Un altro tonfo in campionato, e ora la distanza dalla vetta della classifica diventa abisso. La Juve è in ritardo, in confusione, e contro la Lazio affonda senza attenuanti, tra i fischi dei tifosi dello Stadium. A -8 dall’Inter dopo 7 giornate e -4 dal quarto posto, ma soprattutto con passi indietro allarmanti da inizio campionato; e l’alibi degli infortunati regge fino a un certo punto. Il rischio di fallire l’obiettivo minimo Champions League per il secondo anno consecutivo è dietro l’angolo e le critiche così come i fischi non risparmiano nessuno, dai giocatori al tecnico.
La crisi
Il 3-0 contro la Lazio scoperchia la crisi di una Juve in picchiata in Serie A, e ora anche Luciano Spalletti è sotto osservazione. Non rischia nell’immediato, perché al momento proprietà e dirigenza non hanno preso in considerazione la possibilità di una ennesima rivoluzione alla guida tecnica, ma il prossimo ciclo fino alla sosta di novembre può diventare decisivo per la Juventus così come per il suo allenatore.
Il nervosismo
Il nervosismo che ha accompagnato Lucio nelle ultime settimane è il sintomo che tradisce un’insofferenza latente, e probabilmente solo i risultati possono guarirla.
Spalletti ha firmato un contratto con la Juventus - subentrando a Tudor il 30 ottobre 2025 - fino al termine della stagione 2025-26. Prima della fine del campionato la società gli ha rinnovato la fiducia fino al 30 giugno 2028, con uno stipendio quasi raddoppiato rispetto ai 3 milioni del primo accordo, nonostante non sia arrivata la qualificazione alla Champions, sfumata all’ultima curva del campionato.
Ma la dirigenza ha visto in Lucio il nuovo punto di riferimento, e ha voluto dare continuità a un progetto con Spalletti sempre più centrale negli equilibri di squadra e società. L’addio di Comolli e la scelta di Carnevali hanno ridistribuito responsabilità e aree di pertinenza, mentre con il recente l’aumento di capitale la proprietà ha confermato il suo impegno per una Juventus chiamata a tornare al più presto ai suoi livelli. Il dubbio, a questo punto rischia di sconvolgere i piani di tutti alla Continassa: Luciano Spalletti è ancora l’uomo giusto per riportare in alto la Juventus?
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