Dal sogno si rischia di finire nell’utopia, ma forse è anche giusto provarci e l’attesa giustifica il tentativo per capire se Pep Guardiola ct dell’Italia può prendere la forma e la forza di un vero progetto. Difficile, quasi impossibile dicono in via Allegri, smontando la suggestione, ma è vero che Paolo Maldini e Leonardo ci hanno provato, volando nel week-end a Barcellona per incontrare il tecnico catalano e sondarne la disponibilità. Sarebbe l’unico in grado, se accettasse, di scavalcare Roberto Mancini in volata e di schiantare la concorrenza, tacitando qualsiasi tipo di perplessità. Un nome così muoverebbe di colpo gli sponsor. Già ieri l’indiscrezione di Sky Sport (da Pep a Peppe Di Stefano, il cronista che ha lanciato la notizia) non è stata smentita dalla Figc, ha creato un interesse enorme intorno alla Nazionale e certifica l’ambizione di Malagò. Un allenatore top a cui affidare la panchina dell’Italia per i prossimi quattro anni. Guardiola ha lasciato dopo dieci anni il City con l’idea di prendersi una pausa, dedicarsi alla famiglia e non al calcio, fermandosi almeno sino a gennaio. Non sarebbe una questione di soldi, ma è difficile fargli cambiare idea. Maldini e Leonardo sarebbero rimasti due giorni a Barcellona (sabato e domenica) per incontrarlo e parlarci. Gli hanno offerto la panchina dell’Italia. Nessuno in via Allegri si è sbilanciato. Più no che sì per adesso.
L'assemblea a Milano
Ci possono essere tante chiavi di lettura in attesa di scoprire la verità, rinviata da Malagò a giovedì, quando si presenterà in assemblea di Lega in via Rosellini con Maldini e Leonardo per illustrare il suo piano di Club Italia alle società di Serie A. Conta di arrivarci con il nome del ct in tasca e l’accordo già chiuso. Non è detto che ci riesca. Roberto Mancini, il favorito della prima ora, non è mai uscito di scena e resta in attesa da un mese di essere nominato, altrimenti avrebbe preso in esame (e non declinato) offerte da club iscritti alla prossima Champions. Il tentativo per Guardiola gli può restituire forza. Non ci sono altri top in grado di contrastarlo. Antonio Conte era un altro nome fortissimo, vorrebbe tornare ad allenare la Nazionale e pensava di essere davanti quando ha lasciato Napoli, ma negli ambienti federali danno per tramontata la sua candidatura. Dagli studi di New York a Dazn ha mandato dei segnali a proposito di “condivisione”. Contano tanti aspetti e il budget è in prima fila. Il bilancio 2026 è stato chiuso in leggera perdita a causa dell’eliminazione dal Mondiale. Solo dal 2027, si potrà alzare la posta per l’ingaggio del ct. Serve un allenatore bravo, pronto a sposare l’azzurro perché ci crede, senza troppe pretese.
La condivisione del progetto
Malagò, in diretta su Sky Sport, ha allargato la short list. «Ci possono essere altri nomi possibili» la risposta sul presunto duello tra Mancini e Pirlo. Se pesa il curriculum, non può essere l’ex centrocampista di Juve e Milan il futuro ct dell’Italia, costretta a uscire dall’emergenza dopo tre Mondiali bucati, altrimenti ci sarebbe Silvio Baldini, ct dell’Under 21, allenatore esperto, uomo senza compromessi, di sani principi e di regole. Pirlo, in ogni caso, è un nome caldeggiato e contattato da Maldini e Leonardo. Ne stanno parlando con Malagò, ma possono venire fuori altre sorprese o “carte da scoprire” come ha rivelato il presidente, puntualizzando la metodologia di lavoro. Ha scelto due dirigenti per guidare il Club Italia e selezionare un nuovo ct. Non calerà dall’alto una sua scelta. «Sull’allenatore non c’è nessunissimo tipo di scontro, ma la parola condivisione parte dall’idea che bisogna essere al 100 per cento d’accordo. Ammesso e non concesso che questa idea ci sia, poi va declinata nella sua praticità, la stessa che occorreva per Maldini e Leonardo. Da circa 10 giorni stiamo parlando per entrare nel dettaglio di un soggetto che è stato condiviso. Ci sono delle variabili, delle carte che non posso girare come è stato fatto con Maldini e Leonardo. Ancora qualche giorno di pazienza e poi saprete tutto ».
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