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Sigfrido Ranucci chiede 5mila euro a un operaio sotto sfratto per un insulto social: «Pagliaccio truffatore». La difesa: «Non pagheremo»

October 15, 2026

Un commento sotto un post di Instagram e, pochi giorni dopo, una lettera legale con una richiesta da 5mila euro. È quello che è successo a un operaio di 45 anni di Oderzo, in provincia di Treviso, che avrebbe scritto «pagliaccio truffatore» sotto un contenuto pubblicato da Sigfrido Ranucci. A dare la notizia è stata la Tribuna di Treviso.

A scrivere all’uomo è stato Edno Gargano, legale del giornalista ed ex conduttore di Report. Gargano è un avvocato di Pescara che lavora con Antihater, società specializzata nell’assistere chi vuole agire contro gli insulti online, spesso scelta da personaggi famosi. Nella missiva si ricorda che la libertà di pensiero è tutelata dall’articolo 21 della Costituzione, ma si sostiene che quella frase non sia critica: per l’avvocato è diffamazione. Allegato alla lettera c’è anche lo screenshot del commento, con data, profilo e contenuto. Oltre ai 5mila euro, la richiesta comprende scuse formali a Ranucci e la cancellazione del commento.

Il termine era di sette giorni. Poi, avvertiva il legale, si sarebbe passati alle vie giudiziarie, anche con un procedimento d’urgenza.

Il problema è che l’operaio, a quanto si sa, non ha la disponibilità economica per pagare. Avrebbe infatti subìto uno sfratto per morosità e vive una situazione difficile. L’uomo si è affidato all’avvocato Tommaseo Ponzetta, di Ponte di Piave, che ha risposto per iscritto. Il commento, spiega la difesa, è già stato rimosso e l’operaio si scusa. Avrebbe scritto con superficialità, dopo aver seguito in tv i servizi sulla vicenda di Valter Lavitola e sull’ordigno piazzato davanti alla casa del giornalista. Le scuse non hanno però chiuso la questione. Gargano ha ribadito che «truffatore» è un’accusa pesantemente offensiva e ha confermato la richiesta, dicendosi però disponibile a rivedere la cifra alla luce delle difficoltà economiche dell’uomo. Dall’altra parte, la linea resta dura. «Non pagheremo», fa sapere Ponzetta.


Ultimo aggiornamento: giovedì 15 ottobre 2026, 14:41

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