Un luogo di eroi dove con grinta si può tornare a vedere i colori. E che mi trasmette un’energia positiva ogni volta che ci torno

Simona Ventura. A destra, gli incontri e gli affetti a San Patrignano

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Sulle colline riminesi di Coriano c’è un posto che, visto superficialmente, potrebbe sembrare solo un luogo di dolore: San Patrignano. Il dolore c’è, eccome, ma per me è soprattutto un posto pieno di eroi. Fu fondato nel 1978 e grazie alla famiglia Moratti, Gianmarco e Letizia, è una realtà giunta fino ai giorni nostri senza sovvenzione pubblica. Sostenuto totalmente da loro. Io e Giovanni ci andiamo due o tre volte l’anno.
Perché dico eroi? Perché chiunque entri lì vuole cambiare vita, uscire da una situazione sempre più diffusa: una buona parte di persone fa uso di sostanze stupefacenti. E cambiare vita è ancora più difficile, perché lasci amici che probabilmente non capiscono la tua scelta. I ragazzi mi dicono sempre la stessa cosa, che hanno paura di tornare a casa, perché non sanno come reagiranno, quegli amici. E spesso è un rifiuto, perché chi è rimasto fuori si sente in difetto: quella scelta non ha avuto il coraggio di farla. Invece chi torna a casa, quella situazione l’ha lasciata alle spalle. Mi hanno detto anche un’altra cosa, ed è un’immagine che trovo bellissima: quando arrivano vedono tutto nero. E piano, piano, con tanto dolore ma con tanta determinazione e grinta, cominciano a vedere i colori.
La verità è che i ragazzi che entrano lì non credono più in sé stessi e vogliono anestetizzare un dolore che a volte nemmeno loro riescono a capire da dove venga, ma nonostante questo hanno scelto di uscirne: una scelta dolorosa e coraggiosissima, che dà forza anche a tante altre persone. Per quello li considero eroi, come considero eroi le persone che portano avanti San Patrignano: Roberto Bezzi, presidente della cooperativa, o Gianni Fornari, a capo della Pet Home, dove tanti ragazzi si occupano di cani adottabili con una cura incredibile. E Gianmarco e Letizia Moratti, storici sostenitori della comunità, che l’hanno portata avanti con lungimiranza insieme ai loro figli, oggi coinvolti anche loro, col cuore.
Quando parlo di questa realtà mi commuovo sempre e nella commozione un pensiero va ai genitori, che aiutano, certo, ma la scelta finale spetta solo a chi la deve fare, perché quando un figlio decide di cambiare vita, per un genitore è come rinascere insieme a lui. E quella rinascita, in fondo, l’ho sentita anch’io lì dentro, a modo mio: la prima fuga d’amore che ho fatto con Giovanni, appena stavamo insieme, è stata proprio a San Patrignano, passando prima da Santarcangelo. Mi sono riempita di un’energia così forte e positiva che ne ho fatto un capitolo di Discovering Simo, la docu girata per Warner Bros. Discovery. E ogni volta che ci torno, ritrovo quella stessa energia. Tante volte non siamo contenti di quello che abbiamo. Invece siamo fortunati: abbiamo noi stessi, e la speranza per il futuro.
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