Elephants

Sparatoria a Napoli, scatta la stesa a Pianura. Uomo innocente ferito per errore: potrebbe perdere un occhio

October 11, 2026

Ha avuto giusto il tempo di sentire il rombo dello scooter che arrivava alle sue spalle ad alta velocità. Si è voltato d’istinto e un secondo dopo ecco il dolore sordo e improvviso. Ha portato la mano sull’occhio sinistro e si è accasciato sull’asfalto con il volto ridotto a una maschera di sangue. Notte di piombo e paura a Napoli Ovest, dove solo per una pura casualità - anzi, per una questione di millimetri - un innocente non ha perso la vita. Succede a Pianura, quartiere polveriera perennemente stretto, al netto di alcune stagioni di tregua apparente, in una faida di camorra che si trascina da oltre vent’anni. Questa volta l’ennesima “stesa” ha però rischiato di avere dei risvolti drammatici. In un letto dell’ospedale Cardarelli è finito un innocente senza alcun legame con la criminalità.

Un uomo perbene, 59 anni e una fedina penale immacolata, la cui unica “colpa” è stata quella di incrociare il proprio cammino con quello del gruppo di fuoco. Un raid incorniciato in un contesto a dir poco esplosivo. Poche ore prima, in una zona poco distante, un altro commando era già entrato in azione. In quel caso, però, i colpi di pistola esplosi sono stati ben dodici.

Napoli, commando in azione a Pianura, innocente ferito durante una stesa: rischia di perdere un occhio

Innocente ferito

L’allarme è scattato poco prima delle sei di ieri mattina. È a quell’ora che, trasportato in ambulanza, il peruviano Moreno Capcha varca in codice rosso le porte del pronto soccorso del Cardarelli. Le sue condizioni appaiono subito gravi ai sanitari che, dopo averlo stabilizzato, lo sottopongono a un delicato intervento nel tentativo di salvargli l’occhio. Non è in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservatissima. Per capire se la vista rimarrà compromessa bisognerà adesso attendere le prossime 48 ore. Le indagini sono intanto partite sotto la direzione della polizia di Stato. La Squadra mobile, supportata dal commissariato Pianura e dall’Ufficio prevenzione generale, ha raccolto una prima deposizione della vittima, che nonostante lo choc e il dolore è riuscita a indicare il luogo del ferimento e a spiegare sommariamente cosa fosse accaduto. Gli investigatori si sono così precipitati in via Francesco Arnaldi e qui, nonostante la pioggia battente, è scattata la caccia ai bossoli, che non sono stati però trovati, e a eventuali tracce del passaggio del commando. In attesa che l’inchiesta riesca a dare un volto ai responsabili del raid, sul tavolo degli inquirenti resta la drammatica ricostruzione della vicenda. L’extracomunitario è stato ferito per errore mentre stava camminando per raggiungere la fermata dell’autobus che, di lì a breve, l’avrebbe portato al negozio di Chiaia in cui lavora. Sul punto, la polizia sembra non avere dubbi: non era Capcha, incensurato del tutto slegato dalle dinamiche criminali, l’obiettivo dei killer. L’ipotesi al vaglio, dunque, è che l’uomo possa essere stato ferito da un colpo vagante o, di rimbalzo, dal frammento di un proiettile.

Un quadro a tinte fosche, che rende quantomai urgente l’individuazione del reale target del commando. Lungo quella strada, stando ad alcuni rumors investigativi, vive un esponente di spicco del gruppo Carillo-Perfetto, clan da anni in rotta di collisione con i rivali della holding che fa capo alle famiglie Esposito-Marsicano, a loro volta spalleggiati dalla gang dei Santagata.

Napoli, lite sulla Cumana finisce nel sangue: feriti due minorenni

Notte di piombo

A confermare il clima di tensione c’è la drammatica frequenza di raid, tornati a intensificarsi negli ultimi giorni. Soltanto poche ore prima del ferimento del 59enne, infatti, un altro commando armato era entrato in azione in una zona poco distante. L’allarme rosso in via Vicinale Sant’Aniello è scattato intorno a mezzanotte. È qui che la furia dei sicari ha portato la polizia a rilevare i segni di ben dodici colpi di pistola calibro 7,65, esplosi nei pressi di un complesso di edilizia popolare. Un’escalation a cui si sommano almeno altre due “stese”, registrate la scorsa settimana in via José Maria Escrivà. In quel caso ignoti hanno fatto fuoco nell’area delle Case Gialle, nei pressi di una scuola e della chiesa di San Lorenzo, dove gli investigatori hanno recuperato ogive e fori sui cancelli d’ingresso. Una sequenza spietata che conferma come il quartiere flegreo stia rapidamente precipitando in una nuova spirale di terrore, dove un manipolo di giovanissimi con aspirazioni da ras spara all’impazzata e senza scrupoli.