Portoscuso.
01 ottobre 2026 alle 00:13
Bonifiche eseguite, la Provincia sblocca l’Autorizzazione integrata ambientaleLa Provincia ha sbloccato l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla Sider Alloys di Portovesme: completati gli interventi di bonifica dell’area che era stata sottoposta a sequestro per la presenza di tonnellate di scarti di lavorazione dell’alluminio. Un anno e mezzo fa, dopo un controllo del Corpo Forestale, dell’Arpas, della Asl e della stessa Provincia, erano comparsi i sigilli nella sala elettrolisi e altri locali dello stabilimento. Allo stesso tempo, il pm Nicola Giua Marassi aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di discarica abusiva, consentendo però – dopo i primi accertamenti nello stabilimento – l’accesso all’area sequestrata per completare gli interventi di smaltimento delle tonnellate di scarti di lavorazione.
Il fascicolo
I vertici della Sider Alloys, difesi dagli avvocati Guido Manca Bitti e Paolo Angius, si sono messi subito in contatto con la magistratura perché venisse consentito l’avvio degli interventi di bonifica così da liberare la sala elettrolisi e alcuni padiglioni dove, nel corso degli anni di lavoro dell’Alcoa, era stato accatastato il materiale di scarto. Al momento del sequestro erano stati individuati tra gli 800 e i 1000 sacchi di residui: tonnellate materiale che si depositava nelle vasche dove si effettuava il processo di elettrolisi, indispensabile per la fabbricazione dell’alluminio. Erano stati iscritti nel registro degli indagati il direttore dei lavori di revamping e il direttore tecnico della società Gma, che aveva in appalto uno dei servizi nell’ex Alcoa.
Le bonifiche
Ma se da una parte l’inchiesta penale sta facendo il proprio corso, dall’altra gli avvocati della società che ha rilevato l’azienda specializzata nella produzione di alluminio hanno lavorato a stretto contatto con il pm Giua Marassi per consentire di portare a termine la bonifica. Gli enormi sacchi sono stati presi uno a uno e smaltiti in società specializzate. Da subito la difesa aveva contestato che si fosse trattata di una discarica abusiva, anche perché in realtà l’intero materiale era stato accumulato nel tempo per poi essere smaltito. Una procedura interrotta con la chiusura dell’Alcoa. «È un risultato importante – dicono i legali – che dimostra serietà e intenzioni concrete del nuovo proprietario. Il percorso giudiziario comporta ora scelte interpretative che devono essere proposte alla Procura per una valutazione»
La Provincia
Lo scorso 10 agosto la società ha richiesto la revoca della sospensione, allegando l’autorizzazione del pm al riutilizzo delle aree sotto sequestro per finalità produttive e aziendali. Ora, a conclusione dell’iter istruttorio, la Provincia ha revocato la sospensione ma la Sider Alloys ha alcune prescrizioni. «Il via libera all’Aia rappresenta un passaggio importante – ha detto il presidente della Provincia Mauro Usai – ma il nostro territorio ha bisogno soprattutto di certezze, investimenti e prospettive concrete per i lavoratori e per le loro famiglie. La Provincia continuerà a fare la propria parte e a mantenere alta l’attenzione su tutte le vertenze di Portovesme». Tra le prescrizioni c’è l’obbligo di comunicazione preventiva a Provincia e Arpas dei lavori di revamping sullo stabilimento e del riavvio della produzione. Inoltre entro tre mesi dall’Aia «e fino al momento del riavvio delle celle di elettrolisi – scrive la Provincia – si dovrà completare la copertura provvisoria delle celle anche scoperte, onde evitare la formazione di polveri negli ambienti adiacenti». Prescrizioni specifiche sui rifiuti: entro 30 giorni dall’Aia dovranno essere specificate «con chiarezza le aree utilizzate come deposito temporaneo dei rifiuti, cercando anche di razionalizzare le aree e concentrando in un’unica area tutti i rifiuti con un unico codice Er». Non è ancora il dissequestro, ma l’attività produttiva potrà finalmente ripartire.
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