e il capo della polizia ha dato il via alla tre giorni del congresso, organizzato per celebrare i 40 anni del sindacato e affrontare i temi legati a organici, stipendi e tutele degli agenti. Ad aprire i lavori è stato l’assessore alla sicurezza Juri Magrini, che ha ringraziato pubblicamente il ministro Piantedosi per il recente decreto che ha permesso ai Comuni di usare parte dei proventi della tassa di soggiorno per interventi dedicati alla sicurezza. "Stanno dando benefici. Se la collaborazione vede elementi chiari ci sono benefici per tutti", dice Magrini. Per Piantedosi anche l’invito a ritornare presto a Rimini, per parlare di un’altra questione considerata fondamentale per Palazzo Garampi: la ’promozione’ della Questura riminese in una fascia più alta. Che consentirebbe di avere finalmente un organico in pianta stabile maggiore, rispetto a quello assegnato oggi in base al numero di residenti. È uno dei temi toccati proprio dal capo della polizia Pisani durante il suo intervento.
Piantedosi, dal canto suo, rivendica i risultati sulla sicurezza ottenuti dal governo. "Da due anni a questa parte registriamo un calo dei reati, ascrivibile in buona parte al lavoro delle forze di polizia e all’effetto di deterrenza che questo lavoro produce. Un calo che si sposa alla significativa diminuzione degli sbarchi, laddove un’immigrazione incontrollata incide sulla sicurezza oggettiva e su quella percepita, e a un incremento del 34% dei rimpatri". "Ma – aggiunge il ministro – non dobbiamo nasconderci dietro i numeri. La sicurezza resta al centro del dibattito e la crescente domanda di sicurezza nasce da una legittima aspettativa dei cittadini, che non va in alcun modo sottovalutata".
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