/
I due piloti Ferrari hanno parlato dei rispettivi impegni al simulatore di Maranello
Riproduzione riservata
Pubblicato il 16 Luglio 2026 ore 20:00
3 minuti
Si continua a parlare del simulatore Ferrari
Nel colloquio con i giornalisti successivo alla vittoria del Gran Premio di Gran Bretagna di Charles Leclerc, Lewis Hamilton aveva raccontato che in casa Ferrari era stato deciso di bocciare la strada suggerita dal simulatore per Silverstone, dopo le sue osservazioni. L’inglese aveva poi sottolineato come anche Leclerc avesse seguito la sua direzione, abbandonando le indicazioni sul set-up arrivate dal macchinario situato a Maranello.
Hamilton e la sua avversione
Dal weekend di Montreal, Lewis Hamilton aveva spiegato di aver deciso di non utilizzare più il simulatore, colpevole di averlo portato fuori strada a Miami.
Nelle interviste del giovedì di Spa-Francorchamps, Hamilton ha ribadito di essere rimasto fermo sulla propria posizione: “No, non ho mai più usato il simulatore dopo il Canada. Se mi ha aiutato non averlo utilizzato? Enormemente. L’ho provato per tutto lo scorso anno. Ma come ho detto, nei primi anni in Mercedes non lo usavo. Man mano che si è evoluto, ad un certo punto ho iniziato a usarlo”.
Il sette volte campione del mondo ha poi sottolineato: “Guido simulatori dal 1997. Possono essere strumenti davvero potenti ed utili, ma anche fuorvianti. Ho scoperto che, lo scorso anno in particolare, è stato proprio così. E negli anni precedenti in Mercedes avevo sensazioni simili e proprio per questo non lo usavo. Da quando ho smesso, le mie prestazioni sono migliorate moltissimo”.
Leclerc continua ad usarlo
Invece Charles Leclerc sta continuando a lavorare con il simulatore, come ha confermato in conferenza stampa in Belgio: “Negli ultimi giorni ho cercato di capire perché siamo andati molto meglio di quel che ci aspettavamo a Silverstone, per cercare di riprodurre quel risultato più spesso in futuro. Cosa ho imparato dopo il ritorno al simulatore? Il motivo per cui mi sentivo a mio agio era che a Silverstone sapevo già cosa avevo cambiato e cosa mi faceva sentire meglio. In termini di prestazioni globali, ci sono alcune cose ancora da approfondire. Abbiamo bisogno di qualche altro giro per provare alcune cose”.