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«Sono fuorisede con problemi motori, un proprietario ha intascato l'acconto e non mi ha dato la casa. Tra affitti alle stelle e truffe trovare una stanza a Roma è impossibile»

September 23, 2026

«Ho scritto un annuncio su Facebook per trovare casa a Roma. Il propietario di un appartamento mi ha chiamato e ha detto che si trovava in Umbria, ma che se avessi versato 200 euro di acconto lui sarebbe subito tornato in città per portarci le chiavi». Così Angelica, 24 anni, è partita dalla Puglia insieme alla sua famiglia fino alla Capitale. È alla ricerca di una sistemazione per iniziare la magistrale in Interpretariato alla UNINT (Università degli Studi Internazionali di Roma) e portare avanti la sua passione. 

Angelica, racconta a Leggo, ha una problematica motoria: necessita di un alloggio per lei e i suoi genitori, poiché bisognosa di assistenza, e che sia vicino all'università, perché gli spostamenti sono complicati. Finalmente, riceverà le chiavi del suo appartamento dopo una ricerca estenuante, durata mesi. O almeno così crede. «Continuava a dirci che avrebbe fatto ritardo, abbiamo aspettato fino alle 23. Solo che non si è mai presentato». 

La sua è solo una tra le tante storie dei fuorisede che sono alla disperata ricerca di un alloggio per studiare nella Capitale. «Cerchiamo da luglio, ma i costi sono proibitivi», dice, «si arriva anche a 700-800 euro per una singola». Solo a Roma, si stima la presenza di 70mila studenti fuorisede, ma trovare casa sembra impossibile. «Vorrei che venisse garantito il nostro diritto allo studio. Non è normale che gli affitti siano così alti, dietro gli studenti ci sono genitori che pagano, fanno sacrifici. Gli stipendi in Italia sono bassi», dice Angelica. «Chiedo che il diritto allo studio mi venga garantito, in questo modo viene leso -  sottolinea - così come un cambiamento radicale, non si può continuare così».

I dati: la tendenza nazionale

Il caro affitti è un problema concreto. Stando ai dati di Immobiliare.it Insights, dal 2020 al 2026 nella Capitale i prezzi per le stanze singole hanno avuto un rincaro del 40%: il costo medio si aggira sui 615 euro. Rispetto al 2025, nel primo trimestre del 2026 si è verificato un aumento del 5%. Ogni anno, l'aumento complessivo si aggira intorno al 7%. Tra stanze costosissime e studentati privati che arrivano anche a 1.500 euro per una stanza, la ricerca diventa un'impresa.

Ma, sempre secondo l'indagine, il caro affitto è diffuso in tutta Italia.

La prima in classifica rimane Milano, con ben 704 euro al mese, nonostante si sia registrato un calo del 4% rispetto al 2025. Poi Firenze, circa 627 euro al mese. A Roma, nelle zone universitarie, come San Lorenzo e Marconi, i prezzi oscillano dai 550 euro agli 800 euro. 

Le truffe

Anche Sara, studentessa di Scienze della Comunicazione a Roma Tre, racconta la sua odissea. Viene da Taranto e ha trovato solo a settembre una stanza dopo mesi di ricerca. A rallentare il processo, un'altra truffa. «Mi sono rivolta a un'agenzia, ci hanno chiesto un acconto di circa 380 euro, in cambio ci avrebbero informato sulle camere disponibili». Una volta arrivati a Roma, dopo un'attesa di circa due ore di fronte alla sede dell'agenzia, viene fornita loro una lista con circa una ventina di numeri da chiamare. «Quando abbiamo telefonato, abbiamo scoperto che le stanze erano affittate da mesi: i proprietari non ne sapevano nulla, ci hanno chiesto tutti dove avessimo preso i contatti». Sara e la sua famiglia tornano a chiedere spiegazioni, ma i responsabili liquidano la questione e negano il rimborso, spiegando che continueranno a fornire altri contatti. Quando Sara torna a Taranto, riprova a chiamare, invano. «Così abbiamo perso tempo e soldi, incluso il viaggio». Tutte le testimonianze hanno in comune una cosa: gli studenti coinvolti hanno pensato di rinunciare a Roma, profondamente demoralizzati dalla ricerca.

L'appello degli studenti

«Uno studente che rinuncia a studiare perché non riesce a trovare una soluzione abitativa rappresenta un fallimento del nostro sistema scolastico e universitario», dice Camilla Marconi, di UDU Roma (Unione degli Universitari). Secondo Marconi, per risolvere l'emergenza abitativa servono investimenti sul welfare e «l'adozione di un nuovo sistema che veda la casa come spazio fondamentale per continuare a studiare». 

Bisogna riconoscere che il caro affitti è «un problema sistemico che lede fortemente il diritto allo studio». Alle istituzioni si chiede di intervenire concretamente, con l'apertura di studentati pubblici, l'erogazione puntuale delle borse di studio, stanziando anche i fondi del PNRR destinati agli studentati pubblici, ancora in attesa di utilizzo. Sono contributi realistici, dice Marconi, per rimettere al centro il diritto allo studio e «che avrebbero un riscontro effettivo nella vita di una studentessa o studente». 


Ultimo aggiornamento: mercoledì 23 settembre 2026, 08:27

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