Settembre è arrivato e con lui il conto alla rovescia più temuto dai genitori: quello per far coincidere di nuovo la sveglia dei figli con l'orario della campanella. Dopo settimane di orari elastici, luce fino a tardi e nanne rimandate, il rientro alla routine sembra sempre un'impresa titanica. Non lo è, assicura la Professoressa Luana Nosetti, docente all'Università degli Studi dell'Insubria e responsabile dei Corsi di Formazione Teorico-Pratici sui Disturbi Respiratori del Sonno della SIMRI, affiliata alla Società Italiana di Pediatria. Basta seguire il metodo giusto.
I rituali che preparano al sonno
Prima ancora di pensare agli orari, secondo l'esperta, va ricostruito un ambiente serale che favorisca l'addormentamento. Il primo nemico da allontanare sono gli schermi: «Limitate l'uso di cellulari e tablet, che inibiscono la produzione di melatonina, evitate programmi televisivi troppo eccitanti e riducete gli stimoli intensi almeno un'ora prima di andare a letto». Al loro posto, gesti semplici ma efficaci: una favola, musica tranquilla, una chiacchierata in un ambiente rilassato. E non è solo una questione di sonno: «Il momento dell'addormentamento è prezioso a qualsiasi età: è uno spazio di comunicazione con i bambini che rinforza il legame affettivo». Per i più piccoli, in particolare, la favola della buonanotte resta un appuntamento fisso fino alle elementari, con i racconti preferiti che tornano sera dopo sera.
Il campanello d'allarme
Come capire se il rientro alla normalità non sta procedendo bene? La Professoressa Nosetti indica segnali precisi da osservare: «I più comuni sono la difficoltà al risveglio, l'irritabilità e, negli adolescenti, la tendenza ad addormentarsi a scuola». Trascurarli significa lasciare che il debito di sonno accumulato in estate si trasformi in qualcosa di più difficile da gestire: nervosismo, difficoltà di concentrazione, un sistema immunitario più fragile proprio all'inizio della stagione scolastica.
Melatonina, la tentazione da evitare
Di fronte a questi segnali, la scorciatoia più gettonata dai genitori è un integratore da banco.
Nosetti frena: «Se prima non lavoriamo sull'igiene del sonno, non facciamo la scelta giusta. Oggi c'è un abuso di integratori da banco, spesso percepiti come innocui. In realtà, la quantità di melatonina assunta può essere imprevedibile e il fai-da-te è sempre sconsigliato. È bene parlarne con il pediatra, soprattutto nei bambini piccoli». Un avvertimento che vale doppio proprio nelle settimane più critiche, quando la tentazione di "aggiustare" il sonno con una pastiglia è più forte.Il metodo per tornare in orario
Il vero alleato, spiega la professoressa, non è chimico ma naturale: «Con la fine dell'estate, le ore di luce si riducono e la melatonina torna a essere secreta in modo più regolare, favorendo l'addormentamento». Il compito dei genitori è accompagnare questo processo senza forzarlo: «Per riportare l'orologio biologico all'orario invernale, basta anticipare l'orario della nanna di circa 15 minuti al giorno, in modo progressivo, fino a tornare ai ritmi che precedono la riapertura delle scuole». Il momento giusto per cominciare è almeno due settimane prima del primo giorno di scuola, per evitare traumi e debiti di sonno accumulati all'ultimo minuto. Un piccolo aiuto in più arriva anche dalle mattine: svegliare i bambini un po' prima del solito, gradualmente, aiuta il corpo a ritrovare da solo il proprio ritmo.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 2 settembre 2026, 07:17
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