Paolo Cergnar, del coordinamento Usb Vigili del Fuoco Roma preoccupato per il nuovo ordinamento del Corpo Nazionale, «potremmo essere tranquillamente impiegati in operazioni di sgombero e di sfratto, senza che questo ruolo venga codificato». Il Comune di Roma spende 3 milioni per gli alloggi temporanei, mentre la comunità passa Ferragosto in strada
Tra temperature insostenibili e improvvisi acquazzoni, che hanno causato anche diversi casi di febbre, ormai da 16 giorni oltre cento degli ex abitanti di Spin Time sono costretti a vivere in strada, lungo via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Le circa 400 persone che abitavano nel palazzo non hanno più potuto tornare nella loro casa dalla notte del 29 luglio in seguito a un principio d'incendio. «Siamo stati usati come cavallo di Troia per entrare nello stabile occupato», dice a Domani Paolo Cergnar, del coordinamento Usb Vigili del fuoco Roma. «Non c’erano danni, ma è stata presentata solo la diffida all’utilizzo degli impianti che erano stati interessati dall’incendio. Come prassi si indica che gli inquilini possono rientrare all'interno della struttura quando ne viene accertata la conformità». Conformità impossibile da accertare, trattandosi di uno stabile occupato. «In questa situazione – continua Cergnar – le forze dell'ordine hanno preso la palla al balzo, avendo tutta la struttura libera dagli inquilini, e messo l’immobile sotto sequestro».


Il sindacalista si dice anche preoccupato per il nuovo ordinamento del Corpo nazionale, soprattutto nella riorganizzazione delle funzioni. «Quello che era il vecchio decreto legislativo 139» in cui «verrà codificato a chiare lettere che il personale dei Vigili del fuoco assolverà la funzione di agente di Pubblica sicurezza». Così, continua, «potremmo essere tranquillamente impiegati in operazioni di sgombero e di sfratto, senza che questo ruolo venga codificato». Spin Time, quindi, potrebbe essere solo l’inizio.


Alloggi temporanei
Intanto la trafficatissima via resta chiusa e trasformata in una tendopoli, con le associazioni del terzo settore, Biblioteche del Comune e tantissimi volontari che continuano a cercare di alleviare la pena di chi si trova a non avere più una casa. «Sai quante notti ho fatto le quattro, qui, ad asciugar lacrime», raccontava qualche giorno fa don Mattia Ferrari, il cappellano di Mediterranea e di Spin Time. Quasi ogni sera, insieme agli educatori, va in auto a prendere i bambini che sono stati ricollocati lontani dal quartiere, per permettere loro di partecipare, insieme agli altri, alle attività organizzate per loro. La comunità tenta ancora di essere unita. Ma la situazione è sempre più complessa e dolorosa. Lo Sportello di tutela sociale di Spin Time continua a lavorare insieme ai Dipartimenti per le politiche abitative del comune di Roma per trovare alloggi temporanei per gli sfollati. Fino al pomeriggio del 14 agosto ad aver lasciato la strada erano in 233, 76 nuclei su 127 totali.


Un impegno non indifferente, anche dal punto di vista economico. Come scrivono anche gli attivisti, in una nota diffusa ieri, le spese che sta affrontando il comune di Roma, ammontano a 3 milioni di euro. Mentre l’accordo ponte proposto dal sindaco Roberto Gualtieri a Investire sgr, fondo proprietario dell’immobile, prevedeva costi di ristrutturazione pari a 800mila euro. Oltre che permettere alle persone un graduale rientro nelle loro case. «Sapevamo già che svuotare Spin Time delle 400 persone che lo abitavano era sbagliato dal punto di vista umano. Oggi sappiamo che l’evacuazione del 29 luglio e tutto ciò che è seguito è anche un danno economico gigantesco per le romane e i romani», scrivono gli attivisti di Spin Time. Che tornano anche a ricordare lo studio di valutazione condotto da Open Impact secondo cui, attraverso la regolarizzazione dell’immobile, «per ogni euro investito, ne tornerebbero 1,95 alla collettività». E continuano a chiedere a Investire sgr di continuare la trattativa con il comune di Roma, «con la consapevolezza che l’acquisto del palazzo conviene a tutti, dalla cittadinanza romana fino alla proprietà». Proprio come hanno fatto quando il fondo ha annunciato che avrebbe destinato 500mila euro agli alloggi temporanei.


Ferragosto in strada
«Noi, intanto, rimaniamo in presidio fino a quando l’ultima persona non sarà tolta dalla strada», scrivono gli attivisti, mentre passano in strada anche questo Ferragosto dal caldo asfissiante, chiedendo ai romani di passare a portare la propria solidarietà. «Ricordatevi la resilienza, la resistenza, in questi casi è importante», ha detto Gemitaiz, unendosi alla schiera di artisti che, in questi giorni, sta dando il proprio sostegno alla comunità. Ieri è stata la volta della gloria romanista Ubaldo Righetti per la Coppa di Ferragosto e di Piotta. Mentre la giornata di oggi vede insieme Paola Turci e Sabina Guzzanti che torna a portare la sua solidarietà alla comunità a cui ha dedicato il suo documentario: Spin Time, Che Fatica La Democrazia!
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Giornalista professionista si occupa da sempre di giornalismo digitale, movimenti, musica e social. Prima di approdare a Domani ha lavorato a Un Ponte per, Manifestolibri, Radio Rai, Liberazione, Rivista Romanista e, per molti anni a Repubblica dove ha attraversato Musica!, il mensile XL e Re-Le inchieste. É stata consulente del Ministero per la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica. Con altre e altri colleghi appassionati di "archeologia informatica" ha ricostruito la storia del progetto Indymedia Italia nel libro "Millennium Bug" (Alegre), premio Calcata per il giornalismo digitale nel 2021