Una riconsiderazione profonda delle nuove linee guida regionali per i servizi vacanza destinati alle persone con disabilità e disagio psichico. È quanto richiede con forza il consiglio del municipio VII. La risoluzione, approvata dall’assemblea, impegna il presidente municipale e la giunta a sollecitare un tavolo di concertazione urgente con la regione Lazio per modificare i punti più problematici della delibera di giunta regionale del dicembre 2024.
Le critiche del municipio
Per comprendere le ragioni della protesta, occorre guardare a cosa stabilisce il provvedimento varato dalla Regione Lazio. L'ente regionale ha infatti introdotto un riassetto complessivo dei soggiorni estivi. Innanzitutto, cambia la gestione dei soggiorni, che viene sottratta alle Asl e trasferita ai distretti socio-sanitari (ossia a comuni e municipi). Cosa che secondo il municipio snatura il servizio, perché “l’approccio di fondo della nuova disciplina non considera i soggiorni estivi come elemento fondamentale dell'intervento terapeutico per le persone con disabilità”, ma quasi come "un'attività di socializzazione”, privando gli utenti della presenza del personale sanitario di fiducia con cui esiste un legame terapeutico consolidato.
In secondo luogo la delibera regionale prevede l’obbligo della certificazione di disabilità grave, un vero sbarramento secondo i consiglieri perché molti non richiedono la certificazione per le conseguenze dello stigma sociale e che va a svantaggio dei più giovani, delineando come target di riferimento gli utenti più adulti con forme di cronicità più marcate.
L’equiparazione
A ciò si aggiunge una critica sull’equiparazione tra disabilità fisica e disagio psichico che per il municipio ignora le profonde differenze di presa in carico necessarie per le due tipologie di utenza. Infatti, la Regione ha applicato le medesime norme sia alle disabilità fisico-motorie sia alla salute mentale. Modifiche che “rischiano di annullare la specificità dei percorsi individuali” e, di conseguenza, "sovraccaricano di lavoro le Uvmd (Unità di Valutazione Multi-Dimensionale), cui è demandato il meccanismo della valutazione delle esigenze “su misura” dei beneficiari, le quali già scontano una grave carenza di organico”. Infatti, la regione ha applicato le medesime norme sia alle disabilità fisico-motorie sia alla salute mentale. Modifiche che “rischiano di annullare la specificità dei percorsi individuali” e, di conseguenza, “il sovraccarico di lavoro per le Uvmd (Unità di Valutazione Multi-Dimensionale), cui è demandato il meccanismo della valutazione delle esigenze “su misura” dei beneficiari, le quali già scontano una grave carenza di organico”.
Chi fornirà le risorse
Non solo, essendo stato trasformato da servizio clinico-sanitario in servizio universale, la paura è che l’allargamento di platea porti ad un sovraccarico economico, ma dati i tetti di spesa inseriti dalla regione nell’atto del 2024 il municipio teme che ci sarà “un’incertezza economica” sul reperimento dei fondi aggiuntivi, “accanto a quelli che Roma Capitale già investe, autonomamente e in maniera significativa, dal proprio bilancio”.
Un'azione unitaria verso la Regione
La presa di posizione del municipio VII si unisce alle perplessità già espresse dalla commissione capitolina Politiche sociali e della Salute, dall'assessorato alle Politiche Sociali di Roma Capitale, dalle consulte municipali e dalle Asl competenti. Se per la stagione in corso è stato possibile tamponare la situazione delegando transitoriamente le procedure alle Asl, dal 1° gennaio 2027 la gestione passerà interamente ai distretti sociali.
concertazione volto a ridiscutere