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Silvia Salis e l'ipotesi di guidare il centro alle primarie: cosa vuole fare (davvero) la sindaca di Genova?

October 10, 2026

Fino a oggi nelle sue dichiarazioni pubbliche Silvia Salis non si è mai allontanata di un millimetro dalla sua posizione iniziale, sintetizzabile così: io faccio la sindaca di Genova e non mi candido alle primarie. Ma più lei ribadisce l'indisponibilità a un coinvolgimento in ruoli nazionali, più viene menzionata come ipotetica aspirante leader del centrosinistra. Oppure – ed è l'ultima voce rilanciata ieri – come leader del centro del centrosinistra. Secondo il quotidiano “Il Foglio” sarebbe stata l'ex atleta olimpica ad auto-proporsi, parlandone in sede riservata con Elly Schlein. Secondo questo retroscena potrebbe essere la prima cittadina genovese a mettersi alla guida di tutti i pianeti e le meteore che compongono la galassia (o forse sarebbe meglio dire nebulosa) di sigle che affollano l'area moderata del campo progressista, ovvero: Progetto Civico di Onorato, Più Uno di Ruffini e Gabrielli, Più Europa di Magi, naturalmente Italia Viva di Renzi e altri piane. L'ambizione sarebbe addirittura di coinvolgere nella comitiva anche Azione, ma al momento sembra davvero improbabile che Calenda converga su una qualsiasi coalizione, poco importa se alla sua destra o alla sua sinistra.

È vero che tutte queste formazioni hanno un vero interesse a federarsi, sia per avere un maggiore peso politico nella coalizione sia per superare il proibitivo ostacolo delle centinaia di migliaia di firme da raccogliere, come impone la nuova legge elettorale. Ma ancora più ardua della raccolta di firme appare l'impresa di mettere insieme tanti primattori del centro, ognuno con il suo partitino, le sue istanze da sostenere, la sua identità da difendere.

Un nome in forte ascesa come quello di Salis avrebbe le carte in regola per riunire e allineare tutte queste forze che secondo i sondaggi al momento viaggiano tra l'1 e il 2% dei voti ciascuna. La domanda è: con quale obiettivo?

L'ipotesi emersa ieri sarebbe quella di mettersi a capo dello schieramento centrista in qualità di candidata alle primarie. Così però si torna da capo alla questione iniziale: davvero la sindaca vuole impegnarsi in una sfida ai gazebo per arrivare a guidare la coalizione nella corsa verso Palazzo Chigi? E se la competizione delle primarie si svolgerà, come tutti dicono, a turno unico la sua discesa in campo non rischierebbe di tradursi in un involontario aiuto per Giuseppe Conte? In caso di corsa a tre, infatti, lo scenario più verosimile sarebbe una dispersione dei voti del Partito democratico, i cui sostenitori si dividerebbero tra Schlein e Salis, mentre quelli dei Cinquestelle si concentrerebbero tutti sull'ex premier.

A queste condizioni, dunque, la partecipazione di Salis alle primarie sembrerebbe una scelta senza grandi prospettive politiche. A meno che nell'alleanza non si trovasse un accordo su un meccanismo di voto a doppio turno. I precedenti ci sono: nel 2012, per esempio, Bersani sconfisse Renzi al ballottaggio. Ma è una soluzione per ora nessuno prende in considerazione.

E così la domanda “si candiderà alle primarie” continua a ottenere da Silvia Salis sempre la stessa risposta: «Si dicono tante cose, non è cambiato niente da ieri e non posso commentare ogni giorno cose che non dico».

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